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Barbara Grosso nominata consigliere delegato… alla raccolta fondi

Vittima di veti interni, Grosso non è stata difesa dal Sindaco che ha invece confermato gli altri tre assessori della sua lista: Piciocchi, Campora e Rosso e questo nonostante la grande stagione culturale messa in piedi soprattutto grazie alla collaborazione costruita dall’ex assessore tra soggetti culturali genovesi e non genovesi. Pare, però, che Bucci non intenda rinunciare alle sue capacità relazionali e di acquisire fondi per la collettività. Naturalmente “a gratis”. Intanto, non si ha traccia di un programma per il 2023 e la Cultura finanzia eventi e consulenze proprie di altri assessorati mentre ai musei mancano personale e fondi

La delibera della delega all’ex assessore, pubblicata oggi sull’albo pretorio, parla di “Predisposizione programma di azioni per il potenziamento dei rapporti dell’esecutivo con organi interni ed esterni ed enti nazionali e internazionali con particolare riguardo ai rapporti con gli sponsor, le fondazioni bancarie e all’organizzazione del Premio Paganini”.

Come consigliere delegato, Grosso non percepirà alcun emolumento. Mentre a Maurizio Gregorini, racimolati pochissimi voti nella lista del Sindaco, Vince Genova, è stato rinnovato il contratto di servizio (oneroso) fino a fine 2023 nell’ambito della Cultura.

Il sindaco Marco Bucci ha tenuto per sé la delega alla Cultura.

Intanto non si vede all’orizzonte alcun tipo di programmazione culturale per il 2023, non è stato chiarito sei i musei Sant’Agostino e Chiossone apriranno davvero entro l’anno, non ci si preoccupa che due dei curatori dei musei andranno in pensione entro l’anno. Anche a bandire un concorso domani stesso non ci sarebbe il tempo per il passaggio di consegne. Nei musei mancano il personale tecnico e per gli allestimenti. Nonostante il nuovissimo impianto di condizionamento di Palazzo Rosso il museo risulta invivibile con le attuali temperature: i visitatori scappano a gambe levate.

Un’altra cosa storta è che i ”Mistery Tour”, visite guidate senza dubbio positive, ma non certo identificabili come eventi culturali (casomai turistici, di marketIng o facenti parte degli eventi legati alle tradizioni, rispettivamente di competenza di tre assessorati differenti, due gestiti dalla Lega e uno da Fratelli d’Italia) vengano finanziati dalla Direzione Cultura quando, poi, mancano i fondi per le più basilari esigenze dei musei. Insomma, siamo tornati indietro al non riuscire o non volere distinguere cosa è ”Cultura” per usare quattrini della “partita Cultura” e non toglierli ad altre “partite” e assessorati.

Un altro esempio del minestrone concettuale è Genova Jeans.

Sulla pagina dell’evento è uscita la notizia che la manifestazione si svolgerà dal 14 al 16 ottobre 2022, cioè in sovrapposizione con i Rolli Days: una sovrapposizione incomprensibile tra due eventi molto distanti, uno, quello storico e culturale, di grande successo, l’altro reduce dal fiasco della passata edizione. Siccome non esiste una ragione tecnica o logica di unire le due iniziative, l’impressione è che si vogliano confondere i numeri, smezzare l'”onore” delle prenotazioni alberghiere per occultare o minimizzare un eventuale secondo insuccesso.

Interpellata in merito, la neo consigliera delegata Barbara Grosso non ritiene di commentare.

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