Oggi a Genova 

L’assessore in sinagoga racconta barzelletta-luogo comune sugli ebrei. Gelo in sala

Lorenza Rosso, assessore all’Avvocatura e ai Servizi Sociali, nella “Giornata della Cultura ebraica” rappresenta l’Amministrazione. Dice al microfono appena due parole di circostanza e termina con una storiella che, spiega, le sarebbe stata raccontata da un amico ebreo ormai scomparso. Dice la battuta, scherzando come se fosse nel salotto di casa, accomunando genovesi ed ebrei nelle stereotipo della parsimonia. Esterrefatti i presenti

Le barzellette sul popolo ebraico sono nate anno dopo anno, decennio dopo decennio, secolo dopo secolo, costruite su stereotipi e sono rappresentazioni estremamente generalizzate, spesso di natura caricaturale e con una forte componente di pregiudizio e antisemitismo. Non di rado discendono dalle caricature che venivano fatte girare nel periodo nazista e fascista proprio come forma di propaganda per preparare il clima a tutto quello che poi è successo.

Lorenza Rosso, certamente non aveva questa intenzione, tanto che ha avvicinato lo stereotipo calato sugli ebrei a quello della tirchieria dei genovesi, per dire che un po’ patiamo dell’identico “marchio popolare” negativo. Ha anche precisato che la storiella le era stata raccontata da un amico ebreo, che con autoironia ci rideva su. È un po’ come la questione delle barzellette sui Carabinieri: un conto è lo sfottò in salotto con l’amico appuntato, altro conto è andare a raccontare storielle al microfono sul palco di una cerimonia ufficiale al Comando con accanto un generale e davanti una serie di colonnelli, maggiori e capitani. Infatti sulla sala è sceso il gelo, si sono visti volti sconcertati e scuri e a margine non sono mancati i commenti sulla scarsa opportunità dell’uscita dell’assessore che rappresentava il sindaco Marco Bucci.

«Mi ha stupito molto l’inadeguatezza dell’intervento a una giornata che ha un rilievo nazionale culturale importantissimo. Non era questo il modo di intervenire» commenta, interpellata, Raffaella Petraroli, presidente della Comunità Ebraica di Genova. Di quanto è accaduto ne parlerà col sindaco Bucci.

Ariel Dello Strologo, ex presidente della Comunità ebraica genovese (ruolo da cui si è dimesso per candidarsi a sindaco contro Marco Bucci), qualche minuto dopo, in attesa di un collegamento durante l’evento trasmesso online sulla pagina della Comunità, ha fatto esercizio di sarcasmo: «Magari per riempire il tempo potrei raccontare anche io qualche barzelletta».

«Non è accettabile che una rappresentante del governo della città usi toni irrisori (anche se ha premesso di aver ascoltato le parole poi riferite da un “amico ebreo”, quasi a volersi coprire le spalle dalle accuse di antisemitismo) nei confronti di una comunità civile e religiosa, utilizzando stereotipi che fanno ripensare alla più bieca propaganda antisemita – recita una nota di Partito Democratico, Genova Civica, Lista Rosso Verde e Movimento 5 Stelle -. Né è accettabile che si parli di ciò che accomuna la città alla comunità ebraica: tutte le realtà genovesi sono la città, nel suo complesso. E ne costituiscono la ricchezza, al di là dell’ignorante propaganda del localismo ad ogni costo e dell’identità autocostruita a suon di folklore. Esprimiamo la nostra solidarietà alla comunità ebraica tutta. Nel contempo chiediamo all’assessora Lorenza Rosso di rassegnare le dimissioni. Non è evidentemente all’altezza di rappresentare le genovesi e i genovesi».

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