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Logistica, associazioni a delinquere in Usb e Cobas: 8 indagati. Scioperi e manifestazioni in tutta Italia

Le accuse sono di associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio negli scioperi della logistica tra il 2014 e il 2021. Oggi a rischio anche a Genova le consegne per la protesta dei sindacati autonomi che parlano di «gravi e recenti attacchi repressivi diretti alla lotta sindacale». La Procura di Piacenza: «Non è un’indagine contro i sindacati di base ma contro alcuni leader che hanno gestito il sindacato come cosa loro anche a livello economico e le prime vittime sono i lavoratori stessi che credevano nelle due sigle»

Consegne dei pacchi a rischio anche a Genova per lo sciopero messo in atto dai sindacati Usb e Si Cobas dopo che, ieri, la Procura di Piacenza ha indagato 8 leader dei due sindacati che sarebbero coinvolti nella costituzione di «Due associazioni a delinquere all’interno di Usb e Cobas finalizzate a interessi economici privati – ha spiegato la stessa Procura – finalizzate a introitare i proventi derivanti dalle sostanziose conciliazioni lavorative e dal tesseramento dei lavoratori impiegati nel settore della logistica piacentina a seguito di conflitti create ad arte». Sono in atto anche indagini patrimoniali su conti correnti.

Le indagini di Digos e Squadra Mobile hanno condotto a 8 persone indagate appartenenti a Si Cobas e Usb e con ruoli apicali. Sei le persone agli arresti domiciliari, un obbligo di firma e un divieto di dimora le misure decise dalla Procura.

«È stato constatato – fanno sapere gli inquirenti – anche attraverso l’uso di intercettazioni telefoniche e riscontri patrimoniali, come, fin dal 2016, dietro lo schermo delle sigle sindacali, gli indagati avessero dato vita a due distinte associazioni per delinquere finalizzate ad introitare i proventi derivanti dalle sostanziose conciliazioni lavorative e dal tesseramento dei lavoratori impiegati nel settore della logistica piacentina a seguito dei conflitti che venivano artificiosamente creati dagli stessi». E ancora: «Dietro i numerosissimi picchettaggi e azioni di protesta apparentemente rivolte alla tutela dei diritti dei lavoratori, si celavano azioni delittuose finalizzate ad aumentare sia il conflitto con la parte datoriale sia tra le opposte sigle sindacali, al fine di aumentare il peso specifico dei rappresentanti sindacali all’interno del settore della logistica per ottenere vantaggi che esulavano dai diritti sindacali apparentemente tutelati».

Attraverso una nota, Cub Trasporti dichiara «è in corso un attacco giudiziario della Procura di Piacenza contro alcuni sindacati di base che da anni combattono contro le false cooperative e il caporalato. Attaccare il sindacalismo di base e conflittuale che si batte contro il malaffare, per quanto ci riguarda, significa attaccare anche chi difende i lavoratori e le lavoratrici da un mondo fatto di appalti e subappalti con infiltrazioni, fatto di sfruttamento delle persone straniere come manodopera a basso prezzo, e di attacco continuo alle leggi che difendono i diritti dei lavoratori».

«Non è un’indagine contro i sindacati di base ma contro alcuni leader che hanno gestito il sindacato come cosa loro anche a livello economico, e le prime vittime sono i lavoratori stessi che credevano nelle due sigle. In queste pagine non c’è nulla che possa essere limitativo e offensivo dell’attività sindacale lecitamente svolta» ha dichiarato il procuratore di Piacenza Grazia Pradella spiegando anche che «l’ordinanza vede ben 150 capi di imputazione, ossia episodi ascrivibili agli indagati. Abbiamo linee ben precise di investigazione che hanno portato ad identificare due distinte associazioni per delinquere. Le ultime manifestazioni non legittime saranno comprese in più recenti notizie di reato».

«L’indotto economico ricavato – hanno spiegato ieri gli investigatori durante una conferenza stampa – serviva inoltre ai vertici dell’organizzazione, oltre che per un diretto guadagno personale, anche per alimentare le figure intermedie dei delegati, da tenere a libro paga del sistema, con la prospettiva di “carriera”. Le singole multinazionali o i datori di lavoro di volta in volta interessati, venivano sottoposti ad una condizione di esasperazione che li costringeva ad accettare le richieste economiche che gli venivano fatte. Gli indagati sono accusati di essersi avvalsi delle loro posizioni all’interno dei sindacati per perseguire finalità di carattere strettamente personale, non esitando a mettere in pericolo l’incolumità dei loro iscritti in proteste sempre più estreme, sfruttando anche mediaticamente le loro vicende giudiziarie, per perseguire obiettivi di potere ed arricchimento».

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti in una nota, dicono che «È necessario fare chiarezza al più presto. Noi siamo per la tutela dell’esercizio delle funzioni sindacali, per la libertà di espressione in tutti i luoghi di lavoro, per il diritto a manifestare, sempre nel rispetto della legge. I lavoratori del settore della logistica sono da molti anni impegnati, assieme al sindacato a lottare per la legalità ed il miglioramento delle loro condizioni. Per loro prima di tutto chiediamo che la magistratura, nella quale riponiamo la fiducia per il suo operato, faccia chiarezza al più presto sulle vicende piacentine, sui fatti e sulle eventuali responsabilità di singoli, a tutela della più generale necessita di rafforzare, tramite l’azione sindacale, il protagonismo e i diritti dei lavoratori».

Coinvolte negli scioperi subito dichiarati dai sindacati anche Leroy Merlin, Gls, Ikea, Tnt, Sda, Amazon. Per oggi è prevista una conferenza stampa dei sindacati autonomi.

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