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I diritti Lgbt+ come serbatoio elettorale, si infiamma la corsa al voto arcobaleno

Tutto comincia con una frase, una dichiarazione di Dello Strologo riportata sulle pagine de “La Repubblica” nel quadro di un’intervista al candidato sindaco della coalizione progressista: «Non ho rubato nessun candidato al centrodestra, né ho bisogno di figurine, come gli attivisti Lgbt che ha messo in lista Bucci» dichiara Dello Strologo. E scoppia il finimondo, una tempesta di accuse contro di lui da parte del centro destra. Lo stesso che aveva negato il patrocinio al Pride

Infuria la campagna elettorale e tutto il mondo cambia “prospettiva”. Così parti politiche che, dal loro ruolo istituzionale come maggioranza che negli ultimi 5 anni hanno espresso la giunta comunale e attraverso questa hanno negato il riconoscimento del patrocinio delle istituzioni al Pride e hanno fatto ricorso contro una sentenza di primo grado che nel novembre 2018 aveva concesso il riconoscimento della bigenitorialità a una coppia formata da due donne, mettono in lista un’attivista Lgbt+. Un “ravvedimento” che si promette – in odor di urne – operoso e che, anche questo, segna il new deal centrista di una parte abbondante di una maggioranza che tenta di reinventa sui temi dei diritti riproponendosi come guida della città, teoricamente smussando gli angoli estremi, ma in realtà presentandosi alle urne con la stessa identica formazione e che su questi temi tante cose deve farsi perdonare da una galassia arcobaleno anche se questa difficilmente farà esercizio di memoria corta.

Questo tenta di mettere in luce Dello Strologo, lui che i diritti Lgbt+ li ha sempre propugnati e difesi alla luce del sole, partecipando per testimonianza a ogni Pride in tempi non sospetti, cioè in anni ben precedenti alla sua candidatura alla guida dello schieramento progressista e, in genere, facendosi attore di campagne contro ogni discriminazione. Si stupisce, Dello Strologo, di questa folgorazione sulla via di Damasco del centrodestra e nell’intervista cerca di comunicare, usando una parola che ben si presta alle strumentalizzazioni del periodo, questo suo stupore, che è un po’ lo stupore di molti all’interno dei movimenti per i diritti Lgbt+. Così parte il fuoco di fila.

«Un vergognoso attacco svilente della figura di donna, della sua persona e di ciò che rappresenta la nostra Monica (Monica Incerti, candidata, appunto, in Vince Genova e definita nel comunicato stampa n. d. r.) – scrive in una nota il coordinatore della lista Genova Domani Cristiano di Pino -. Definire “figurina” una persona che vuole mettersi a servizio della propria città è quanto di più irriguardoso si possa dichiarare. Una triste caduta di stile da parte del candidato che si definisce progressista. Un’offesa alla donna, ai suoi ideali, alla sua persona. Pensiamo davvero che Genova possa finire in mano ad un sindaco che offende così una sua cittadina? Solidarietà a Monica da parte mia e di tutti i candidati di Genova Domani in consiglio comunale e nei municipi».

La nota della Lista Toti Liguria: «Nemmeno un’infelice battuta potrebbe giustificare l’affermazione di Dello Strologo. Quasi scontato accordare la nostra solidarietà agli attivisti Lgtb in appoggio al Sindaco Bucci: il candidato sindaco si è qualificato da solo, portando con sé quella visione di una sinistra falsamente votata al rispetto ed all’uguaglianza, che si riempie la bocca di frasi fatte, ma – fuori dagli schemi – dimostra la propria natura opportunista. Forse fa male perdere il sostegno di chi, fino a ieri, veniva sempre considerato di sinistra? Il mondo è diverso, in equilibrio, evoluto e la sinistra resta chiusa nella propria visione d’immobilismo, anche mentale».

Dello Strologo commenta: «Io rispondo con i fatti, non ci si può limitare a candidare le persone pensando di aver sistemato la propria coscienza, se davvero si vuole difendere i diritti delle persone Lgbt+ bisogna farlo tutti i giorni. Bisogna ricordarsi di tutte le persone, anche quando chiedono il patrocinio al Pride, bisogna ricordarsi quando chiedono attenzione per i loro diritti. L’esperienza passata dell’ultimo quinquennio mi dice che le promesse o le posizioni fasulle sono di altri. Sono coerente fin dall’inizio e ho sempre detto che tra le questioni fondamentali di cui ci si deve occupare, una è l’ambiente, ma l’altra è chiaramente l’identità di genere per la quale i nostri giovani soffrono, combattono, lottano ed è giusto stare con loro».

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