Ambiente 

L’inusuale invasione delle gazze marine, arrivate sulle coste del Mar Ligure, rischiano la morte a causa delle lenze abbandonate

Lo spiega la biologa marina Gabriella Motta che descrive il perché gli uccelli siano arrivati in quantità in Liguria e racconta del pericolo che questi usali abitanti delle zone artiche e boreali dell’Atlantico corrono sulle nostre spiagge. Nel video della birdwatcher Mariacristina Granai alcune immagini delle gazze ripresa tra Pegli e Voltri

«È in corso una “mini invasione” di gazze marine nel nostro Mar Ligure, invasione che interessa altre parti della costa tirrenica – spiega Gabriella Motta -. La gazza marina (Alca torda) è una specie strettamente marina che nidifica nelle zone artiche e boreali dell’Atlantico settentrionale. formando colonie dense, composte anche da migliaia di coppie, su scogli a picco sul mare. Si nutre di pesci che caccia nuotando abilmente sott’acqua, arrivando anche a 10-15 metri di profondità. Al di fuori del periodo riproduttivo può capitare che qualche individuo venga a svernare in Mediterraneo, con presenze più regolari in Mar Ligure e alto Tirreno. Bianchi e neri, possono vagamente ricordare come aspetto un pinguino, ma le gazze marine sono assolutamente in grado di volare e possono percorrere migliaia di chilometri per arrivare fino da noi. “L’invasione” di quest’anno è probabilmente dovuta alla forte perturbazione con discesa di aria polare lungo l’Oceano Atlantico che sta investendo anche noi in queste ore. Ora, questi splendidi animali venuti dal grande Nord, che possiamo ammirare tranquillamente da riva, una volta giunti qui, nel nostro Mar Ligure, si trovano a fare i conti con la nostra inciviltà».

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«Nella foto – continua Gabriella Motta – si può vedere che l’individuo di destra ha una lenza che spunta sul dorso, non si vede l’amo, che probabilmente è conficcato da qualche parte nel corpo. È un animale condannato. Ogni volta che noi birdwatchers andiamo sulla spiaggia, controlliamo se ci sono lenze, e ne troviamo sempre. Non crediamo che sia un grande sforzo per i pescatori rimuovere le lenze che tagliano per vari motivi. Abbandonando lenze e ami lasciano in giro trappole mortali che vengono ingerite per errore da specie marine o che si avvolgono tra le zampe causando necrosi, amputazioni e morte dopo sofferenze inaudite».

«Lanciamo un appello a tutti i pescatori, ma anche a chi pulisce le spiagge e a chi passeggia lungo la battigia, raccogliete lenze e ami!!!» conclude la biologa marina.

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Il video della birdwatcher Mariacristina Granai

Il video viene dalla sua pagina Youtube ricca di interessanti avvistamenti. «Faccio parte di un gruppo di birdwatcher liguri – spiega Mariacristina – Stiamo notando una cattiva attenzione nei confronti della natura. C’è bisogno di sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto i pescatori sul problema delle lenze abbandonate sulla spiaggia e in mare che diventano delle vere e proprie trappole per uccelli e creature marine».

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