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Esposto dei cittadini di vico Mele, la via del delitto della freccia: «Spaccio, urla, risse tutto il giorno in apparente assenza delle forze dell’ordine»

Gli abitanti della strada dove è avvenuto l’omicidio scrivono a Sindaco, Prefettura, Procura, Questura, Comando regionale dei Carabinieri, Municipio, Commissariato Centro, Stazione dei CC di Maddalena e assessore comunale alla sicurezza Sergio Gambino «Se non si comprende ciò che succede, non si può capire cosa è successo; se non si interviene su ciò che succede, chi può preoccuparsi di cosa succederà? Certamente non si può e non si deve morire cosi. Certamente non si può e non si deve vivere così»

Si tratta di un “J’Accuse” sobrio e potente, senza la minima ombra di razzismo, senza fronzoli, ma ricco di particolari che fanno capire come è costretta a vivere la gente della zona. Un grido d’allarme, una richiesta di aiuto che si scontra in maniera diretta contro ogni “non abbiamo abbastanza uomini”, contro ogni “non si può fare di più” del Tavolo per l’ordine e la sicurezza da cui non è uscita una sola risposta che abbia riportato la situazione, abbondantemente scappata di mano, quantomeno nei limiti della sopportabilità. Questa è l’opinione dei cittadini. Crediamo di non dover aggiungere nulla all’esposto firmato da decine di persone. Sotto: il testo integrale

Noi cittadini e noi residenti nel Municipio Centro Est di Genova esponiamo alle autorità competenti quanto segue: la situazione nel Municipio è nuovamente diventata di difficile vivibilità, in quanto gli atavici problemi che attanagliano il nostro quartiere stanno nuovamente aggravandosi, in un apparente assenza di attenzione e di presenza delle forze dell’ordine.

Vico Mele, in particolare, è emerso sulla cronaca nazionale per l’aberrante episodio di martedì 1º novembre. In queste righe vogliamo fare luce in maniera precisa ed inequivocabile, su tutte quelle situazioni di degrado e di costante turbamento alla quiete di noi abitanti di questa zona, fino all’esasperazione. Se non si comprende ciò che succede non si può capire cosa è successo; se non si interviene su ciò che succede chi può prevedere cosa succederà? In sintesi, le criticità della zona di vico Mele sono quelle che seguono: la prostituzione dilaga in vico Mele e in tutti i vicoli che collegano vico Mele e via San Luca. Quello però che non è in alcun modo tollerabile è il costante disturbo della quiete pubblica in via Orti di Banchi e nell’adiacente piazza Orti di Banchi. Qui ogni giorno, e soprattutto di notte, le “signorine” si trovano nella piazza, nei bassi del vicolo e lungo la pubblica via a bere alcolici ascoltare musica ad alto volume, tra grida e schiamazzi che si protraggono fino a mattina, rendendo del tutto impossibile agli abitanti prendere sonno.

[Continua sotto]

I negozi di alimentari di piazza dei Greci (vico delle Mel) vende alcolici in vetro che vengono consumati in gruppo lungo la pubblica via in ogni possibile posto ove sia attuabile l’assembramento, specialmente in piazza dei Greci e nei pressi dei civici 4 e 6 di Vico Mele. Il risultato di questa pratica è che subiamo costantemente, da mattina fino a tarda sera, le grida, la musica e gli schiamazzi di queste persone. Inoltre, capita spesso che il consumo di grande quantità di alcol, unito all’assunzione di sostanze stupefacenti, determini diverbi violenti e perfino risse, dove le bottiglie, rigorosamente in vetro, diventano pericolose armi da taglio, lasciando poi sul selciato un mosaico di cocci di vetro e sangue.

Lo spaccio di sostanze stupefacenti dilaga con una nonchalance tale da dimostrare quanto poco gli spacciatori temano il vostro operato e di quanto queste persone ostentino una assoluta padronanza della zona, priva di ogni concreto controllo da parte della forza pubblica.

Tutto questo avviene principalmente in due piazze di spaccio:
la prima è tutta via San Luca dove avviene la contrattazione, mentre la materiale cessione delle sostanze stupefacenti avviene nei vicoletti che portano da via San Luca a vico delle Mele. La seconda piazza di spaccio si trova all’angolo tra vico del Fornaro e vico dei Greci, adiacente al Bar delle Vigne. Qui, dalle 19 fino a tarda notte, lo spaccio di sostanze stupefacenti è accompagnato da massicci assembramenti di codeste persone che, con il loro costante di costante chiasso, rendono assolutamente impossibile un quieto riposo. A pochi metri da quest’ultima situazione che vi abbiamo descritto si trova il Bar delle Vigne. La movida qui si manifesta dalle 22 circa fino a notte facendo sì che le grida, gli schiamazzi e i cori dei clienti si aggiungono a quelli degli spacciatori così da rendere impossibile prendere sonno. I titolari del bar, quasi mai qual coadiuvati da qualche passaggio delle forze dell’Ordine, faticano non poco nel cercare di arginare l’inevitabile disturbo della quiete pubblica.

Tutte queste situazioni che vi abbiamo descritto avvengono a due passi da piazza delle Vigne e a 100 metri scarsi dal Porto Antico di Genova. Capita dunque spesso che ignari turisti si ritrovino, da un momento all’altro, immersi in questo contesto di assoluto degrado di pericolosità che certamente non giovano allo sviluppo turistico della nostra città. Quest’ultimo aspetto si manifesta in tutta la sua criticità presso il civico sette di vico delle Mele, sede dell’hotel Genziana. In questa attività non è affatto raro che gli ospiti della struttura verificando di persona la situazione della zona, decidano di cancellare la propria prenotazione fatta online per trovare poi altrove una ospitalità in cui sentir ti a proprio agio ed al sicuro. Per quanto riguarda la qualità della vita di noi residenti e necessario considerare che tutte queste situazioni che vi abbiamo descritto avvengono ogni giorno ogni notte, simultaneamente, in un’area molto ristretta così che gli effetti sono persino più assordanti ed insopportabili di quanto si possa immaginare. Ricordiamo inoltre che il diritto al riposo fa parte del diritto alla salute, tanto mentale quanto fisica. Per cui vi chiediamo rispettosamente di assumere tutte le iniziative per far sì che nessun’altra persona arrivi a un livello di esasperazione tale da portare a un ulteriore tragedia. Se non si comprende ciò che succede non si può capire cosa è successo; se non si interviene su ciò che succede chi può prevedere cosa succederà?

Certamente non si può e non si deve morire così. Per cui vi chiediamo rispettosamente di assumere tutte le iniziative per var sì che nessun’altra persona arrivi a un livello di esasperazione tale da portare a un ulteriore tragedia.

Se non si comprende ciò che succede, non si può capire cosa è successo; se non si Interviene su ciò che succede, chi può preoccuparsi di cosa succederà? Certamente non si può e non si deve morire cosi. Certamente non si può e non si deve vivere così.


C’è solo da aggiungere che il gestore dell’hotel di vico Mele, molto danneggiato dall’incapacità delle istituzioni di mantenere nella strada una situazione sicurezza reale e percepita almeno a minimo livello di decenza, ha, nei giorni scorsi, scritto una mail di ringraziamento alla Polizia locale per un intervento tempestivo per risolvere una delle situazioni critiche della strada. Ma la sola Polizia locale non basta. Serve che si riprenda a investigare, servono servizi in borghese, serve lasciare che il personale delle forze dell’ordine possa fare il lavoro davvero sa fare benissimo, senza alcuna ironia, e che per tanti anni è riuscito a contenere il degrado che ora sta esplodendo.

Bisogna anche aggiungere che non si possono lasciare soli i gestori dei locali che provano a contenere i problemi dovuti alla frequentazione della strada (non necessariamente dei loro locali): ci sono situazioni che non sono in alcun modo arginabili dai privati. Attribuire a loro l’intera responsabilità è uno scaricabarile intollerabile dai cittadini.

Infine, è da sottolineare che i cittadini non si lagnano per la prostituzione per questioni morali (peraltro in Italia non è reato), ma per il comportamento che quelle precise prostitute tengono sul territorio.

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