In evidenza 

Javier, ucciso da una freccia: stava festeggiando con un amico il figlio nato la notte precedente. Lascia orfani il neonato e un altro figlio – IL VIDEO

Il bimbo era nato nella notte del 31 ottobre, il padre è morto al San Martino ieri, 2 novembre, poco dopo le 13, dopo essere stato colpito nella notte da una freccia scoccata dalla finestra di casa dal sessantatreenne Evaristo Scalco che, infastidito dal rumore in strada, prima è sceso a litigare con le persone che facevano capannello, poi e risalito e ha imbracciato arco e frecce auto costruite. IL VIDEO DEI secondi immediatamente successivi al ferimento

La vittima, Javier Alfredo Miranda Romero, 41 anni, peruviano regolarmente in Italia, specializzato in edilizia acrobatica, residente a Marassi, nel nostro paese da oltre 25 anni, stava festeggiando la nascita del figlio con un amico. Avevano deciso di vedere la partita di Champions al bar, con molte altre persone. La compagna e il piccino erano ancora in ospedale. L’uomo aveva un altro figlio (una ragazza di 18 anni, studentessa in un liceo genovese) che aveva avuto con la moglie dal quale era separato.

Javier e l’amico erano, come tanta altra gente, in vico Mele quando Evaristo Scalco, 63 anni (nato a Genova ma da tempo trasferitosi a Cittiglio, in provincia di Varese, e tornato in città qualche mese fa per motivi di lavoro), velista di lunga esperienza, operaio specializzato in porto nell’ambito delle Riparazioni Navali, si è affacciato alla finestra per gridare di smetterla di fare baccano.

Da qui le versioni di Scalco e degli amici di Javier si discostano. Il sessantatreenne ha detto di aver cercato prima con le buone di far cessare gli schiamazzi e, non avendo ottenuto che terminassero, esausto perché non riusciva a prendere sonno per il chiasso, aveva preso un arco e una freccia tra quelle che costruisce per hobby e dalla finestra di casa l’ha scoccata, colpendo il peruviano al fegato. Lo straniero si è accasciato e Scalco è sceso per recuperare la sua freccia, conficcata nell’addome della vittima.

Il palazzo storico in cui abita Scalco dà su piazza De Franchi, che poi non è altro che la corte dell’antico edificio, chiusa con una cancellata che dà su vico Mele, proprio di fronte all’Archivolto De Franchi. Scalco esce con l’intenzione di riprendersi la freccia, ma trova per strada un gruppo di stranieri: alcuni connazionali e amici della vittima, persone che passavano la serata in zona, ma anche pusher e prostitute, perché vico Mele è frequentato non solo la notte proprio da queste persone. Sono alcuni centroafricani a impedire a Scalco, che tentava di estrarre la freccia dal corpo della vittima di continuare a tentare di strappare il dardo dalle carni del peruviano che si contorce, sono sempre loro a fermare un amico di Javier che vorrebbe aggredire l'”arciere”, ancora loro a dire all'”arciere” che deve stare lì ad aspettare le forze dell’ordine. Sempre i centroafricani dicono al peruviano riverso a terra di non muoversi per non peggiorare le sue condizioni.

Pubblichiamo un video che gira per i social. Lo abbiamo oscurato per rispetto alla vittima e alla sua famiglia e per proteggere la privacy di chi l’ha soccorsa, ma si intuisce perfettamente la situazione, anche grazie all’audio.

Qualcuno chiama i soccorsi: sono passati 18 minuti dalla mezzanotte. Forse sono gli stessi Carabinieri a vedere nelle telecamere stradali che riprendono quello che accade in uno dei vicoli dove vivibilità e sicurezza sono emergenza vera. Sta di fatto che arriva l’ambulanza della Misericordia, inviato dal 118 in in codice giallo, di media gravità. Quando i militi arrivano, si rendono conto che l’uomo è decisamente più grave di quanto ipotizzato dopo la telefonata che ha chiesto i soccorsi. Il codice diventa rosso, che significa “immediato pericolo di vita”. Viene inviata l’auto medica Golf4. I sanitari decidono di non estrarre la freccia per timore di fare ulteriori danni o causare emorragie: Javier viene trasportato al pronto soccorso del San Martino dove i medici si riservano la prognosi e lo operano d’urgenza. L’intervento inizia verso le 3 del mattino. Poco dopo le 13 Javier muore nel reparto di Rianimazione a causa della gravità dei danni causati dalla freccia, lasciando due figli orfani e una compagna da sola a crescere il più piccolo, di appena due giorni.

Secondo gli amici di Javier, all’inizio della lite, Scalco avrebbe alzato subito la voce, minacciando le persone in strada, senza risparmiarsi insulti razzisti. E dopo che dalla finestra aveva colpito il quarantunenne sarebbe sceso per riprendersi la freccia, senza badare alle condizioni di salute della sua vittima. Accerchiato dalle persone presenti, solo in quel momento si sarebbe fermato. In quel momento sono arrivati i carabinieri che lo hanno arrestato.

A sinistra Javier Alfredo Miranda Romero, l’uomo morto ieri a 41 anni; a destra Evaristo Scalco, l’uomo che ha scagliato la freccia

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: