Centrostorico 

Centro storico e spaccio, l’associazione dei senegalesi chiede e offre collaborazione

Mamadou Bousso, presidente dell’associazione Unione immigrati senegalesi di Genova, risponde alla lettera aperta di don Rinaldo Resecco, parroco della chiesa di San Sisto, che aveva denunciato la presenza invadente di molti pusher centroafricani: «Sarebbe necessario un coinvolgimento maggiore della cittadinanza e soprattutto delle istituzioni, che spesso latitano e sottovalutano quanto il nostro apporto possa influire su un miglioramento. Siamo comunque pronti ad impegnarci per far fronte comune contro l’illegalità in Via Prè , di qualunque nazionalità»


«La nostra associazione è consapevole della situazione di disagio e di degrado che vivono buona parte degli abitanti di via Prè, di cui una porzione considerevole è anch’essa senegalese, e ne siamo amareggiati – scrive Mamadou Bousso -. Da anni cerchiamo di lavorare con i ragazzi e le famiglie dei giovani coinvolti in queste attività illegali, purtroppo non riuscendo ad ottenere risultati troppo evidenti. Essendo una situazione così delicata e grave, sarebbe necessario un coinvolgimento maggiore della cittadinanza e soprattutto delle istituzioni, che spesso latitano e sottovalutano quanto il nostro apporto possa influire su un miglioramento. Siamo comunque pronti ad impegnarci per far fronte comune contro l’illegalità in Via Prè , di qualunque nazionalità. Caro Padre Rinaldo, quindi, ci rivolgiamo direttamente a lei, in quanto uomo di Vangelo e di Misericordia, per proporle un cammino comune contro il deterioramento di questa zona a noi tanto cara, speriamo di trovare disponibilità a collaborare con noi per trovare soluzioni condivise».

Secondo padre Rinaldo Resecco «Decine e decine di giovani e giovanissimi, perlopiù senegalesi, si danno il cambio per spacciare tra lo slargo sopra piazza dello Statuto, fino a via delle Fontane, specialmente di fronte a vico Sant’Antonio nel tratto superiore e inferiore, con una modalità invadente e arrogante che supera ogni immaginazione. Ormai la strada è loro: “questo è il nostro lavoro”. dicono, “voi siete razzisti”. È un viavai continuo di spacciatori e loro clienti, che affliggono amaramente questo povero territorio». Il sacerdote aveva aggiunto che un «enorme traffico di droga» affligge la zona da anni. Ma aveva aggiunto che il fenomeno criminoso «in questi ultimi tempi ha assunto proporzioni veramente sorprendenti».

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