Tpl, oggi lo sciopero. Ieri incontro in Regione. Faisa: «Il rischio: riduzione dei servizi e aumento delle tariffe»
Problemi di cassa e di liquidità a causa dei mancati incassi durante la pandemia. Il problema è nazionale e si affianca a quello della sicurezza del personale per cui oggi i lavoratori incrociano le braccia. Edgardo Fano, segretario regionale e vice segretario nazionale Faisa Cisal: «La situazione è grave. Ognuna delle istituzioni deve fare la propria parte, dal Governo a scendere. Serve un tavolo con i sindacati per gestire»

Il lockdown, con i mancati incassi da bigliettazione, ha lasciato enormi buchi nelle società del trasporto pubblico locale in tutta Italia. Si sono creati problemi di cassa e di liquidità. Questi ultimi potrebbero mettere a rischio gli stipendi a breve termine. A I aggiungono poi gli extracosti energetici per carburante ed energia elettrica. Questo ieri i sindacati sono andati a rappresentare al presidente della Regione, Giovanni Toti. Parte del buco 2021 è coperto da stanziamenti statali, che, comunque, non bastano. Il 2022 è completamente scoperto perché da Roma non verrà inviato un centesimo. Peraltro, i fondi 2021 sono stati decisi, ma non completamente arrivati. Milano ha già aumentato il biglietto da 2 euro a 2,20 euro. A spiegarlo è Edgardo Fano di Faisa Cisal. Che aggiunge: «Tutti devono fare la propria parte: il Governo, la Regione, gli enti locali. Il problema di liquidità è urgentissimo. Nessuno può sottrarsi. Serve un coordinamento tra istituzioni, aziende e sindacati per gestire la situazione». Si parla di milioni di euro da trovare in fretta, perché il rischio è «la riduzione dei servizi e l’aumento delle tariffe», conclude Fano.
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I conti, per Amt, sono questi: nel 2020 il governo ha coperto i mancati introiti. Nel 2021 ha coperto parte del buco: meno di 10 milioni su 21, quattrini ancora non totalmente arrivati nelle casse. Nel 2022 da Roma non è stato destinato un quattrino. I mancati ricavi sono di 14 milioni a cui si aggiungono tra i 7 e i 9 milioni di extra costi energetici.
Sul confronto di ieri tra il presidente di Regione Liguria, l’assessorato ai trasporti e i sindaci di categoria del trasporto pubblico locale di CGIL, Cisl, Uil e Faisa Cisal sulla situazione del Tpl in Liguria, la Regione stessa fa sapere che «Al centro della riunione è stata la difficile situazione del trasporto a seguito degli aumenti dei costi dei carburanti, dei mancati introiti del 2021 e del mancato ristoro da parte del governo, oltre che dei frequenti episodi di violenza. Dopo una lunga analisi della situazione con evidenziate le conseguenze economiche sulle aziende, in attesa di conoscere gli intendimenti del governo in carica e del futuro esecutivo, Regione Liguria insieme alle parti sociali hanno deciso di riaggiornarsi i primi giorni di ottobre».


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