Quartieri 

I mercati muoiono. A Certosa i due terzi della struttura si trasformano in palestra

Restano i banchi rimasti ancora aperti, circa un terzo di quelli che una volta provvedevano alla spesa alimentare di tutto il quartiere. Il resto dello spazio è stato messo a bando dal Comune, proprietario dell’immobile. Ha vinto la Asd-Associazione sportiva dilettantistica Dinamic Gym con sede in Val Polcevera

Non è il primo mercato che cambia faccia, se non addirittura destinazione d’uso. Solo per citarne alcuni, sono chiusi i mercati di Cornigliano, di Bolzaneto, di via Bologna a San Teodoro (che da anni si dice che diventerà un centro Amiu). Altri sono stati assegnati ad imprese commerciali e, bene o male, manterranno la destinazione, come il mercato di Oregina che diventa negozio di prodotti per animali. Anche il mercato dello Statuto è andato a un’impresa privata, così come quello del Carmine. Solo alcuni, come l’Orientale di via XX Settembre, reggono grazie all’autogestione degli operatori attraverso la quale vengono effettuate ristrutturazioni. Altri, come quello di Dinegro, nonostante il recupero restano occupati soltanto in parte da attività economiche.

Le strutture sono state fatte andare per decenni nel degrado. Ora, la soluzione del Comune non è quella di recuperarle come tali, ma quella “facile” (economicamente e concettualmente) di appaltarle a terzi, in parte o del tutto, perché si occupino delle ristrutturazioni. Di fatto, per la maggior parte non sono più mercati coperti. Una forma di commercio in agonia, superata da una ventina d’anni come formula economica o incapacità della politica vecchia e nuova di tutelare presidi commerciali, per lo più alimentari, che garantivano fino a una ventina di anni fa prezzi calmierati ai quartieri della città? Di fatto, prima e oggi, le amministrazioni comunali hanno abdicato al mantenimento di questi presidi fondamentali per alleggerire il costo della borsa della spesa dei cittadini.

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