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30º anniversario di Capaci, scuola presenta percorso di legalità. Arrembaggio di candidati

L’occasione è la presentazione di un bel progetto elaborato dall’Ic San Martino Borgoratti. Oltre alle autorità legittimamente presenti per competenza, si sono presentati all’iniziativa almeno venti candidati e qualcuno pretendeva anche di fare un proprio discorso

Oggi, in piazza Remondini, nel giorno in cui si ricorda il 30º anniversario della strage di Capaci e si ricorda anche quella di via d’Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le loro scorte formate dagli Agenti della Polizia di Stato, in
memoria di tutte le vittime di mafia, l’Istituto Comprensivo San Martino-Borgoratti presenta il progetto “Legalità: un percorso di crescita civile”. Un bel progetto per educare i più giovani alla legalità nell’occasione di memoria di due tragedie di mafia, di tante persone che hanno perso la vita per combattere la criminalità organizzata.

Un’occasione tra le più solenni, dunque, perché porta con sé molti valori fondamentali, riuniti: dalla condanna alle mafie all’educazione alla legalità che è premessa per un futuro migliore per tutti.

L’arrembaggio dei candidati che in questi giorni caratterizza ogni manifestazione e che nei casi di iniziative di festa fa semplicemente un po’ sorridere, questa volta è apparso fuori luogo oltre ogni limite.

Le presenze istituzionali dovevano essere solo quelle dell’assessore alla Scuola, Barbara Grosso, delegata dal sindaco Marco Bucci e del presidente uscente del Municipio Medio Levante (competente per territorio) Francesco Vesco. Invece si sono presentati altri assessori ricandidati e, in tutto, almeno una ventina di candidati vari. Alcuni hanno persino tentato di fare anche loro un discorso “ufficiale”, ma alla fine non gli è stato consentito.

Sarebbe bello e utile che i politici si presentassero nelle scuole 365 giorni l’anno tutti gli anni, quando ci sono problemi da risolvere e non solo per la foto di rito da postare sulla bacheca Fb sotto elezioni.

In questi giorni le bacheche di molti candidati sono tappezzate di foto di presenze ovunque, non di rado anche ad eventi su temi di cui non si sono mai interessati. Qualche candidato si intesta sui social persino le cose fatte, invece, dagli assessori di riferimento, di altri o partiti o addirittura dello stesso partito. La concorrenza interna è persino più feroce di quella tra schieramenti.

Quanto è successo oggi è la punta dell’iceberg di un andazzo che è sempre esistito, ma che ora è arrivato al parossismo.

Quelle che vedere in copertina sono le sedie riservate alle “autorità”, poi tutte occupate. Quelle (amministrative) che c’erano per competenza, reale erano solo 2.

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