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M5S, Lega e Fi affossano il governo Draghi: si va alle urne a ottobre. Toti: «Un salto nel vuoto»

Lo stop della prosecuzione del lavoro dell’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce ha tre nomi: Conte, Salvini e Berlusconi. Una compagnia eterogenea, che si unisce alla posizione di Fratelli d’Italia che era rimasto fuori dal governo, per un unico scopo: andare al voto il prima possibile. Forti e prolungati applausi al premier che saluta il Parlamento. Solo i parlamentari dei tre partiti non si uniscono. Lui: «Grazie per questo e per il lavoro fatto assieme in questi mesi. Certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato»

«Per oltre un anno l’Italia ha avuto un Presidente del Consiglio capace e autorevole, a cui va tutta la nostra gratitudine – commenta sulle sue pagine social il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti -. È stato in grado di organizzare una campagna vaccinale che ci ha salvato dalla pandemia, di avviare il gigantesco piano di Ripresa e Resilienza e ci ha tenuto dalla parte giusta, del mondo e della storia, nella crisi in Ucraina. Mentre il nostro Paese fa un salto nel vuoto che mai avremmo immaginato, impegniamoci perché questo lavoro non venga disperso. Grazie, Presidente Draghi!».

Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini hanno lasciato Forza Italia per la posizione presa, accanto alla Lega.

Un comunicato del Quirinale, letto dal segretario generale Ugo Zampetti in diretta, annuncia che il presidente della Repubblica Mattarella ha preso atto delle dimissioni di Mario Draghi e spiega che resterà in carica, insieme al governo, per il disbrigo degli affari correnti fino alla formazione del nuovo esecutivo dopo le elezioni.

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