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Bernini, da vice sindaco di Doria a dipendente di Bucci in Città Metropolitana. Campanella verso incarico nella Cultura a Tursi

Bernini è stato a lungo dipendente del Pci, Pds, Ds e Partito Democratico e da qualche tempo, dopo la cassa integrazione, era in disoccupazione. È stato assunto per 5 anni perché «in possesso dei requisiti di accesso alla selezione e in possesso dell’esperienza professionale e delle competenze richieste dal ruolo». Intanto si parla di un incarico di consulenza nell’ambito della Cultura a Tursi per l’ex capogruppo Fdi

Dopo l’incarico di vicesindaco del sindaco di centrosinistra Marco Doria, quando ricoprì anche l’incarico di assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini ha fatto cinque anni il consigliere comunale Dem ed è poi stato candidato presidente del Municipio Medio Ponente per la sinistra. Battuto per 164 voti dalla candidata di Bucci, Cristina Pozzi, è ora l’elemento trainante dell’opposizione nel “parlamentino” di Sestri e Cornigliano. Ha sbaragliato 9 concorrenti: nessuno di loro è stato ammesso perché «Non in possesso dei requisiti».

Bernini, terminati gli studi in Economia e Commercio e assolti gli obblighi di leva svolgendo servizio sostitutivo civile presso l’Arci di Genova, dal gennaio 1985 al dicembre 1988 ha ricoperto l’incarico di amministratore provinciale della stessa associazione.
Dal 1989 è stato sono funzionario politico del Partito Comunista Italiano, poi Partito democratico della Sinistra, poi Democratici di Sinistra, poi Partito Democratico. In queste strutture ha ricoperto nel tempo vari incarichi dirigenziali (Problemi internazionali e dell’immigrazione, Comunicazione, Economia e lavoro, Enti locali, Politiche del Welfare, Organizzazione)
Per perfezionare le competenze nel campo della comunicazione, ha conseguito un Master in Relazioni Pubbliche presso l’ISFORP di Milano.

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È stato presidente Pd del Municipio Medio Ponente per 10 anni, dal 2002 al 2012, quando è stato nominato in quota Pd nel consiglio di amministrazione della Società per Cornigliano di cui dal 2015 al 2018 è stato vicepresidente.

Poi, nel luglio del 2012, sempre in quota Pd, il sindaco Marco Doria gli ha affidato l’incarico di vicesindaco e le deleghe all’Urbanistica, all’Edilizia privata, alle Grandi infrastrutture stradali e ferroviarie e agli impianti sportivi comunali. In questo ruolo ha curato il nuovo Piano urbanistico comunale, l’accordo di programma per il trasferimento di Ingegneria agli Erzelli, l’avvio dei lavori per il Terzo valico, l’accordo di programma per la nuova fermata ferroviaria a Genova Aeroporto, l’approvazione del progetto definitivo della Gronda autostradale di Ponente. Insomma, non è certo la competenza che gli manca. Un po’ la coerenza politica (sussurranno, oggi, sottovoce, molti dei suoi compagni di partito), ma, d’altro canto, esaurito il periodo di cassa integrazione come funzionario Pd e mancato l’obiettivo della presidenza del Municipio, era agli sgoccioli della Naspi (gli mancano 4 anni alla pensione) e ha deciso di partecipare alla selezione per un ruolo tecnico.

Il decreto del sindaco della Città Metropolitana Marco Bucci porta la data del 28 ottobre scorso. Si legge che il “signor Stefano Bernini” è risultato l’unico candidato ammesso alla selezione perché gli altri 9 non avevano i “requisiti specifici” e quindi non hanno avuto accesso al colloquio che si è tenuto il 24 ottobre. Promosso dalla Commissione, l’ex vice sindaco è stato assunto per scelta del Sindaco della Città Metropolitana, a cui spetta la decisione.

Guadagnerà 1.500 euro al mese e si occuperà di Pnrr. L’esperienza e le conoscenze necessarie le ha sicuramente: da assessore all’Urbanistica ha agito non “a ruota” dei funzionari, ma direttamente, orientando le scelte. In comune con Bucci ha l’approccio con la grande distribuzione organizzata. Proprio come l’attuale Sindaco fu contestato dalle associazioni di categoria dei commercianti e da diversi consiglieri comunali anche della sua maggioranza per le aperture concesse.

Resterà consigliere del Municipio, dipendente di Bucci e contemporaneamente a capo dello schieramento partito “anti Bucci” per eccellenza nel parlamentino del Medio Ponente. Nel Pd, oggi, prevale lo stupore, ma non poi più di tanto a fronte dell’incapacità del partito di trovare una collocazione a un militante ed esponente di rilievo rimasto senza incarichi.

Altre acquisizioni “politiche ma non partitiche” di Bucci sono e, pare, saranno nell’ambito di Fratelli d’Italia. Gira voce, infatti, che Bucci stia per assegnare una consulenza in ambito culturale all’ex capogruppo in consiglio comunale del partito Alberto Campanella sulla base del rapporto diretto con Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, vicino a Fratelli d’Italia, tramite il presidente del Senato, Ignazio La Russa. La nomina non sarebbe contrattata dal partito, ma direttamente dall’ex consigliere con il sindaco Bucci, così come è accaduto per la nomina di Antonio Oppicelli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, nel consiglio di amministrazione di Amiu. In entrambi i casi, il partito, quantomeno a livello genovese e ligure, non avrebbe avuto alcun ruolo. Il coordinatore regionale Matteo Rosso dopo la vittoria del partito alle elezioni politiche, sarebbe andato sia da Bucci sia dal presidente del della Regione Giovanni Toti a dire che Fdi non chiedeva nemmeno una poltrona o incarico in più. Un po’ come dire che eventuali “acquisizioni” sono da considerarsi “a titolo personale” e quindi non computabili nel “manuale Cencelli”.

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