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Cristoforetti sperimenta sulla Stazione spaziale il progetto di IIT sull’invecchiamento da stress ossidativo

Il progetto Prometeo ha l’obiettivo di svelare i meccanismi dello stress ossidativo, responsabile dell’invecchiamento sulla Terra e di diverse patologie che colpiscono astronauti e astronaute nello Spazio

Il progetto Prometeo ideato da IIT, finanziato e gestito da ASI su risorse di stazione ESA, è stato presentato ieri a Roma tra gli esperimenti che verranno svolti dall’astronauta Samantha Cristoforetti in microgravità a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

Si è tenuta ieri a Roma la conferenza stampa organizzata da l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Spaziale Europea, prima inflight call dedicata alla stampa europea con Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA e occasione per la presentazione ufficiale degli esperimenti italiani che l’astronauta effettuerà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel corso della missione ESA Minerva.

Tra gli esperimenti illustrati anche il progetto PROMETEO, proposto e sviluppato da Gianni Ciofani, ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia dove dirige il Center for Materials Interfaces di IIT a Pontedera.

PROMETEO rientra negli 8 progetti selezionati, finanziati e gestiti da ASI tra le numerose proposte, come idonei e meritevoli di essere condotti a bordo della ISS in un ambiente di microgravità, per studiare le caratteristiche di specifici fenomeni biologici al di fuori dell’ambiente terrestre.

L’obiettivo del progetto PROMETEO è indagare i meccanismi responsabili dello stress ossidativo, vero e proprio problema nello Spazio per astronauti e astronaute e causa di diverse patologie sulla Terra: dall’infiammazione cellulare che porta all’invecchiamento precoce fino a casistiche più gravi come malattie neurodegenerative tra cui Parkinson, Alzheimer e sclerosi.

In particolare, il progetto esplora la connessione fra volo spaziale e stress ossidativo, discriminando gli effetti della microgravità da quelli delle radiazioni cosmiche, e mira a fornire contromisure nanotecnologiche ad alterazioni di breve e di potenziale lunga durata che possano interessare il sistema nervoso centrale per via dello sbilanciamento redox indotto dal volo spaziale, consentendo una prolungata permanenza umana nello spazio, ma allo stesso tempo produce anche nuovi strumenti terapeutici rilevanti per il trattamento di condizioni neurodegenerative che colpiscono le persone sulla Terra.

Il progetto PROMETEO propone l’uso di nanoparticelle basate su polidopamina (PDA) per fornire protezione antiossidante e prevenire il danneggiamento dei neuroni esposti a gravità alterata e radiazioni cosmiche.

L’attenzione è focalizzata sulle cellule neuronali coinvolte nelle funzioni cognitive e motorie sia nello Spazio, dove ogni alterazione comportamentale implica significativi rischi per l’equipaggio umano, che a Terra, dove la perdita di neuroni dopaminergici dovuta ad esempio alla progressione del morbo di Parkinson manca ancora di un efficace contrasto.

I primi test del progetto sono iniziati a gennaio nei laboratori del centro IIT di Pontedera, in cui è stato definito il protocollo sperimentale utilizzando un simulatore dell’incubatore che sarà a bordo della ISS.

“Il progetto selezionato, finanziato e gestito da ASI e che utilizza risorse di stazione dell’ESA, è un’occasione unica per condurre esperimenti in condizioni di reale microgravità ed in presenza di radiazioni cosmiche, che consentirà di ottenere informazioni molto più predittive rispetto ai comuni simulatori in laboratorio. – dichiara Gianni Ciofani, ricercatore IIT e responsabile scientifico del progetto IIT- ASI PROMETEO – Questa è la nostra seconda esperienza di esperimenti condotti insieme ad ASI a bordo della ISS e speriamo di ottenere ulteriori dati in supporto alle terapie antiossidanti per astronauti e astronaute, potenzialmente utili anche per patologie tipicamente terrestri”.

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