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Ansaldo Energia, la rabbia dei lavoratori contro il piano dell’azienda esonda nelle vie della città

I lavoratori dell’Ansaldo sono usciti dalla fabbrica e sfilano in corteo sino al ponte di Cornigliano dove faranno un presidio di protesta contro il piano annunciato dalla proprietà. Forti ripercussioni sul traffico cittadino. Magni (Camera del Lavoro): «Il fallimento di Ansaldo Energia sarebbe un colpo mortale per l’industria genovese e del Paese»

«Quello che sta accadendo in Ansaldo Energia è una vera e propria vergogna che non lasceremo passare» così Igor Magni
Segretario Generale della Camera del Lavoro di Genova commenta la notizia che coinvolge il sito produttivo di Genova Campi.

«La priorità ora è fare quadrato per salvare e dare prospettive ad un’azienda storica del territorio e strategica per il Paese: sindacato, politica, istituzioni devono remare tutte nella stessa direzione scongiurando il peggio e cercando soluzioni che non penalizzino le maestranze, le uniche che in questa vicenda non hanno responsabilità – e conclude – Il fallimento di Ansaldo Energia sarebbe un colpo mortale per l’industria genovese e del Paese».

Aggiornamenti

I lavoratori hanno bloccato per mezz’ora il casello di Genova Ovest

Federico Grondona Rsu Fiom Aen

«Ansaldo Energia, manca un piano serio di rilancio industriale della società» lo dichiara Antonio Apa, Coordinatore Uilm Liguria 

«La forte mobilitazione dei lavoratori di AE per le vie della città è la dimostrazione evidente della grande preoccupazione sulle proposte scaturite dal CdA che rischiano di non rilanciare AE. L’assenza di un piano di sviluppo accompagnato da una carenza di ordini e di una situazione finanziaria grave crea forti problemi di incertezza sulla solidità aziendale – dicono al sindacato -. La UILM che ha messo a nudo per prima la situazione, denunciando le carenze strutturali della stessa, allo stesso tempo è impegnata a sostenere una mobilitazione intelligente senza fughe in avanti che consente di stanare CdP dall’incertezza in cui opera nei confronti di AE e al contempo di modificare un fantomatico piano industriale sgombrando il terreno da qualsiasi proposta di eccedenze strutturali.  Siamo preoccupati dalla riduzione del capitale sociale di 1/3 a fronte di una semestrale catastrofica.  E’ chiaro che il tempo davanti è quello di costituire il capitale sociale e convincere CdP a iniettare liquidità in Ansaldo. La Uilm è consapevole che solo una lotta seria potrà far vincere la partita in corso, pensare a lotte estreme, come ad esempio l’occupazione dell’impresa, rischia di far saltare l’azienda, pertanto noi ci adopereremo in tutti i tavoli sostenendo che i problemi di AE derivano da una cattiva gestione organizzativa e di governance, la carenza di ordini ma anche quelli in essere che perdono, in quanto ci sono problemi strutturali: ingegneria, logistica, acquisti, supply chain, materiali, innovazione di prodotto e ricerca e sviluppo, insomma la catena che segue il ciclo produttivo che va potenziata e rivista. 

Dal 2020 a oggi non è cambiato nulla, non solo non si sono risolti questi problemi ma addirittura sono stati assunti dirigenti in punti chiave che non hanno portato nessun valore aggiunto anzi hanno guadagnato lauti stipendi. Non siamo contro le rinnovabili né contro il nucleare, pertanto è necessario potenziare l’attuale struttura industriale, altro che mettere in produzione 4 macchine e mettere montaggi nei cantieri dove si guadagna. Invece di dare i soldi alla Boston, noi gratuitamente saremo in grado di costituire un piano industriale serio di rilancio della società. Su queste considerazioni, noi sfideremo Cdp e AE a cambiare rotta, a settembre cominceremo una forte mobilitazione unitaria chiedendo il consenso delle Istituzioni, delle forze politiche e della città per vincere questa partita in quanto in ballo ci sono 2400 diretti di Ansaldo Energia e 4000 dell’indotto».

“Regione Liguria sta monitorando attentamente la situazione ed è in costante contatto con i vertici di Ansaldo Energia: convocheremo nei tempi opportuni un tavolo di confronto tra parti sociali, management e azionista per garantire un futuro ad un grande asset, non solo della Liguria ma di tutto il Paese. Parliamo di un’azienda che rappresenta un’eccellenza del territorio, non solo nel suo business delle turbine a gas ma anche per le prospettive di sviluppo legate alle nuove energie green. Ora occorre soprattutto fare in modo che la tensione non superi i limiti e che tutte le parti riescano ad instaurare un confronto costruttivo. Per questo ci auguriamo che, dopo i momenti difficili di queste ore, tutte le parti tornino a ragionare in modo proficuo per la salvaguardia dell’azienda”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Andrea Benveduti in merito alla crisi di Ansaldo Energia e alla manifestazione dei lavoratori che si è svolta questa mattina a Genova. 
“Ora ci aspettiamo, nella massima tutela dell’occupazione, delle capacità produttive e competenze tecnologiche – aggiunge l’assessore allo Sviluppo Economico – che un solido e condiviso business plan di rilancio e riqualificazione industriale, con una profondità strategica di lungo respiro, venga fattivamente supportato, come dotazioni finanziarie, dall’azionista”.

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