diritti e sociale Oggi a Genova 

Atto intimidatorio contro la sede Arcigay del Lagaccio: deiezioni sulla serranda

Il vice presidente Federico Pontillo: «In passato una lettera minacciosa. Non ci fermeranno. “Approdo Sicuro” al Lagaccio ha aperto come tutte le mattine. Solidarietà della associazioni della zona e dai cittadini!»

Stamattina sono state le deiezioni sul lucchetto della sede di “Approdo Sicuro Arcigay” in via del Lagaccio, qualche tempo fa una lettera di minacce e di insulti.

«Si tratta, secondo noi, di mezzucci vili per intimidirci nel nostro lavoro anche sul quartiere – dice Federico Pontillo, vice presidente di Arcigay Genova -. Proprio per questo sottolineiamo l’importanza di operare fuori dal centro della città, dove forse è più facile, e di andare nei quartieri a portare le nostre tematiche Non ci fermeranno. L’atto di questa notte ha un significato forte, come a dire “non vi degno nemmeno delle parole di una scritta e vi costringo a pulire uno dei rifiuti più disgustosi».

«Non siamo nuovi a gesti intimidatori di questo tipo – prosegue Pontillo -. Tempo fa infatti abbiamo ricevuto una lettera minatoria dai toni decisamente violenti indirizzata all’associazione, in cui si diceva che dovremmo morire come maiali, e pochi mesi fa qualcuno ha lanciato un petardo nella nostra sede del Lagaccio. Questo testimonia un clima certamente non ancora favorevole, e la necessità di un lavoro culturale profondo che parta dal basso e raggiunga tutta la popolazione. Testimonia anche che stiamo facendo un lavoro incisivo e che fa paura a chi non riesce a superare pregiudizi e preconcetti contro le persone LGBTI+».

«Approdo Sicuro, anche oggi, è stato aperto come tutte le mattine e saremo sempre qua fino alle 13 – prosegue il vice presidente dell’associazione -. Non sarà un mezzuccio come quello messo in atto a fermare tutti progetti, oltre al Centro anti discriminazione anche lo sportello trans, quello dedicato ai migranti, il gruppo giovani. L’attività continuerà normalmente. Anche in presenza di atti di vandalismo di questa natura. Abbiamo già ricevuto manifestazioni di solidarietà da “La Casa nel Parco e altre associazioni del quartiere e anche da alcuni cittadinie e cittadini che hanno visto le condizioni della saracinesca, quanto è successo e ci hanno espresso vicinanza. Noi crediamo che gli autori del gesto intimidatorio non rappresentino la maggior parte degli abitanti del Lagaccio ma nemmeno rappresentino una sparuta minoranza. La questione, però, è da attenzionare: abbiamo chiesto una telecamera, perché non ne esistono al Lagaccio. Serve a fare da deterrente. È brutto dover contare su quello: noi speriamo di cambiare le cose con un lavoro culturale», che però non può essere a breve termine.

Solidarietà a “L’Approdo” arriva anche dal presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù: «Queste azioni violente contro le associazioni del territorio, in un locale che è stato aggiudicato per la qualità del progetto dall’Amministrazione comunale, sono da condannare – dice -. Il tessuto sociale e associativo del Lagaccio è forte e sono certo che si stringerà attorno a una delle sue associazioni capaci di proporre progetti e iniziative per il territorio. Voglio esprimere la mia personale condanna a gesti come quelli subiti da “L’Approdo”».

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