Cronaca 

Avevano testimoniato il falso al processo per la morte di Martina Rossi, dovranno fare 280 ore di volontariato

I due ragazzi hanno scritto una lettera alla mamma e al papà di Martina in cui si dicono pentiti e spiegano di aver sbagliato per l’età e l’inesperienza. Faranno 280 ore di volontariato ciascuno (quando le avranno finite il reato sarà estinto) e verseranno 1.500 euro a testa a un’associazione che si occupa di assistenza alle donne che subiscono violenza

Federico Basetti ed Enrico D’Antonio, dicendo il falso, hanno depistato le indagini sulla morte della ventenne Martina Rossi, morta cadendo da un balcone del sesto piano di un hotel di Palma di Maiorca, dove era in vacanza con le amiche, nel tentativo di fuggire a violenza.

Si chiude, così anche questa pagina della tragedia in cui Martina ha perso la vita il 3 agosto 2011. Secondo la Cassazione, la ragazza è morta proprio fuggendo da Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi che avevano tentato di stuprarla. I due sono stati condannati a tre anni di reclusione per tentata violenza sessuale di gruppo. La Cassazione, nell’ottobre scorso, ha confermata la sentenza emessa il 28 aprile del 2021 dalla Corte d’Appello di Firenze al termine di un complicato percorso giudiziario, che aveva portato alla prescrizione dei reati di morte in conseguenza di altro reato e omissione di soccorso.

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