Movida, decadono le chiusure anticipate dei locali per decisione del Tar ed è subito caos fino alle 3 di notte e oltre
Stanotte raffica di sanzioni della Polizia locale alle persone presenti nella strada e continuo lavoro di allontanamento di chi stazionava davanti ai pubblici esercizi, ma incidere di fatto senza strumenti sulla situazione creata da centinaia e centinaia di giovani ubriachi in un’area così ampia, mentre i locali continuano a vendere legittimamente alcolici da asporto senza limitazioni, risulta impossibile. Non si intravede alcuna soluzione al problema

Dopo la sentenza del Tar che ha annullato le limitazioni di orario a una serie di locali, è ripreso l’andazzo che in qualche modo i provvedimenti avevano mitigato. Le situazioni più difficili si sono riscontrate in via San Donato, via Giustiniani, via Canneto il lungo e, in testa, piazza San Bernardo. I gestori dei pubblici esercizi vendono legittimamente alcol fino alle 3 di notte, i ragazzi escono col bicchiere di plastica in mano e stazionano davanti ai locali, schiamazzando, battendo contro le serrande chiuse, gridando. Il Tar ha anche rigettato l’iniziativa di un gruppo di cittadini ritenendola non ricevibile.

Chi stanotte ha girato per l’area della movida sa che la polizia locale ha fatto da cane da pastore a greggi di giovani in stato di ebbrezza, cercando di “sciogliere” gli assembramenti, in qualche caso riuscendoci, in altri casi ottenendo solo una effimera sospensione degli schiamazzi, giusto il tempo, per i ragazzi, di veder allontanare le divise dirette a intervenire su un altro gruppo di caciaroni notturni. Sei ragazzi sono stati sanzionati perché sorpresi a orinare o sputare per strada, tre per gli schiamazzi, due perché circolavano con bottiglie di vetro o lattine e non con il bicchiere di plastica. Di fatto è come svuotare il mare con un cucchiaio: tutti i pubblici esercizi servono ininterrottamente e legittimamente alcolici da asporto anche dopo la mezzanotte a persone che non possono fare altro che consumarli sulla pubblica via, noncuranti dell’inevitabile violazione dell’ordinanza antialcol.
Nel corso dei controlli, la Polizia locale ha anche trovato a girare per la movida un giovane già denunciato per percosse e lesioni in concorso con altre persone e a notificargli il provvedimento.

Quello che si sa del progetto di spostamento della movida che la Civica Amministrazione sta portando avanti è che sarebbe il tentativo di spostare i giovani, di fatto, sotto altre case, quelle del Cembalo (in Darsena) e di via Gramsci. Nelle altre città europee dove il tentativo ha avuto successo le aree di destinazione sono, invece, ben lontane dalle case. Inoltre la buona riuscita del progetto è direttamente collegata alla chiusura anticipata, con ordinanza contingibile e urgente del Sindaco, di tutti i locali della zona da cui si vuole spostare la movida per ragioni di salute e ordine pubblico, provvedimento che l’Amministrazione genovese sembra non voler prendere. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti necessari a un fallimento dell’iniziativa di delocalizzazione e addirittura al raddoppio dell’area interessata dai disagi e, quindi, dei cittadini disturbati dal chiasso notturno.
Nel frattempo, non si intravedono le condizioni per sollevare i cittadini dell’area in cui la movida si concentra oggi dalla pesante servitù della vita notturna che consiste nel non poter dormire per più notti la settimana.


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