25 Aprile, due giorni di visite alla Casa dello Studente, museo della Resistenza Europea

Dopo due anni di pandemia tornano puntualmente, il 24 e 25 aprile, le visite guidate alle celle e al Sotterraneo dei Tormenti alla Casa dello studente di Corso Gastaldi sede, tra l’ottobre del 1943 e l’aprile del 1945, del comando delle famigerate SS naziste, luogo di atroci torture e attualmente Museo della Resistenza europea

Infatti ad accogliere i visitatori, soprattutto giovani studenti accompagnati dai loro professori, è proprio una mostra antologica, promossa dal Centro di Documentazione Logos e dall’ANPI con il patrocinio di ALISEO, tratta dalle “Lettere di condannati a morte della Resistenza europea”. Le lettere sono gli estremi messaggi di oltre 300 caduti di 16 paesi europei: un ultimo saluto alle persone care, alle mamme, al compagno o alla compagna, ai figli. Colpisce che nella loro maggioranza siano cariche di speranze, esprimano una grande vitalità e spronino a continuare la lotta per una società migliore.

Quest’anno sono state diverse centinaia gli studenti dal Deledda al Calvino, al Doria al Bergese sino al Gobetti a partecipare a queste iniziative.

Dopo le visite al Sotterraneo dei Tormenti hanno avuto seguito una serie di incontri tematici: “Internazionalismo e Resistenza europea” a cura di Emiliano Luisi, Centro di documentazione Logos, “La Resistenza europea” di Erica La Barbera, docente Istituto Bergese, “Il ruolo dei lavoratori nella Resistenza” di Massimo Bisca presidente ANPI Genova, “La scelte dei docenti universitari che si opposero al fascismo” di Marco Martin docente del Liceo Colombo, “La Benedicta” di Michele Dellaria, Associazione Memoria della Benedicta.

Non poteva mancare una conferenza di Giordano Bruschi su “Giacomo Buranello e i valori della Resistenza”. In quella giornata erano presenti anche una decina di giovani lavoratori della Sassonia, venuti a Genova tramite il sito Gedenkorte-europa che ha inserito la Casa dello studente come tappa obbligata tra i percorsi della Resistenza europea. I giovani hanno così incontrato casualmente Giordano Bruschi che li ha intrattenuti sul suo viaggio in Germania, sulla guerra imperialista, sull’antifascismo e altro ancora: questi giovani porteranno in Germania il ricordo di un Museo dedicato ad un antifascista tedesco, ma anche del vulcanico partigiano Giotto.

Nelle giornate di domenica 24 e lunedì 25 aprile il Museo sarà aperto all’intera cittadinanza ininterrottamente dalle ore 11 alle 18 senza bisogno di prenotazione.

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