Cronaca 

Un cappio per uccidere Marzia, a Sebastiano Cannella contestata la premeditazione

Convalidato l’arresto dell’uomo che si era autodenunciato chiamando i Carabinieri dopo aver vagato per la Valpolcevera in seguito all’omicidio della moglie. Secondo il Pm Federico Panichi il cinquantottenne avrebbe pianificato l’omicidio, tanto da aver preparato il nodo scorsoio per la corda che poi ha stretto attorno al collo di Marzia Bettino, compagna di una vita e madre dei suoi figli

Non sono d’accordo gli avvocati del muratore: Marco Piccardo e Roberto Ruggiero, che puntano sulla non premeditazione, sul gesto d’impeto. Secondo Panichi, invece, non si sarebbe trattato di un raptus di rabbia al culmine di un’ennesima lite, come ha dichiarato Cannella nel corso dell’interrogatorio, ma di un delitto preparato con cura, realizzando il nodo scorsoio. E commesso nella sera in cui i suoi figli, compreso quello che vive nella stessa villetta dei genitori, anche se in un appartamento separato, erano al rosario della nonna, madre di Sebastiano. È proprio non vedendolo arrivare che i due figli della coppia si sono preoccupati, forse temendo per lui. Invece l’uomo aveva nel frattempo stretto il cappio al collo della loro madre fino a ucciderla. Qualche tempo prima era stato il marito a denunciare per minacce la donna. I due si stavano separando.

Secondo molte testimonianze, Sebastiano Cannella era morbosamente geloso della moglie e, in più, temeva anche, con l’ufficializzazione della separazione, di essere estromesso dalla casa familiare, di proprietà della donna.

Il pubblico ministero ha anche chiesto una perizia psichiatrica per accertare se, quando ha ucciso, Sebastiano Cannella fosse in sé, pienamente in grado di intendere e volere. Lui dice di aver “visto nero” e di aver agito spinto dalla rabbia al termine dell’ennesimo battibecco.

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