I residenti del centro storico scrivono al ministro dell’Interno: «Evidente inefficacia del coordinamento delle forze dell’Ordine»

L’associazione “Via del Campo e Carrugi” scrive a Matteo Piantedosi: «Insieme a molte altre associazioni del territorio abbiamo deciso di scrivere una richiesta di incontro congiunto a Prefetto, ma ci è stato negato. Abbiamo bisogno di un cambio di passo perché non siamo disposti a rinunciare a quelle condizioni di vivibilità minime che restituiscano dignità a questa città»

Un durissimo “J’accuse” mette nero su bianco quanto, nel centro storico, sono ormai in molti a pensare da tempo. E fa il quadro di quanto sta succedendo secondo la percezione dei residenti: «È stato potenziato con 100 uomini il Corpo della Polizia Locale, ma contestualmente le operazioni della Polizia di Stato e dei Carabinieri sono diminuite vertiginosamente – scrive il presidente dell’associazione, Christian Spadarotto -. La Guardia di Finanza è praticamente una realtà invisibile. La percezione della sicurezza in questi luoghi ha raggiunto livelli allarmanti e molte persone decidono di andare ad abitare altrove perché hanno paura. La paura alimenta fobie che a volte diventano incontrollabili e sfociano in tragedie; purtroppo lo sappiamo bene». Una disperata richiesta di aiuto alla Politica che, contrariamente alla macchina dell’amministrazione pubblica, è soggetta al gradimento (o meno) dei cittadini, venendo giudicata nell’urna per ciò che fa o non fa. Se la percezione dei cittadini rispetto a quanto accade, nonostante gli episodi di cronaca, non corrispondesse a verità, l’incontro congiunto in Prefettura sarebbe stata l’occasione per spiegare e rassicurare. Ma nemmeno questo è stato fatto, spiegano i cittadini se non con una sbrigativa risposta scritta che la gente di una delle zone più difficili non considerano sufficiente.

Ecco il testo della lettera inviata al ministro dell’interno Piantedosi nella speranza di un suo intervento che renda fiducia agli abitanti.

Buonasera Signor Ministro,
mi chiamo Christian Spadarotto e sono il presidente dell’Associazione di cittadini Via del Campo e Caruggi APS con sede nel Centro Storico di Genova.
Rappresentiamo una delle zone più “difficili” di questo vastissimo Patrimonio dell’Umanità e abbiamo deciso di prendercene cura già da diversi anni insieme all’Istituzione, credendo fortemente nella sinergia e nella collaborazione tra le parti: non potrebbe essere altrimenti.
Lo spaccio, il degrado, la violenza e tutto quello che si sviluppa intorno a queste piaghe hanno determinato un deterioramento delle condizioni di vivibilità generale.
La percezione della sicurezza in questi luoghi ha raggiunto livelli allarmanti e molte persone decidono di andare ad abitare altrove perché hanno paura. La paura alimenta fobie che a volte diventano incontrollabili e sfociano in tragedie; purtroppo lo sappiamo bene.
In questo stato di emergenza, quando si interviene in un quartiere le azioni intraprese sono di contenimento e non risolutorie: il risultato è che quei problemi si spostano nei quartieri vicini e poi quando la morsa si allenta, tutto ritorna come prima.
Certamente la morfologia e le caratteristiche di questi luoghi non facilitano gli interventi ma abbiamo riscontrato un’evidente inefficacia del coordinamento delle varie Forze dell’Ordine che non apprezziamo.
Negli ultimi periodi è stato fortunatamente potenziato il Corpo della Polizia Locale istituendo un Nucleo Centro Storico: oltre cento agenti che operano esclusivamente nella “città vecchia”.
Contestualmente le operazioni della Polizia di Stato e dei Carabinieri sono diminuite vertiginosamente. La Guardia di Finanza è praticamente una realtà invisibile.
Insieme a molte altre Associazioni del territorio abbiamo deciso di scrivere una richiesta di incontro congiunto a Prefetto, Questore e Generale Regionale dell’Arma: l’obbiettivo era quello di cercare un confronto costruttivo proponendo suggerimenti.
Ci è stato risposto che alla luce degli ultimi fatti di cronaca, le nostre zone saranno maggiormente attenzionate: della richiesta di incontro nulla, nessuna apertura.
Abbiamo ribadito cercando di spiegare che le rassicurazioni oramai non bastano più e che l’incontro per noi era necessario: ancora niente, nessuna risposta.
Questo non è accettabile.
Non è un singolo che richiede di essere audito; è un’intera comunità che civilmente chiede una risposta dell’Istituzione.
Qui le cose non vanno bene signor Ministro e siamo consapevoli che per migliorare le condizioni generali servirà tempo, impegno e volontà.
Abbiamo bisogno di un cambio di passo perché non siamo disposti a rinunciare a quelle condizioni di vivibilità minime che restituiscano dignità a questa città che amiamo da sempre.
Le chiediamo dunque un riscontro ringraziandola già da ora.
Cordialmente
Christian Spadarotto


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