Regina Pacis, il presidente del Municipio risponde all’assessore: «Lavori? Annunciati sì, ma da 3 anni»

La tappa a Staglieno, nell’ex edificio religioso ormai comunale in rovina da 7 anni, del candidato sindaco di centrosinistra Ariel Dello Strologo aveva suscitato la reazione di Pietro Piciocchi che aveva dichiarato in una nota che i lavori sarebbero partiti entro questo mese e che il Municipio ne fosse a conoscenza. Ora il presidente della Media Valbisagno Roberto D’Avolio chiarisce: «Nessuna nota ufficiale arrivata da Tursi, verbalmente è stato annunciato ai nostri uffici da un funzionario dell’assessorato a seguito di una nostra nota ufficiale del marzo scorso, ma era già successo l’anno precedente e quello ancora prima. Sul posto non ci sono cartelli di avvio dei lavori»

Il problema non è tanto l’edificio, che, abbandonato da 7 anni, sta ovviamente degradandosi, ma dalla collina che sta a monte, che rischia di franare. Per questo la Regina Pacis ha perso l’abitabilità. I terreni sono di proprietà privata. La soluzione individuata non è il consolidamento in danno dei proprietari, ma la costruzione di un muro in territorio comunale. Muro che da anni resta solo ipotesi. Solitamente Roberto D’Avolio non è incline alla polemica per la polemica. Ma stavolta desidera chiarire come stanno le cose dal suo osservatorio municipale. Nessun documento ufficiale, spiega, è giunto al Municipio dall’assessorato ai Lavori pubblici. Vero è che, a seguito di una nota ufficiale di piazza dell’Olmo, inviata in via Garibaldi nel marzo scorso, c’è stata una telefonata tra uffici, quelli dell’assessorato e quelli della Media Valbisagno. Telefonata che non può essere considerata comunicazione, anche alla luce del fatto che analogo avviso era arrivato due volte negli anni precedenti senza che mai fossero, in realtà, partiti i lavori. Vero che l’abitabilità alla ex Regina Pacis è stata tolta per il pericolo di frana durante la Giunta Doria (un paio di anni prima del “cambio di gestione” a Tursi), vero è anche che dalla fine della giunta Doria sono passati 5 anni. E che la Regina Pacis, uno spazio prezioso e centrale che prima veniva in prevalenza dedicato all’associazionismo locale e a servizi per il quartiere, resta chiusa. Lo scorso anno ci furono dei transennamenti e una pulitura dell’area, anche perché la zona sottostante l’edificio era diventata ricovero di senza fissa dimora con le immaginabili conseguenze igienicosanitarie, ma i lavori non sono mai cominciati. Questo racconta D’Avolio, per il quale la “questione Regina Pacis” è tutt’altro che risolta.

«Non c’è stato alcun intervento né risposta formale negli ultimi 5 anni da parte del Comune – precisa il presidente del Municipio -. Il recupero dell’ex Regina Pacis non può più aspettare. Il Municipio ha proposto innumerevoli soluzioni per riassegnare la struttura. Avremmo potuto ospitare l’Archivio storico del Galliera, laboratori creativi per la scuola Cantore e offrire spazi per le nostre Vespertine, insomma, avremmo fatto rivivere la struttura. Invece è dal 2019 che il cantiere viene rinviato. A partire dal 2019 c’è sempre stato comunicato informalmente l’inizio imminente dei lavori per la realizzazione del muro necessario, a detta dei tecnici, per acquisire l’agibilità del plesso. Durante la pandemia abbiamo sollecitato la realizzazione del manufatto per ospitare alcune classi della Cantore in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria ma anche in quella occasione i lavori furono procrastinati. Ad oggi, nonostante la recente nota del 23 marzo scorso al Sindaco di Genova dove il Municipio sollecitava l’inizio del cantiere per ospitare le scuole Vespertine attualmente senza sede, non abbiamo ottenuto nessuna risposta alle nostre richieste. Il Municipio che rappresento non ha mai usato toni polemici ed è sempre stato propositivo offrendo buone progettualità rispetto il recupero della struttura. Pensiamo che sia veramente un peccato non investire su questi meravigliosi spazi che da troppo tempo sono terra di nessuno e meritano di essere rilanciati a favore del quartiere. Probabilmente le risorse per l’installazione delle recenti bandiere in Valbisagno avrebbero coperto i costi di questo primo importante tassello necessario per il recupero dell’immobile. Ci aspettiamo nei prossimi mesi un progetto di riqualificazione da inserire nel piano triennale dei lavori pubblici». Pare, insomma, che nel piano triennale dei lavori pubblici del Comune della Regina Pacis nessuno abbia trovato traccia.

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