città metropolitana 

Statale 35, esplode la protesta. Oltre 700 persone e molte auto in corteo sui due lati della frana

La mobilitazione è stata decisa per protestare contro i tempi lunghi, i progetti tramontati e rifatti, le incertezze a proposito della data di apertura reale della Statale dei Giovi. Sul posto il comitato dei cittadini, diviso in due (al di qua e al di là della frana) e tutti i sindaci della vallata. Il presidente del comitato Stefano Molinari: «Temiamo che tutto il versante possa essere interessato»

«Chiediamo maggiore celerità dei lavori e certezze circa il rispetto dei tempi – spiega Molinari -. Chiediamo che il nuovo termine dei lavori promesso venga rispettato e che non slitti come è già successo. La strada deve riaprire ai primi di luglio perché la popolazione è esausta e le aziende stanno subendo gravi danni. Non siamo molto fiduciosi perché non sono stati rispettati i tempi, sono stati cambiati progetti e carte in tavola. Il 10 giugno ci sarà un’altra riunione del comitato con l’assessore regionale Giacomo Giampedrone, Anci e tutti i sindaci della vallata. Parteciperemo anche noi».

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La serie di frane che hanno interessato, nei mesi e negli anni, la SS35 (quella che ora blocca la statale è solo l’ultima) preoccupa i residenti. «Solo in questo tratto – dice Molinari – si sono registrati due fronti di frana distanti 50 metri. Temiamo il rischio di nuovi episodi franosi, abbiamo paura che tutto il versante possa essere interessato. Speriamo che l’ultimo intervento annunciato, nella sua temporaneità, sia risolutivo per la riapertura e che abbiano valutato tutta la situazione della Statale, non solo quella della frana attuale».

«Da sempre Regione Liguria è impegnata su questo tema molto delicato che è quello dello scivolamento del versante sulla strada statale 35 dei Giovi, con la grande attenzione al disagio della popolazione e con un tavolo che ha sempre gestito ogni fase del cantiere cercando di arrivare a una soluzione definitiva. Naturalmente siamo impegnati anche nelle varie fasi transitorie del cantieri e per arrivare all’obiettivo intermedio della riapertura a doppio senso di marcia quanto prima. Oggi guardiamo a luglio in modo fiducioso, grazie a impegno di Anas, sostenuto da Regione Liguria e condiviso dall’amministrazione di Ronco Scrivia, da Anci, da Confindustria per arrivare alla soluzione transitoria che, pur essendo più tardi rispetto alla data del 15 giugno, trapelata inizialmente, è comunque un passaggio fondamentale e positivo rispetto a una soluzione iniziale che prevedeva la riapertura a senso unico della strada a particolari ore del giorno e del pomeriggio con l’ausilio di movieri. Siamo tutti impegnati a fare in modo che Anas rispetti i tempi di luglio, che rappresenterebbe un importante risultato intermedio, in attesa della conclusione di tutte le fasi del cantiere che dureranno a lungo nel tempo, perché si andrà alla realizzazione di una vera e propria galleria paramassi a protezione dell’arteria stradale». Lo scrive, in una notam l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone commentando la protesta odierna in Valle Scrivia.
«In questo quadro molto delicato siamo molto sensibili verso il disagio delle persone – continua l’assessore – ma se si riapre una strada devono esserci tutte le caratteristiche tecniche che consentano di farlo in sicurezza, e monitorando, attraverso il Tavolo regionale, l’andamento di questo risultato ci auguriamo di raggiungerlo con qualche settimana di anticipo rispetto alla fine di luglio. In questo senso Regione Liguria continua a essere in campo grazie al tavolo che si tornerà a riunire il 10 giugno cercando, il più possibile, di portare sollievo a quelle popolazioni che anche oggi hanno fatto sentire la loro giusta è più che legittima voce di disagio durante la manifestazione. Ricordiamo pertanto al vicepresidente del consiglio regionale che Regione Liguria continuerà a vigilare come ha sempre fatto e lo invitiamo semmai a farsi portavoce della vicenda presso il ministro Giovannini che fa parte di un governo sostenuto dal suo stesso partito, perché la Regione sta svolgendo, anche in questo caso come già avvenuto in passato, al meglio il suo ruolo di cerniera tra Stato e territori».

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