Oggi a Genova 

Troppe fiere di Civ e pro loco e abbandono dei mercati nei quartieri, gli ambulanti Aval: «Pronti a manifestare contro i “bla bla” e per la riqualificazione»

Intanto, ieri, l’intera Darsena gremita di turisti era piena di bancarelle di qualità estetica non uniforme e in qualche caso pessima, con merce quasi tutta da 1 a 5 euro. Effetto accampamento e turisti che tentavano di passare nel disagevole piccolo passaggio oltre i furgoni posteggiati sul fronte mare di Calata Vignoso, mezzi che coprivano completamente il panorama sul sommergibile Nazario Sauro e il Galata. Le bancarelle di qualità spesso non pregevole, soprattutto per luoghi turistici che sono il biglietto da visita della città, invadono ormai costantemente anche Caricamento e piazza Matteotti. E intanto i tradizionali mercati di quartiere muoiono

L’associazione autonoma degli ambulanti Aval non usa mezze misure: «Continuano da tempo le richieste di informazioni da parte degli operatori dei mercati merci varie di Genova in merito alla riorganizzazione, ristrutturazione e riqualificazione di mercati che sono stati da tempo dimenticati e abbandonati come, per citarne alcuni: Di Negro, Bolzaneto, Sestri Ponente, Cornigliano e la maggior parte dei mercati della periferia – dicono all’associazione degli ambulanti -. Durante il passato ciclo amministrativo abbiamo a più riprese sollecitato che venissero avviati progetti per la riqualificazione dei mercati che, a nostro giudizio passano attraverso l’assegnazione dei posteggi non più utilizzati dai concessionari come è previsto, nei tempi e nei modi, dalla Legge Regionale (art. 30) e dal Regolamento Comunale, (art. 11). Richieste ripetutamente fatte e inoltrate, ma alle quali non è stato dato seguito… parole …paroIe …paroIe… soItanto parole… bla…bla…bla!!! Nel frattempo, il degrado e l’abbandono dei mercati continua in modo inesorabile».

L’assessorato comunale al Commercio, secondo gli ambulanti Aval, si dà un gran daffare per soddisfare Civ e pro loco (ricordiamo che per una festa della pro loco di Sampierdarena l’assessorato è arrivato a proporre e ottenere in giunta la sospensione del divieto di bere alcol in strada per permettere alle bancarelle piazzate lì di vendere birra e alcolici) per fierette domenicali acchiappa turisti. Noi aggiungiamo che non ne controlla la qualità estetica (che dire delle mutande appese e dei maxi cartelli con prezzi minimi e sconti?) permette di creare veri e propri suq che coprono monumenti e chiese (è il caso di Matteotti) dando un’immagine generale di trasandatezza e nemmeno evita che gli ambulanti di queste piccole fiere “straordinarie” (che ormai straordinarie non sono più) piazzino i loro furgoni in zone turistiche e di pregio architettonico, storico e urbano. Non risulta che per Natale abbia pensato soluzioni meno impattanti per la Fiera del libro in piazza Matteotti, che copre interamente il Ducale. I librai, sfrattati dalla tradizionale sede di Galleria Mazzini per gli eterni lavori e le perdite di acqua piovana “a cascata” dalla copertura hanno diritto a una collocazione dignitosa e l’assessorato, in tanti anni, non è riuscito a farlo senza arrecare danno estetico alle piazze principali della città. Risulta inoltre che per Natale altre bancarelle con chioschi di legno invaderanno sia piazza De Ferrari sia piazza Matteotti, nello spazio che resta dalla Fiera del libro. Risulta irrisolto anche il problema degli “opi” in via San Lorenzo, un altro suq senza regole estetiche che, in più, non paga nemmeno il suolo pubblico. La Regione ha approvato da oltre un anno un regolamento generale che, però, non è stato recepito con proprio atto dal Comune.

Insomma: tanta attività per impestare la città di accampamenti commerciali senza la minima regola estetica e di fruizione del territorio che in centro si affiancano a dehors ipertrofici senza regola e gratuiti, si spera non oltre il 31 dicembre. È questa anche la richiesta portata dalla categoria a Tursi nei giorni scorsi, perché c’è chi non ha spazio per piazzare dehors gratuiti o a pagamento e ci sono quelli che hanno sempre pagato per i piccoli spazi a disposizione e subiscono la concorrenza di chi ha messo il dehors solo da quando non si paga, magari occupando spazi pubblici molto più grandi di quelli esterni e molto più grandi di chi in passato ha sempre pagato. Ma nessuna, secondo gli ambulanti Aval, per salvare i mercati di merci varie tradizionali nei quartieri cittadini.

Gli operatori sostengono di essere abbandonati e che stanno scaldando i motori dei loro furgoni per manifestazioni simili a quelle che durante le giunte Vincenzi e Doria bloccarono ripetutamente la viabilità della città, perché alle promesse, approfittando dei problemi relativi al crollo del ponte e poi delle conseguenze del Covid, non ha mai fatto seguito un impegno concreto dell’Amministrazione comunale e del competente assessorato al Commercio retto da Paola Bordilli che è ora anche assessore alle Pro Loco.

 «Ecco le nostre richieste non più’ rimandabili – dicono all’Aval -. Progetti di riqualificazione e/o razionalizzazione dei mercati di merci varie; ricerca di nuove aree per eventuale accorpamento di mercati che non reggono la cadenza bisettimanale; bandi per l’assegnazione in concessione dei posteggi abbandonati e non più’ utilizzati; programmazione e regolamentazione di attività mercatali domenicali organizzate da Civ, pro loco e/o associazioni varie; uniformità delle strutture di vendita (art. 29 regolamento comunale); revisione orari di apertura e chiusura dei mercati di merci varie; gestione informatizzata del comparto». Insomma, secondo Aval tutto quello che l’assessore Bordili da cinque anni e mezzo promette e non fa.

«Per salvare i nostri mercati siamo mobilitati e pronti con i motori accesi», concludono all’Aval.

Sotto: le esplicative immagini della fiera di ieri alla Darsena dove incrociavano migliaia di turisti senza poter vedere il mare a causa dei furgoni posteggiati. Sciatteria e abbandono, un danno di immagine per la città in uno dei luoghi più turistici della città usato come accampamento commerciale per uno dei tanti mercatini e fierette inventati dall’assessorato negli ultimi anni e criticati dagli ambulanti dei mercati rionali che, a loro dire, sono stati, invece, completamente abbandonati.

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