Gazzarra crucioliana al 25 aprile, la condanna di Pd e totiani. Oggi manifestazione con la bandiera russa

Il Pd: «Sconcerto e disgusto per la strumentalizzazione». Toti per Bucci: «Fischi alla guerra di Liberazione: eppure credevamo di aver visto tutto» Ora la contestazione dei movimento che sostengono Crucioli si è spostata in largo Pertini. Tra i vessilli di partito sventola una bandiera russa. i manifestanti hanno dato origine a un corteo che sta bloccando la circolazione

«Abbiamo assistito con sconcerto e disgusto questa mattina alla strumentalizzazione del 25 aprile da parte di una lista che si presenterà alle prossime elezioni comunali, che non ha pensato nulla di meglio che inscenare azioni di disturbo alla commemorazione ufficiale della Festa della Liberazione in Piazza Matteotti – dichiarano, in una nota, Simone D’Angelo, segretario Pd Genova e Alessandro Terrile, capogruppo Pp Comune di Genova.- Utilizzare i megafoni sotto il podio per tentare di coprire o interrompere l’orazione del 25 aprile non ha nulla a che fare con la democrazia né con il legittimo esercizio del diritto di protesta, e fa tornare alla memoria i tempi bui che proprio la lotta di liberazione ci ha consentito di superare. Ognuno fa campagna elettorale come ritiene. Saranno gli elettori a giudicare. Chi oggi era in piazza Matteotti ha avuto modo di formarsi un giudizio sulle modalità scelte del candidato Crucioli. Resta l’amarezza per una gestione della piazza da parte delle forze dell’ordine non all’altezza della città e dell’occasione. Non solo perché in altri episodi abbiamo assistito a maggiore solerzia nell’intervento, ma soprattutto perché quanto accaduto oggi crea un grave precedente. Tutte le Istituzioni e tutte le forze politiche, al di là dello schieramento, dovrebbero difendere il 25 aprile. Noi continuiamo e continueremo a farlo».

«I fischi e le contestazioni alla commemorazione del 25 aprile non hanno bisogno di commenti – dicono ala lista “Toti con Bucci” in una nota, commentando i fischi della lista di Crucioli alle parole di Giovanni Maria Flick che richiamano l’Italia, Repubblica fondata sull’antifascismo.
«Una Nazione che basa la sua costituzione su antifascismo non può decidere chi ha diritto o meno di difendersi – dicono alla Lista -. E così pure l’intolleranza e lo squadrismo politico sono alla base delle contestazioni agli altri oratori, a partire dal sindaco di Genova Marco Bucci e dal presidente della Regione Giovanni Toti. Fischiare e contestare per dire “no” all’invio di armi ai resistenti ucraini è come fischiare e contestare i partigiani italiani del 1945. È come fischiare e contestare la guerra di Liberazione. Sì, una guerra, una guerra fatta con le armi e con l’aiuto di chi, per fortuna, non ragionava come chi oggi in piazza ha offeso il 25 aprile».

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