Cultura 

Donato all’Accademia Ligustica il bozzetto, datato 1956, dell’affresco per il Parlamento di Mogadiscio di Giovanni Novaresio

A chiusura dell’anno accademico la collezione del Museo dell’Accademia si arricchisce con una nuova opera che entrerà a far parte del nucleo del Novecento, il Bozzetto dell’affresco per il Parlamento di Mogadiscio (perduto) di Giovanni Novaresio, datato 1956. L’opera, fino ad oggi conservata in collezione privata, è stata donata dal notaio Raffaella Petraroli Luzzati, in ricordo del padre, notaio Biagio Petraroli, già vicepresidente della Ligustica e amico del pittore

Testo del prof. Giulio Sommariva
Conservatore del Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti

“Qualcuno lo chiamò Giovanni l’Africano”, con queste parole padre Nazareno Fabretti, giornalista e scrittore pistoiese di nascita e genovese di adozione, presentava il pittore Giovanni Novaresio nell’introduzione al catalogo della mostra monografica dedicata all’artista nella ex Caserma di Cavalleria di Voghera e al Museo d’Arte Contemporanea del castello di Montesegale nel 1988.

E certamente l’esperienza in terra d’Africa – Kenia, Somalia, Eritrea e Sud Africa – aveva costituito una tappa fondamentale per Novaresio, tanto forte ed intensa da meritargli quell’appellativo.
Nato a Napoli nel 1919 da genitori piemontesi e trasferitosi ancora ragazzo a Genova, vincendo la resistenza paterna, abbandona presto gli studi liceali, per iscriversi all’Accademia Ligustica di Belle Arti che frequenta negli anni Trenta.

Dopo l’esperienza della Resistenza, vissuta accanto a Giacomo Buranello, nel primo dopoguerra si lega con alcuni giovani pittori attivi in città, tra i quali Giannetto Fieschi, Rocco Borella, Sandro Cherchi, Emilio Scanavino e Plinio Mesciulam, e diventa uno dei maggiori rappresentanti dell’avanguardia genovese. Forte è anche il suo impegno intellettuale che lo vede tra i fondatori della associazione culturale “L’Isola” e, insieme a Cherchi, alla direzione della galleria “Genova e l’Isola”, una realtà di grande rilevanza per l’avanguardia in città, nell’ambito della quale impegno artistico e civile si fondono.

Nel 1954 inizia l’avventura africana, che lo porterà a prolungati soggiorni in quel continente, con un’intensa attività. In Somalia, in particolare, realizzerà imponenti opere pubbliche, tutte andate distrutte nel corso dei sanguinosi conflitti che hanno martoriato il paese africano, tra le quali spiccava il grande affresco per il Parlamento di Mogadiscio, che gli valse il conferimento della Commenda della Stella Somala.
Tanto più importante è, pertanto, il bozzetto realizzato per quell’opera, che costituisce oggi testimonianza fondamentale di una creazione perduta. L’opera, fino ad oggi conservata in collezione privata, è stata donata al Museo dell’Accademia Ligustica dal notaio Raffaella Petraroli Luzzati, in ricordo del padre, notaio Biagio Petraroli, già vicepresidente della Ligustica e amico del pittore.

La nuova donazione incrementa il nucleo di opere di artisti del Novecento, in particolare di quelli legati alla Ligustica, per formazione o per attività didattica, che ha visto in questi ultimi anni significative acquisizioni.
Al contempo consolida il legame con l’artista che il Museo della Ligustica aveva celebrato nel 2014, ospitando l’antologica Giovanni Novaresio Opere: 1939-1997, cura di Leo Lecci e Claudia Andreotta, esposizione che ha contribuito alla riscoperta del pittore e al pieno riconoscimento del suo ruolo fondamentale nella storia dell’arte ligure del Novecento.

L’opera è visibile fino al 22 gennaio presso il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, largo Pertini 4, 16121 Genova – (primo piano) – dal martedì alla domenica, dalle 14:30 alle 18:30. Ingresso gratuito

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