Facce de Zena 

Scompare l’architetto Piero Fiorio, il progettista del “palazzo dei televisori” in corso Italia

La realizzazione risale agli anni tra il 1971 e il 1974 nella proprietà al Lido d’Albaro della famiglia di distillatori siracusani Inga. Fiorio, che aveva 90 anni, era il papà della scrittrice Barbara e per lei aveva disegnato la copertina di uno dei libri

Barbara lo aveva descritto sinteticamente in un post del 2018 su Facebook, quando, parlando dell'”illustratore” della copertina del libro “C’era una svolta” aveva rivelato che si trattava del padre: «Piero Fiorio, classe 1932, architetto, ha passato la vita a progettare case, viaggiare, fotografare, cercare buoni produttori di vino, organizzare cene con gli amici, distrarsi con la falegnameria, disegnare e insegnare alla sua unica figlia quanto la fantasia e la creatività siano una risorsa e quanto sia importante fare ciò che si ama e cercare di farlo sempre al meglio, a testa alta – aveva scritto Barbara -. Le ha insegnato che la libertà di scegliere sta nell’autonomia e nell’indipendenza economica, e che una femmina ha le stesse potenzialità di un maschio, le distinzioni sono sciocchezze».

A raccontare, invece, di una delle opere di Pietro Florio conosciuta a tutti i genovesi, il “palazzo dei televisori” del Lido di Albaro, è l’architetto Jacopo Baccani.

«Nel 1924 la famiglia Inga, dinastia di distillatori siracusani da tempo trasferitasi a Serravalle Scrivia, decise di concedersi il lusso di una villa presso il Lido di Albaro, incaricando del progetto il conterraneo (catanese) Francesco Fichera, che propose una graziosa soluzione in linea col barocchetto romano tanto in voga all’epoca – spiega Baccani -. Quasi cinquant’anni dopo villa Inga non aveva più alcuna utilità per gli eredi, che decisero allora di sacrificarla per un’operazione immobiliare. Per l’occasione, Piero Fiorio, ex socio di Emilio Rino Piana (motivo per cui spesso nelle pubblicazioni ricorre l’erronea attribuzione a quest’ultimo) concepì qualcosa che ancor oggi riesce a destare stupore persino in un pubblico tendenzialmente passatista come quello genovese: il cosiddetto palazzo dei televisori, capace tanto di fare propri i traguardi del design contemporaneo, dalle librerie di Von Bohr per Kartell alle radio di Zanuso e Sapper per Brionvega, quanto di rielaborare in chiave moderna il cliché del villino marino della Belle Époque, tutto loggette, terrazze e bow-windows».

Una cerimonia di saluto si terrà lunedì 9 gennaio alle 12:00 al tempio laico del cimitero di Staglieno.

Foto del “palazzo dei televisori” JB-Rama Jacopo Baccani. Ritratto in copertina dal post del 2018 di Barbara Fiorio.

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