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Pestata a sangue dal marito, si getta dalla finestra incinta con in braccio il figlio di un anno e mezzo

La donna è stata soccorsa dal 118 e, dopo le cure, trasportata in una struttura territoriale protetta. Salvi il figlio piccolo e la gravidanza. Arrestato il compagno violento

È una brutta storia di violenza quella che ha portato, sabato scorso, una giovane donna al pronto soccorso e poi, dopo le cure, in una struttura protetta. Nonostante sia incinta, all’ennesima violenza del marito, presa dalla disperazione e per sfuggire alle nuove botte, è riuscita a gettarsi dalla finestra della loro casa al primo piano dopo aver preso con sé il figlio di un anno e mezzo.

Volutamente non scriviamo nome, zona di residenza, età, nazionalità: la donna e i suoi figli (sia quello già nato sia quello che porta in grembo) non devono essere in alcun modo riconoscibili per non pagare due volte la disgrazia di avere un marito o un padre violento. Raccontiamo, però, il fatto, per ribadire che la violenza sulle donne è tutt’altro che in via di estinzione e che ci sono uomini che non hanno scrupoli ad alzare le mani persino sulle compagne incinte. Chiunque abbia notizia di storie come questa, corra a denunciare, perché farlo può salvare una vita.

Ma torniamo alla storia della donna, che chiameremo con un nome di fantasia: Maria. Da tempo era vittima delle violenze del marito, che più di una volta l’ha pestata a sangue, rompendole gambe e braccia. Sabato scorso, temendo per la sua vita e per quella di suo figlio, dopo l’ennesima aggressione furibonda, ha fatto un gesto disperato: si è gettata dalla finestra. Immediatamente soccorsa dai sanitari inviati dal 118, Maria se l’è cavata con qualche nuova frattura e non ha perso il bambino che porta in grembo. Per fortuna anche il figlio piccolo non ha subito gravi conseguenze. Poteva andare molto peggio.

La Polizia di Stato ha arrestato il marito facendo scattare tutte le misure di protezione che la legge assicura alle vittime di violenza. Per Maria e per i suoi figli non sarà facile, ma almeno hanno salva la vita.

Nel fine settimana, forse per conseguenza del forte caldo che aumenta l’aggressività, sono state molte più della media le aggressioni a donne che hanno dovuto fare ricorso ai pronto soccorso cittadini. Una è avvenuta in una struttura protetta che ospita ragazzi “difficili”. Altre in famiglia, l’ambiente dove si consuma il maggior numero di aggressioni.

Sempre in questo fine settimana, i Carabinieri hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, un 40 enne, perché all’interno delle mura domestiche aveva aggredito la moglie e la figlia, entrambe poi accompagnate presso un ospedale cittadino per accertamenti sanitari.

In copertina: foto d’archivio

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