Oggi a Genova 

Riapre Palazzo Rosso e apre per la prima volta al pubblico l’alcova di Anton Giulio II Brignole Sale

Oggi pomeriggio l’assalto per le prime visite del palazzo dei rolli, uno dei musei di Strada Nuova, dopo la lunga chiusura per i lavori. Palazzo aperto fino a sera dopo il taglio del nastro con il sindaco Marco Bucci e l’assessore alla Cultura Barbara Grosso oltre che con la responsabile dei Musei di Arte Antica del Comune, Raffaella Besta e con la conservatrice Margherita Priarone. Le visite sono andate esaurite giorni fa, appena sono state aperte le prenotazioni

Qui potete leggere la descrizione di tutti gli ambienti della casa-museo.

Ecco come era l’alcova, in abbandono da anni, prima dell’intervento in un video del 2020.

«Insieme ai lavori di adeguamento alle normative e ai restauri di Palazzo Rosso – spiega l’assessore alla Cultura Barbara Grosso – abbiamo voluto con forza l’apertura dell’Alcova di Anton Giulio Brignole Sale che da decenni era abbandonata e in condizioni disastrose. Grazie al lavoro di squadra con l’assessorato ai Lavori pubblici e al grande impegno della direzione della Cultura, della direttrice dei Musei di Arte Antica Raffaella Besta e della conservatrice Margherita Priarone e al contributo della Fondazione San Paolo siamo riusciti a raggiungere il risultato di riaprire non solo Palazzo Rosso, ma anche questa che è una delle tante “case” contenute nel Palazzo, un ambiente stupefacente e raffinato che racconta una storia che risale al primo decennio del Settecento. Nessuna città ha così tante storie da raccontare: Palazzo Rosso deve diventare uno dei tanti volani cittadini del turismo culturale. Invito anche i genovesi a provare l’emozione di scoprire l’Alcova e riscoprire gli ambienti museali di Palazzo Rosso dove si possono ammirare non solo quadri di grande pregio, ma anche affreschi e arredamenti delle diverse epoche in cui è stato abitato, compreso il periodo post bellico, quando l’architetto razionalista Franco Albini ha pensato l’allestimento espositivo che la Soprintendenza ha deciso di mantenere anche in questi interventi appena terminati, oltre ad aver ristrutturato l’ultimo piano del corpo delle Dipendenze di Palazzo Rosso per farne l’abitazione dell’allora direttore dei Musei civici, Caterina Marcenaro e per accogliervi le opere della sua personale raccolta d’arte. Un’altra delle tante “case” contenute in Palazzo Rosso. La presenza entusiasta di centinaia di genovesi il giorno dell’inaugurazione riempie d’orgoglio chiunque abbia lavorato agli interventi che hanno permesso di rendere alla città un pezzo consistente della sua storia».


I nuovi spazi educativi dei Musei di Strada Nuova si sono oggi aperti al pubblico con l’inaugurazione di Palazzo Rosso. Gli spazi sono il preludio alla visita dell’appartamento settecentesco di Anton Giulio II Brignole Sale, con la meravigliosa alcova. Un bel momento di condivisione e restituzione alla comunità di un patrimonio culturale fondamentale

La riapertura di Palazzo Rosso

Dopo gli interventi di adeguamento, hanno riaperto alla fruizione del pubblico le collezioni conservate a Palazzo Rosso, inserite all’interno del percorso museale dei Musei di Strada Nuova, insieme a Palazzo Bianco e Palazzo Tursi. Questi gli orari: dal martedì al venerdì (9-19), sabato e domenica (10-19.30). Lunedì chiuso.

Per la seicentesca residenza dei Brignole-Sale, che chiude la maestosa infilata di palazzi affacciati su Via Garibaldi, patrimonio dell’UNESCO dal 2006, erano necessari importanti lavori di adeguamento impiantistico e strutturale, ora terminati: le sale di uno tra i più suggestivi e visitati musei della città saranno dotate – dunque – di impianti all’altezza delle nuove necessità tecnologiche e rispondenti ai vigenti standard di qualità e sicurezza.

I lavori sono iniziati alla fine del 2019 e sono stati finanziati grazie al “Patto per Genova”. L’amministrazione comunale ha coperto gli interventi per il rifacimento di parte dei serramenti, il restauro di arredi monumentali e la realizzazione di alcuni tendaggi, mentre la Fondazione Compagnia di San Paolo ha sostenuto, nell’ambito del Protocollo Quadro 2019-20 tra Compagnia e Comune di Genova, il restauro della facciata di Palazzo Rosso, la Sala d’Autunno, la Loggia delle rovine e, ricompreso nell’intervento, anche i giardini, con l’obiettivo di una completa riapertura dell’emergenza architettonica, rendendo la visita più attrattiva, interessante e ricca. Dal 2000 il Comune di Genova e la Fondazione Compagnia di San Paolo hanno intrapreso un ambizioso progetto di riqualificazione e valorizzazione di quello che è diventato uno dei più importanti distretti museali del capoluogo ligure, l’antica e spettacolare Strada Nuova, attuale via Garibaldi, in piena coerenza con l’Obiettivo Cultura della Fondazione che si impegna a preservare e conservare il patrimonio architettonico e artistico, nella convinzione che rappresenti una risorsa fondamentale del territorio e che meriti non solo grande attenzione, ma anche politiche di investimento di medio e lungo periodo.

I lavori di adeguamento hanno riguardato l’ammodernamento tecnologico e la messa a norma degli impianti (idraulici, meccanici, elettrici e speciali), con adeguamenti necessari per l’utilizzo delle reti informatiche che nei musei moderni permettono di offrire esperienze di visita del tutto differenti rispetto al passato. Per la nuova progettazione degli impianti è stata dedicata particolare attenzione a trovare – d’intesa con la Soprintendenza – soluzioni che non danneggiassero l’apparato decorativo parietale del secondo piano nobile (l’unico affrescato) e i pavimenti di marmo. Il progetto aveva come finalità il ripristino degli impianti nel rispetto assoluto delle caratteristiche storiche del complesso e degli interventi eseguiti negli anni ‘50 ad opera dell’architetto Franco Albini. Sono stati inoltre filologicamente sostituiti gli allestimenti in tessuto.

Accanto agli interventi impiantistici e tecnologici, sono state realizzate due importantissime operazioni conservative: è stata restaurata la Sala della Grotta del secondo piano ammezzato con la sua “alcova”, uno straordinario ambiente privato, che rappresenta un vero e proprio unicum fra gli interni dei palazzi genovesi e che viene aperto al pubblico per la prima volta (approfondimento più sotto).

Restaurata anche la volta della Sala della Primavera affrescata da Gregorio De Ferrari, un autentico capolavoro della grande decorazione genovese barocca.

Le delicate operazioni di smontaggio per far posto ai cantieri non sono state comunque “integrali”. Nel periodo di chiusura infatti una parte delle collezioni del “Rosso” è stata in ogni caso visibile a genovesi e turisti: nelle sale affacciate sul giardino di Palazzo Bianco, per tutto il periodo dei lavori, sono stati esposti i grandi capolavori della collezione di Palazzo Rosso: dalla tavola di Palma il Vecchio con la Sacra Conversazione, all’olio su rame di Ludovico Carracci, alle celebri tele di Giovan Francesco Barbieri detto Guercino – la Cleopatra e il Dio Padre con angioletto – e Guido Reni – il San Sebastiano. E poi un prezioso rame di Orazio Gentileschi, la tela con Clorinda libera Olindo e Sofronia dal rogo di Mattia Preti, il Ritratto di Geronima Brignole-Sale con la figlia Aurelia di Anton Van Dyck, e altri.

Le opere sono tornate ora nella loro collocazione lungo il percorso espositivo dei due piani nobili di Palazzo Rosso, ad eccezione di quelle in prestito alle Scuderie del Quirinale dove rappresentano la città, insieme a tanti altri capolavori genovesi, alla grande mostra “Superbarocco. Arte a Genova da Rubens a Magnasco”.

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