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Dia: «Il centro storico di Genova piazza privilegiata per la criminalità legata agli stupefacenti»

La relazione nazionale della Direzione investigativa antimafia: la “locale” di Genova ha anche il ruolo di Camera di controllo regionale al cui vertice si collocherebbe la famiglia Gangemi con la funzione di raccordo tra il crimine reggino e le unità periferiche liguri. Invece, «Il centro storico del capoluogo genovese appare sempre più colonizzato da bande di irregolari e rappresenta una piazza privilegiata per le attività illecite per lo più nel settore degli stupefacenti. Le nazionalità più coinvolte nella gestione dei relativi traffici sono quelle marocchina, senegalese, ecuadoriana e gambiana. Il lucroso settore del narcotraffico internazionale è appannaggio anche di altre organizzazioni criminali transnazionali sebbene di matrice non mafiosa. Si tratta in particolare di gang straniere principalmente di origine africana, sudamericana (ecuadoriane nel genovese) o dell’est Europa attive in tutte le province liguri, ma anch’esse particolarmente vivaci nel centro storico di Genova»

La relazione più recente della Direzione investigativa antimafia è quella del primo semestre 2021, recentemente pubblicata. «Come già avvenuto nel 2020 – si legge – il panorama criminale ligure nel semestre è stato caratterizzato principalmente dal traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nonostante le misure di contenimento adottate per far fronte all’emergenza da COVID-19 abbiano determinato oltre al contenimento della mobilità delle persone anche un rallentamento globale delle transazioni commerciali nelle aree portuali della Regione (Genova, La Spezia e Vado Ligure45) che rappresentano snodi cruciali per i traffici illeciti. Il dato viene evidenziato dalla Relazione Annuale “DCSA 2021” della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga pubblicata il 18 giugno 2021 che nel sottolineare un decremento delle attività illecite rispetto all’anno precedente evidenzia la conclusione di 822 operazioni antidroga il 59,85% delle quali hanno riguardato la piazza di Genova».

Sulle nostre autostrade il via vai degli stupefacenti

Analoghe considerazioni valgono per quanto attiene alla frontiera terrestre di Ventimiglia (IM) da sempre transito di corrieri provenienti dal nord Africa. Questi muovendosi lungo la direttrice terrestre Spagna-Francia-Italia tentano di importare attraverso quel valico autostradale grandi quantità di hashish e marijuana principalmente coltivate nel nord del Marocco. Proprio in tale passante nel periodo di riferimento è stato sequestrato il 99,38% del totale di hashish ed il 44,73% del totale di marijuana intercettati su base nazionale.

«Al riguardo – si legge sulla relazione – pare oramai assodato il coinvolgimento delle consorterie ‘ndranghetiste radicate sul territorio. Da anni infatti esse sono in grado di avvalersi di basi logistiche liguri per l’importazione di cocaina. In proposito si ricordano gli esiti dell’operazione “Molo 13”48 conclusa dalla Guardia di finanza il 15 aprile 2021 con la quale è stato evidenziato il coinvolgimento della cosca GALLACE di Guardavalle (CZ) e delle sue ramificazioni presenti in diverse regioni tra cui la Liguria nel traffico di cocaina dalla Colombia, dal Brasile e dal Costarica. Per le organizzazioni criminali più strutturate infatti la Regione ha costituito sin dagli anni ’50 una forte attrattiva per il florido tessuto economico essendo tra l’altro un crocevia strategico tra Versilia, Costa Azzurra, regioni del nord Italia e nord Europa. A ciò si aggiungano anche i facili collegamenti verso altri continenti grazie ai citati scali portuali. Se in un primo tempo l’infiltrazione dei clan mediante la strategia di “mimetizzazione” ha reso difficile acquisire la necessaria consapevolezza del pericolo da parte delle Istituzioni e della collettività, oggi la presenza criminale delle mafie in Regione rappresenta un dato consolidato anche sul piano giudiziario. E infatti le numerose inchieste concluse nel tempo talune sostenute anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia hanno fatto emergere la presenza di una struttura criminale ‘ndranghetista denominata Liguria alla quale fanno riferimento altre unità periferiche e locali che seppur strettamente collegati al Crimine reggino sono comunque dotati di autonomia strategico-operativa e dislocate a Genova, Lavagna (GE) e Ventimiglia (IM). È stata inoltre riconosciuta giudiziariamente la presenza di un ulteriore rilevante insediamento operativo del genere a Bordighera (IM)».

A Genova il “cervello” dei sodalizi criminali calabresi, infiltrati anche nell’economia legale

«Alcune ricostruzioni investigative hanno fatto emergere in capo al locale di Genova anche il ruolo di Camera di controllo regionale al cui vertice si collocherebbe la famiglia Gangemi con la funzione di raccordo tra il Crimine reggino e le unità periferiche liguri – spiegano alla Dia -. Il locale di Ventimiglia invece svolgerebbe la funzione di Camera di passaggio deputata a garantire una “continuità” operativa e strategica con le analoghe strutture ultra nazionali presenti in Costa Azzurra (Francia). Queste ultime consentono ai sodalizi criminali calabresi di infiltrare i settori più redditizi dell’economia legale per il reinvestimento delle risorse di provenienza illecita con il modus tipico delle cosche che operano fuori dai territori di origine. L’operatività delle strutture insistenti nel levante genovese ha ricevuto nel mese di aprile 2021 definitiva conferma nel semestre grazie all’intervento della Corte di Cassazione che ha reso definitive le condanne per associazione di tipo mafioso comminate nell’ambito del procedi- mento penale “I Conti di Lavagna” (2016) ai componenti del gruppo NUCERA-RODÀ in qualità di partecipi al “locale di Lavagna”. Quest’ultimo riconoscimento giudiziario è tra l’altro in linea con l’originario impianto accusatorio dell’indagine “Maglio 3″ (2010) di cui “I Conti di Lavagna” rappresenta il conseguente sviluppo. In relazione agli altri macrofenomeni criminali e sebbene nel semestre non siano emerse evidenze riguardo alla presenza di organizzazioni strutturate e radicate sul territorio pregresse attività investigative hanno tuttavia documentato la presenza di singoli soggetti o di interi gruppi familiari ritenuti proiezioni extraregionali di camorra e di mafia siciliana attive sia nei mercati illegali, sia nei contesti leciti».

Le infiltrazioni negli appalti pubblici, nei trasporti e nel commercio all’ingrosso

Nell’ambito del monitoraggio delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici anche su impulso della DIA i Prefetti liguri hanno adottato alcuni provvedimenti interdittivi nei confronti di ditte operanti prevalentemente nel settore dei trasporti e del commercio all’ingrosso.

La criminalità straniera che si dedica allo spaccio non è di matrice mafiosa, ma a volte collabora con la mafia

«In linea di continuità con quanto segnalato nelle precedenti relazioni – si legge su quella attuale – il panorama criminale ligure si dimostra fortemente caratterizzato dall’operatività di sodalizi criminali stranieri principalmente costituiti da extracomunitari irregolari di origine africana, sudamericana e dell’Est Europa attivi in tutte le province. Il centro storico del capoluogo genovese tuttavia appare sempre più colonizzato da bande di irregolari e rappresenta una piazza privilegiata per le attività illecite per lo più nel settore degli stupefacenti. Le nazionalità più coinvolte nella gestione dei relativi traffici sono quelle marocchina, senegalese, ecuadoregna e gambiana come confermato dalla Relazione Annuale 2021 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Il lucroso settore del narcotraffico internazionale è appannaggio anche di altre organizzazioni criminali transnazionali sebbene di matrice non mafiosa. Si tratta in particolare di gang straniere principalmente di origine africana, sudamericana (segnatamente ecuadoriane nel genovese e dominicane nello spezzino) o dell’est Europa attive in tutte le province liguri, ma anch’esse particolarmente vivaci nel centro storico di Genova. Queste in particolare sfruttano la posizione strategica della Liguria per l’importazione di hashish e marijuana lungo la direttrice proveniente dal Marocco»

La Dia ricorda come «il 24 maggio 2021 sia stata eseguita una misura restrittiva nell’ambito dell’operazione “La Aurora” nei confronti di 9 soggetti provenienti dalla Repubblica Dominicana e dalla Colombia che importavano cocaina per via aerea lungo la tratta Medellin-Panama-Francoforte-Milano Linate fino al capoluogo ligure con l’ausilio di “ovulatrici” colombiane. Sebbene allo stato non risultino relazioni stabili e strutturate tra criminalità straniera e organizzata talvolta si riscontrano tuttavia forme di collaborazione sempre nel narcotraffico. Si segnala a tal proposito la conclusione da parte dei Carabinieri il 9 marzo 2021 dell’operazione “Ottobre Rosso” a carico di un gruppo criminale di etnia albanese. Quest’ultimo in concorso con un’altra consorteria composta da pugliesi anche vicini a contesti di Sacra Corona Unita brindisina aveva realizzato un ingente traffico di droga importata dall’Albania sulle coste pugliesi da smerciare poi sia in Italia, sia in altri paesi UE tra cui Francia e Germania. Altro settore d’interesse per la criminalità straniera è il favoreggiamento all’immigrazione clandestina anche in considerazione della posizione strategica delle Liguria da sempre territorio di transito di flussi migratori irregolari verso altri Paesi d’Europa»

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