Si chiamava Alice Scagni la donna uccisa a coltellate ieri a Quinto. Fermato il fratello Alberto

È successo ieri sera in via Fabrizi. La donna, che aveva 34 anni e lascia, oltre al marito, un figlio piccolo, era uscita di casa col cane per la passeggiata della sera. Non è ancora stato chiarito se avesse un appuntamento col fratello o se questi le si sia parato davanti. I vicini di casa hanno sentito le urla e si sono affacciati. L’omicidio è avvenuto sotto i loro occhi. Il marito della donna è arrivato quando per Alice non c’era già più nulla da fare

Inutile l’intervento di medici e ambulanza inviati dal 118: Alice non è sopravvissuta alle 17 coltellate inferte al petto e all’addome. Il fratello è stato trovato poco distante, sulla spiaggia, dalla Polizia. Sul posto, ieri sera, le Volanti e la Squadra Mobile, che ora continua le indagini.

Sulle bacheche social Alberto scrive di cercare un lavoro. Pubblica vecchie buste paga e foto di aziende a cui nei mesi scorsi ha presentato il curriculum. Sulla bacheca Facebook della sorella, l’ultimo suo messaggio risale al 28 marzo scorso: «Mi mandi anche le altre foto del tuo matrimonio in cui ci sono io, che me ne hai mandata solo una, peraltro in cui ho gli occhi chiusi? Grazie sorellina» scrive l’uomo. La foto viene pubblicata sul suo account Instagram con questa didascalia: «Questa (in cui potete ammirare una donna che si sta per sposare e un mix tra un narcos, daredevil, ed un ubriaco) è l’unica foto del matrimonio di mia sorella che per adesso si è degnata di mandarmi. Forse perché nelle altre sono ancora più brutto? Non mi stupirebbe. Di essere più brutto. Ma dubito sia il motivo. E sono passati anni, peraltro». Alice si era sposata all’inizio del 2018.

Alberto, che ha 42 anni, ha anche pubblicato la ricevuta di un’azienda specializzata alla quale ha fatto effettuare una “bonifica” del suo appartamento di Sampierdarena, alla ricerca di cimici, cioè microfoni ambientali.

Sempre sulla bacheca social di Alice, ma anche sulla propria, Alberto pubblica messaggi critici nei confronti del padre e della madre (impiegata di banca prossima alla pensione), oltre che della sorella e di suo marito. Non risulta, però, che la famiglia abbia mai fatto mancare niente all’uomo che da tempo non lavorava più alla Sogegross dove, secondo la busta paga dell’aprile 2010 da lui stesso pubblicata sui social, aveva svolto mansioni di impiegato. Negli ultimi post della pagina Facebook il quarantaduenne dice di aver presentato il curriculum alla stessa aziende e ad altre imprese genovesi.

In altri post, alberto critica altre persone e scrive di cercare il numero di telefono di uno di questi.

In altri post si vedono una mazza e un coltello e il polso dell’uomo con un tratteggio con una tag inequivocabile: “#suicide” (suicidio in inglese).

La foto in copertina, in cui Alberto è vicino ad Alice nel giorno del matrimonio della donna, è stata ripubblicata dall’uomo recentemente su Instragram

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