Movida, i residenti diffidano il Sindaco, chiedono la chiusura dei locali alle 24 e lanciano la “Book week”

L’associazione “Vivere il centro storico” chiede che sia fissato il termine della somministrazione alle 23 e lancia la “Book Week” con inziative anche serali con «Buone letture, buon cibo, buon bere»

L’Associazione “Vivere il Centro Storico di Genova” OdV, patrocinata dagli Avvocati Silvia Sommazzi e Emanuele Bertolin, ha presentato diffida al Sindaco del Comune di Genova e agli Uffici competenti, nonché per conoscenza alla Regione Liguria e al Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ad adottare i provvedimenti necessari a:

*tutelare in modo efficace e stabile il bene primario della salute pubblica, anche nella sua declinazione riferita al riposo notturno dei cittadini residenti nel centro storico di Genova e, in particolare, nell’area ricompresa tra Via San Lorenzo e Piazza Matteotti a nord, piazza Sarzano ad est, Mura delle Grazie a sud e via Turati ad ovest;

*ricondurre le immissioni sonore generate dalla situazione di movida fuori controllo, entro i limiti massimi consentiti e pertanto eliminare l’inquinamento acustico

*effettuare una riorganizzazione degli orari di apertura dei locali di somministrazione e vendita per asporto di bevande anche alcoliche e superalcoliche presenti nel centro storico genovese, onde promuovere abitudini di vita tese a una più sana e virtuosa convivenza civile

* disporre, comunque, con efficacia immediata, la chiusura dei suddetti locali alle ore 24.00, con divieto di vendita delle bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 23.00 tutte le notti della settimana;

* in ogni caso, avviare la procedura di legge per dotare il Comune di Genova di uno specifico regolamento di disciplina del fenomeno della “Movida” quale presupposto per l’adozione di futuri provvedimenti restrittivi a carattere duraturo o permanente.

Sulla questione, l’associazione Assest fa sapere che

La decisione dell’azione legale è stata presa dall’assemblea degli abitanti, promossa da ASSEST e associazione “Vivere il Centro Storico di Genova” odv in data Giovedì 11 novembre 2021 presso il chiostro di S. Maria di Castello, su proposta congiunta delle stesse;

  • –  A seguito di ciò è stato individuato l’avvocato Maria Silvia Sommazzi con la quale si sono svolti incontri preparatori con la partecipazione congiunta di ASSEST e dell’associazione “Vivere il Centro Storico di Genova” odv per definire contenuti, costi e tempi. Al riguardo, nello specifico, si è convenuto, fra ASSEST e l’associazione, il concreto avvio dell’adire legale a nome della sola associazione “Vivere il Centro Storico di Genova” odv per ragioni di mero contenimento dei costi, giacché l’iniziativa promossa da un solo attore ha costi inferiori di quella promossa da due.
  • –  ASSEST ha nel frattempo versato all’Associazione Comitato Vivere il Centro Storico il contributo finanziario da lei raccolto fra gli abitanti e si è impegnata a proseguire la collaborazione con l’associazione e la raccolta dei fondi necessari all’azione legale.

«I controlli da parte della Polizia Locale sono  costanti e gli esercenti che superano i limiti di legge sono 
sanzionati – commenta l’assessore alla Sicurezza Giorgio Viale -. Abbiamo anche imposto chiusure anticipate ma alcune  sentenze del Tar hanno ridimensionato i nostri provvedimenti. L’attenzione a far seguire le regole è massima da parte  dell’amministrazione comunale e il dialogo con residenti e  commercianti è costante. Siamo consapevoli che il giusto equilibrio  tra diritto al riposo dei residenti e il legittimo divertimento sia un  obiettivo sfidante, mai raggiunto dalle precedenti giunte, ma  l’attuale amministrazione ha intrapreso un percorso che sta  coinvolgendo in iniziative a 360 gradi che coinvolgono il sociale, campagne di sensibilizzazione per i giovanissimi e contrasto all’abuso  dell’alcol. L’amministrazione lavora anche a trovare soluzioni di  decompressione dell’attuale movida per lasciare aree di svago ai  giovani, il più lontano possibile dalle abitazioni. Il progetto sul  centro storico, come abbiamo sempre ricordato, è aperto al contributo  e alle idee che possano dare un apporto positivo al suo sviluppo».

Il comitato è diventato associazione

«L’Associazione !”Vivere il Centro Storico di Genova” OdV è nata dal precedente Comitato spontaneo, già da anni impegnato nella tutela dei residenti ed operatori del Centro Storico, e in particolare nel cercare di sensibilizzare le competenti Amministrazioni in ordine alle gravissime problematiche connesse al fenomeno della “malamovida” – dicono alla nuova associazione -. A seguito dell’allargamento delle adesioni e del consenso tra residenti ed esercenti di attività sane e promotrici di crescita economica e culturale, l’Associazione si è regolarmente costituita come organizzazione di volontariato (OdV ) per meglio perseguire le finalità del proprio Statuto, a cominciare dalla tutela della vivibilità del Centro Storico, con la promozione di iniziative per una effettiva valorizzazione e il raggiungimento di una migliore convivenza e un maggior rispetto fra coloro che vivono e/o lavorano nel Centro Storico.
Per questo l’Associazione è aperta anche alle adesioni dei non residenti, in particolare di tutti quelli che amano il Centro Storico e lo vorrebbero “migliore” e “più vivibile” e tante adesioni di questo tipo ha già raccolto. Come già dichiarato in occasioni pubbliche, la premessa per qualunque progetto (pubblico o privato che sia) è combattere ed eliminare le situazioni di illegalità che affliggono il Centro Storico e contrastare il mancato rispetto delle regole per la convivenza civile: tali fattori determinano le condizioni alla base del degrado e della conseguente invivibilità del territorio. Per quanto riguarda il tema “Movida” essa investe, con modalità ormai da troppo tempo fuori controllo, tutta la vasta area dalle Erbe e i Giardini Luzzati, a San Donato, Pollaioli, San Bernardo fino alle Grazie, Canneto e Giustiniani, fino agli Embriaci: il “cuore” antico del Centro Storico di inestimabile valore, ma soggetto ad uno “sfruttamento” improprio, basato sullo smercio notturno di alcolici, spesso a basso costo, che ha tra le sue innumerevoli e gravi ricadute (prima fra tutte l’incentivo all’alcolismo giovanile) anche il vandalismo, la sporcizia, il degrado e l’illegalità diffusi, tra cui lo spaccio. Impressionante il dato dell’apertura in quantità abnorme di take-away (etnici e non) e negozi, “con attività serale prevalentemente di vendita bevande alcoliche”, con un aumento nel Centro Storico del 115,7% dal 2008! (a fronte della media nazionale del 45,9 %: dati Fipe, riferiti al primo semestre 2019). Tutto questo in un’area che costituisce il primo nucleo della città di Genova e ne rappre- senta il vero dna; un’area che accoglie tra l’altro diversi Palazzi dei Rolli, riconosciuti come Patrimonio Unesco e che ha una grande valenza turistica».

«Livelli di rumore come sul bordo di un’autostrada»


«La Movida svolta con le attuali modalità risulta incompatibile con la specifica e del tutto peculiare morfologia e struttura del Centro storico di Genova, caratterizzato da vicoli stretti e piazze di limitate dimensioni: luoghi in cui il rumore (soprattutto il vociare degli avventori dei locali) si propaga in modo esponenziale – spiegano all’associazione -. Gli assembramenti diffusi ed abnormi determinano gravi problemi di sicurezza e addirittura impediscono o comunque limitano fortemente l’accesso dei mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco, ecc.) nelle ore notturne. Ma il dato essenziale è il permanente sforamento dei limiti di legge: questo in tutta l’area, come reiteratamente registrato nelle campagne di rilevamento fonometrico condotte dagli stessi ispettori ambientali della Polizia Locale nel 2010, 2015, 2020, che attestano che“soprattutto nella zona più critica (quadrilatero Pollaiuoli – Erbe – San Donato – San Bernardo) si sono rilevati livelli prossimi a 80 dBA, con livelli equivalenti “mediati” sull’intera notte che arrivano a oltre 76 dBA ovvero, comparabili al rumore presente ai bordi di una strada con intenso traffico! Già nella campagna di rilevamenti precedente i valori erano “comparabili al rumore presente ai bordi di un’autostrada in pieno giorno».

Si legge sul documento dell’associazione dei residenti

Si sottolinea inoltre come:
“…….la causa non è sempre unica ed uguale nei diversi siti però è rilevabile un unico fattore comune ovvero il vociare degli avventori dei locali, sia di quelli in transito che di quelli che si soffermano all’esterno dei locali stessi o che sono seduti ai tavolini” (cfr. Conclusioni dell’ “Analisi clima acustico nel C.S. di Genova interessato dalla Movida” 20/10/2020, pag.28);
Questo ha comportato, ormai da anni, e comporta tuttora un gravissimo danno alla salute dei cittadini residenti
L’inquinamento acustico rappresenta una minaccia per la salute pubblica (v. art. 2, legge n. 447/1995 – “Legge quadro sull’inquinamento acustico”) compromette un bene col- lettivo qual è la quiete pubblica che, a sua volta, costituisce una condizione necessaria af- finché sia garantita la salute dei cittadini.
LA RISPOSTA DEL COMUNE: MISURE INADEGUATE E IDEE CONTRADDITTORIE E INCONGRUENTI
Le misure che l’Amministrazione ha scelto fin qui di adottare, ( ad esempio, la c.d. “ordi- nanza anti alcool” e le ordinanze di chiusura relative a singoli esercizi) si sono dimostrate del tutto inadeguate, così come si sono rivelate del tutto insufficienti e/o inefficaci le attività di controllo poste in essere dall’Amministrazione, mettendo in campo la Polizia locale, per attività di ordine pubblico al limite della sua competenza.
A fronte di quanto attestato da oltre un decennio, l’Amministrazione ha dichiarato in più occasioni pubbliche l’intenzione del tutto incongruente di incrementare il numero e le su- perfici dei “dehors” dei locali, così da occupare maggiore spazio “ad evitare assembra- menti”. Questo, quando la stessa Relazione sull’”Analisi del clima acustico nel Centro Sto- rico di Genova interessato dalla Movida” ha accertato che i dehors da soli, sono già di per sé una fonte di rumore, per il vociare e per lo spostamento degli arredi”
Senza contare il prodursi di ulteriori restringimenti delle vie, dove l#abnorme frequentazio- ne notturna determina già gravi problemi di sicurezza, impedendo persino il normale ac- cesso dei mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco, ecc.)
Le ordinanze di chiusura relative a singoli esercizi approntate negli ultimi anni dall’Ammini- strazione sono state tutte annullate dal TAR e i ricorrenti hanno persino ottenuto risarci- menti.
L’Amministrazione non ha voluto mettere in atto provvedimenti generalizzati per tutta l’area soggetta alla “malamovida” e alle emissioni sonore del tutto fuori legge volendo invece mantenere ad oltranza l’orario di chiusura delle tre di notte per tutta la settimana , fissato con Ordinanza dall’attuale Amministrazione non appena insediata.
Si tenga presente che come accertato anche dalla Polizia locale, dopo la chiusura dei lo- cali il vociare degli avventori che si trattengono fuori dai locali stessi o defluiscono lungo le strette vie del centro storico, proseguono per almeno un’altra ora.
Tale orario di chiusura ha avuto ricadute devastanti per la vivibilità del Centro Storico e i residenti l’hanno invano contestato da sempre. La loro voce però, non è mai stata ascoltata, ogni volta sopraffatta dagli interessi – puramente economici – dei gestori dei locali de- diti alla vendita notturna di alcolici e da un concetto distorto del “diritto dei giovani a divertirsi”.
Giovani che rivendicano, anche a ragione, una mancanza di spazi a loro dedicati, che tut- tavia non vogliamo credere si possano limitare alla strada e ai locali dediti esclusivamente alla vendita alcolica nel Centro Storico.
Come non vogliamo credere che quello dello “sballo”, come attualmente perseguito dalla maggior parte dei frequentatori della”movida”, si possa ulteriormente accettare come for- ma di “divertimento”!
(Nè peraltro si può pensare semplicemente di “esportare” una siffatta “Malamovida” in altre zone della Città.)


L’Associazione “Vivere il Centro Storico di Genova” «non è pregiudizievolmente contraria allo svolgimento di attività commerciali di somministrazione, anche in orario notturno, qualora le stesse vengano adeguatamente disciplinate e sempre che la relativa disciplina venga puntualmente rispettata (e fatta rispettare) – spiegano i residenti -. La “Movida” nel Centro Storico non può certo continuare nelle forme che ha assunto: vor-remmo anzi che si dismettesse finalmente il termine “movida”, che ormai ha del tutto perso la sua accezione originaria e viene usato per creare divisioni e contrapposizioni forzate tra “categorie” di giovani vs. vecchi o abitanti vs. esercenti. Inoltre, si finisce per fare del Centro Storico un terreno di continuo conflitto, mentre il degrado dilaga. Vorremmo invece che si potesse parlare finalmente di “Vivere il centro storico”: anche di sera, con iniziative attrattive per tutti, compresi i residenti stessi e compatibili con il legittimo diritto al riposo notturno. Ispirandoci – quantomeno nel nome – alla bella iniziativa della DesignWeek che sta avendo sempre più una ricaduta positiva su questa zona del Centro Storico, stiamo elaborando il progetto – come già annunciato- di una “BOOK WEEK: buone letture, buon cibo, buon bere” in cui si possano coinvolgere e valorizzare realtà diverse con una valenza culturale ad impatto positivo sul tessuto sociale, con una serie di eventi che siano attrattivi per tutti, compresi i residenti stessi. Nel rispetto di tutte le regole della convivenza civile e i limiti di legge delle emissioni sonore e gli orari compatibili col luogo: a questo vorremmo che anche l’Amministrazione concorresse».

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