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La Regione chiede al Governo di prolungare di due mesi la caccia al cinghiale

Per l’assessore ligure Alessandro Piana sarebbe la soluzione ai problemi di invasione delle aree urbane

“Ripresentate al Governo le istanze manifestate negli ultimi mesi da tutti gli assessori regionali all’Agricoltura per le modifiche alle attività di controllo della fauna selvatica nell’ottica di una maggiore tutela della biodiversità oltre che dell’incolumità pubblica, sempre più evidente come dimostrano gli ultimi casi di cronaca sull’emergenza cinghiali dall’aggressione di Genova all’incidente stradale mortale di Villanova Mondovì della notte scorsa. In particolare è stato nuovamente chiesto il riconoscimento ufficiale del prezioso ruolo svolto dal Nucleo Regionale di Vigilanza Faunistico Ambientale, per il controllo dei reati di bracconaggio e per le operazioni di contenimento, e si è ribadita la necessità di estendere di due mesi il calendario venatorio per la caccia al cinghiale, modificando così il vetusto articolo 18 delle legge 157 del 1992, materia esclusiva dello Stato e quindi non derogabile alle Regioni. Una normativa di 30 anni fa, quando i cinghiali avevano una popolazione non paragonabile a quella attuale. Un grido di allarme a significare l’esasperazione degli amministratori, con le mani legate, in attesa del decreto legge già vergognosamente rimandato in questi due mesi, in un frangente storico in cui aziende e cittadini necessitano risposte, aggravato, come se non bastasse, dalla peste suina africana”. Lo ha dichiarato il vice presidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura Alessandro Piana intervenendo alla conferenza stampa di tutti gli assessori regionali all’Agricoltura e di esponenti delle associazioni di categoria di oggi, giovedì 14 luglio, per chiedere una celere ed adeguata risposta al Governo. 

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