In evidenza 

I Frati minori, che lo officiano dal 1440, lasciano il convento di Nostra Signora del Monte. Chiude il monastero ultramillenario

Effetto crisi delle vocazioni e costi di gestione (aumentati esponenzialmente di recente per il rincaro di gas ed energia): il 25 settembre, dopo quasi 6 secoli, i frati abbandonano il luogo che è documentato dal 1183, quando vi si insediarono i canonici mortariensi. Il primo edificio risalirebbe al 958, oltre 40 anni prima dell’anno Mille. I residenti della zona temono che l’edificio venga abbandonato o usato come centro di accoglienza per stranieri

Il 25 settembre i frati rimasti, ormai pochissimi, abbandoneranno la struttura. Per stasera alle 20:30 è fissato il saluto dei frati agli abitanti della zona. «Desideriamo incontrarci ancora una volta con quanti hanno a cuore il luogo per condividere questo passaggio importante e per illustrare le prospettive future per la vita del Santuario.

L’ultimo giorno dei frati minori coinciderà con la festa della Madonna del Monte, preceduta da un triduo di preparazione, dal 22 al 24 settembre. Domenica, alle 11, l’eucarestia presieduta da monsignor Mario Vaccari, vescovo di Massa Carrara e Pontremoli. A seguire, la processione verso la via del Monte con la partecipazione della Banda filarmonica di San Fruttuoso. Al termine, la benedizione della città dal sagrato della chiesa. Alle 17:30 il rosario e alle 18 l’eucarestia. Poi, i frati francescani minori lasceranno il santuario dopo 578 anni.

Secondo le prime informazioni, le funzioni continueranno grazie a una sorta di rotazione di frati e preti della città che celebreranno le messe. Saranno possibili anche i matrimoni: sono molti quelli che vi si celebrano. Chiuderà solo il monastero.
La gente della zona teme che il convento diventi un altro luogo per rifugiati come quelli che ci sono già in casa San Francesco. Preoccupazione anche per la prosecuzione delle attività sociali effettuate dalle associazioni che fino ad ora si sono appoggiate al convento.

[Continua sotto con la storia del convento, della chiesa e del “Bosco dei Frati”]

Il santuario della Madonna del Monte è luogo di culto cattolico situato nel quartiere di San Fruttuoso, in salita Nuova di Nostra Signora del Monte.

La chiesa, con l’annesso convento, è situata al culmine di una collina (138 m s.l.m.) che domina la piana del Bisagno; l’altura, il “Monte” per eccellenza, fin da epoche remote è stato un importante punto di riferimento per i viandanti diretti da Genova verso la riviera di Levante lungo i crinali delle colline evitando l’infida piana Bisagno, soggetta a pericolose ed improvvise piene

Le prime notizie documentate del complesso risalgono al 1183 quando vi si insediarono i canonici mortariensi, ma si ritiene che una piccola cappella dedicata alla Madonna esistesse in questo luogo fin dal X secolo; la tradizione popolare fa risalire la costruzione di questo primo edificio all’anno 958.

Alcuni resti della chiesa dei mortariensi sono stati riportati alla luce durante lavori di restauro nel 1970. Questo ritrovamento ha permesso di ricostruire la planimetria dell’edificio originario, che aveva un’unica navata corrispondente a parte dell’attuale navata destra.

Nel 1440 il complesso, ormai in rovina, fu richiesto dai frati minori osservanti che, per intercessione del doge Raffaele Adorno ottennero dal papa Eugenio IV i diritti sull’antico priorato mortariense, Grazie al finanziamento dello stesso Raffaele Adorno vennero ricostruiti chiesa e convento. Al termine dei lavori, il 13 settembre 1444 una numerosa comunità francescana, composta da ben 49 frati, vi fece ufficialmente il suo ingresso.

Con l’avvento dei francescani la chiesa venne intitolata all’Annunziata, ma già all’inizio del XVI secolo si ritornò alla precedente denominazione di Madonna del Monte. Secondo la tradizione popolare eventi prodigiosi avrebbero accompagnato la presenza francescana nel santuario, sotto forma di luci misteriose, viste nel 1440, nel 1525 ed ancora nel 1566.

Nel 1461 nel santuario vennero depositati preziosi tesori comprendenti antichi volumi in pergamena, oggetti liturgici e la reliquia del braccio di sant’Anna (oggi nel museo del tesoro della cattedrale di San Lorenzo), provenienti dalla colonia genovese di Pera, caduta in mano ai turchi.

La chiesa fu ingrandita più volte per accogliere le cappelle laterali che ospitavano la tombe di esponenti delle famiglie patrizie ed infine ricostruita in forma barocche tra il 1654 e il 1658 su disegno di G.B. Ghiso, grazie ai finanziamenti delle famiglie Negrone e Saluzzo, che nel tempo la dotarono anche di pregevoli opere d’arte. Allo stesso periodo risale anche la costruzione del campanile

Nel contempo i frati stessi sistemarono la strada di accesso al santuario, oggi detta “salita vecchia”, ed impiantarono il cosiddetto “Bosco dei Frati”; situato a levante della chiesa questo bosco di lecci e piante mediterranee, ora in gran parte di proprietà del Comune di Genova e destinato a parco pubblico, era stato donato al convento da Raffaele Adorno nel 1444. Alla metà del Settecento i Saluzzo fecero realizzare la strada di accesso detta “salita nuova”, lungo la quale nel tempo sorse una serie di cappelle, corrispondenti alle stazioni della Via Crucis.

Durante l’assedio di Genova del 1746-1747 ad opera degli austro-piemontesi il convento della Madonna del Monte, munito di trincee, divenne un punto cruciale della difesa dei genovesi. Dopo che gli austriaci avevano occupato le colline circostanti, se fossero riusciti ad insediarsi anche qui avrebbero potuto facilmente battere con le artiglierie le mura cittadine e bombardare la città. Grazie alla resistenza opposta dalle truppe genovesi e dai loro alleati francesi, a cui si unirono numerosi civili guidati dai patrizi Giambattista Saluzzo, Stefano Lomellini e Gianfrancesco Dongo, il comandante austriaco Schulembourg dovette rinunciare alla conquista del colle.

Il 13 maggio 1946 il santuario, con una bolla di papa Pio XII, ottenne il riconoscimento di basilica minore. Nei secoli lungo le salite che si inerpicano fino al santuario sono sorte numerose case: prima modeste case rurali, poi piccole residenze di villeggiatura ed infine nel secondo dopoguerra grandi condomini, che hanno completamente circondato la base della collina, risparmiando tuttavia la zona sommitale, dove sorge il santuario, che ha conservato un’atmosfera rustica ed appartata ed è rimasto fino alla metà del Novecento meta tradizionale delle scampagnate primaverili dei genovesi.

Nel santuario opera l’associazione Amici del Monte, che persegue fini di solidarietà sociale attraverso il sostegno alle attività dei minori francescani fino ad ora hanno officiato il santuario il santuario.

Il santuario dà il nome all’amaro Santa Maria al Monte, un digestivo da fine pasto a base di erbe e spezie, la cui ricetta è stata elaborata nei secoli dai frati del convento. A partire dalla fine dell’Ottocento è prodotto da distillerie esterne al convento.

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: