Cep, la rivolta dei residenti: «Arte non fa nulla per evitare l’occupazione abusiva delle case»

Oggi un altro appartamento occupato. Lettera aperta di un residente a nome di tutti. Racconta che ieri i tentativi di intrusione nelle case non affittate sono stati 3. Stamattina sono cominciate le passeggiate per il quartiere dei residenti per individuare i tentativi di accesso e segnalarli alle forze dell’ordine. Il problema: le case non riassegnate e lasciate alla mercé degli abusivi

A parlare a nomi di tutti è Alfonso Leandri residente in via Novella: «È dal 1984 che denunciamo la cattiva gestione da parte di Arte come amministratore del patrimonio immobiliare pubblico. Quando gestiva direttamente il Comune le cose andavano molto meglio. Quando è arrivata Arte non è stato che disagio e degrado a causa del mancato controllo sugli alloggi». Succede che a volte i precedenti inquilini lascino la casa danneggiata: «Recentemente un nuovo assegnatario non ha potuto allacciare il gas perché quando sono arrivati i tecnici Iren per farlo si sono accorti che c’era una grossa perdita da un tubo – racconta Leandri -. Nessuno controlla in che stato vengono lasciate le case che spesso si trovano devastate e restano in attesa di ristrutturazione». Nel frattempo vengono occupate da chi cerca una casa a costo zero e non ha paura di una denuncia per invasione di edifici e le occupazioni continuano per anni perché, spiegano i residenti del Cep, nessuno sembra voler metter mano alle ristrutturazioni. Quando gli abitanti abusivi vengono cacciati e denunciati, la porta viene chiusa, magari murata o coperta con una lastra di metallo: misure che però durano ben poco: arriva ben presto un altro occupante abusivo. Solo nella giornata di domenica sono stati tentati due accessi al civico n° 8 e uno al civico n° 25 interno 1. Oggi l’accesso a uno degli appartamenti è riuscito.

«I residenti di via Novella, quelli regolari, chiedono un intervento sia del Comune sia della Regione: devono intervenire per mettere fine ad una situazione diventata insostenibile e dannosa sia sotto il profilo della sicurezza sia per gli incassi di Arte che non riceve le pigioni, non avendo assegnato gli alloggi. Poi, Arte lamenta di non avere più fondi per soddisfare le nostre richieste di ristrutturazione e affidamento delle case abbandonate. Afferma che i cassetti sono vuoti non ci sono fondi per fare una qualsiasi azione in merito». E il quartiere sprofonda nel degrado.

Stamattina i cittadini hanno cominciato a fare passeggiate per intercettare gli occupanti abusivi mentre tentano di entrare nelle case e segnalare alle forze dell’ordine. Nonostante questo, una delle intrusioni è riuscita. Questo comporterà nuove spese per l’Amministrazione comunale, che dovrà mandare la Polizia locale a effettuare gli sgomberi e gli operai a chiudere gli appartamenti. Le chiusure, però, sono destinate a durare solo qualche giorno e a volte solo qualche ora. E si ritorna a usare denaro pubblico per gli sgomberi degli stessi appartamenti già più volte sgomberati.

Questa storia va avanti da anni. L’unico modo per farla terminare è quello di riassegnare velocemente le case, ma questo non avviene.

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