Oggi a Genova Storia 

52° anniversario del naufragio della “London Valour”, ferita aperta a distanza di mezzo secolo

Sono passati cinquantadue da quel 9 aprile 1970, ma le testimonianze di chi ha vissuto con trepidazione quegli attimi, le note musicali del brano di Fabrizio De Andrè che vibrano tutt’oggi nei timpani e nei cuori dei genovesi, il ronzio dell’elicottero del Capitano dei vigili del fuoco Rinaldo Enrico ed il gorgoglio dei motori della motovedetta del Comandante della Guardia Costiera Giuseppe Telmon sono ancora impressi nella mente di chi all’epoca assistette con i propri occhi a quelle terribili scene. Quest’anno, per la prima volta, non ci risultano commemorazioni ufficiali: nessun avviso o convocazione è stata inviata alla stampa. La speranza è che si tratti solo di una svista comunicativa

In quel maledetto pomeriggio del 1970 Genova assistette ad una delle peggiori sciagure marinare della sua storia e all’eroismo di chi limitò le conseguenze, diventa possibile anche per chi al tempo non era neppure nato.

La nave della compagnia della London & Overseas Freighters è all’ancora al di là della diga Duca di Galliera quando, nel primo pomeriggio, con il vento che passa rapidamente da 28 a 45 nodi, le condizioni meteomarine peggiorano bruscamente.

Quattro delle cinque navi in rada in quel momento riescono a prendere il largo, ma la London Valour, non riuscendo ad avviare le macchine, inizia a scarrocciare pericolosamente verso la diga. Malgrado il mare in burrasca, le unità della Capitaneria di porto, dei Piloti, della Guardia di Finanza, degli Ormeggiatori e dei Rimorchiatori intervengono senza alcuna esitazione.

La nave impatta contro la diga spezzandosi in due, riversando il combustibile in mare che avvolge i naufraghi caduti in acqua rendendo ancora più difficoltoso il loro recupero.

I soccorritori non si danno tregua; il Comandante della CP233 della Capitaneria Giuseppe Telmon, il pilota Aldo Baffo della pilotina Teti e i loro equipaggi sfidano le onde, e persino il Capitano Enrico tenta l’impossibile dal cielo con il suo elicottero.

Al termine il bilancio è tremendo: 20 morti e 14 feriti.

Ma senza l’intervento di quei valorosi uomini, i quali salvarono ben 38 persone, il computo sarebbe stato peggiore, tanto da meritarsi le Medaglie al Valor di Marina e di Benemerenza Marinara.

Oggi la London Valour è su un fondale a una profondità di 2.600 metri, a 90 miglia dal porto, sul fondale.

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