Progetto Superbarocco, Fs celebra le mostre a Roma e Genova con un viaggio del treno storico Arlecchino

l trenostorico Fs Arlecchino tra Roma e Genova per il Progetto Superbarocco. Un viaggio nella storia del trasporto ferroviario italiano, un capolavoro del #@design italiano tra gli anni ’50 e ’60, riportato al suo splendore dalla Fondazione Ferrovie Italiane. Viaggiate con noi nella cabina di pilotaggio e nei vagoni e ascoltare la voce di tutti coloro che hanno reso possibile questo salto nel passato, nei tempi della ripresa del dopoguerra, che indica la strada per la ripresa dopo lo stop imposto dal Covid. Un viaggio tra le bellezze italiane, stazione dopo stazione

L’elettrotreno Arlecchino è tornato a viaggiare sulle ferrovie Italiane, portando nuove opportunità al turismo ferroviario: gli ETR 250 erano parte di una famiglia di treni lussuosi – paragonabili alle Frecce di oggi – che si prestano a viaggi indietro nel tempo con alta qualità a bordo.

Questo modello di treno venne prodotto nel 1960 dalla Ernesto Breda a partire dal più conosciuto Settebello ETR 300, il rapido che collegava Roma e Milano: l’Arlecchino ne prende in prestito la foggia che richiamava quella degli aeroplani, la struttura e la livrea, ma conta solo 4 carrozze anziché 7, rendendolo più versatile e facile da mantenere.

L’inaugurazione avvenne a Roma il 23 luglio 1960 per le Olimpiadi, ma il primo viaggio fu da Bologna a Venezia.

Il design davvero curato, la disposizione delle sedute negli scompartimenti e i colori vivaci degli allestimenti – da cui il soprannome del treno – resero il viaggio su questo mezzo una vera e propria esperienza da vivere.

L’intervento di restauro

Dei quattro esemplari prodotti oggi rimane solo l’ETR 252 a Santhià, mentre gli altri furono smantellati alla fine degli anni ’90

Nel 2013 la Fondazione FS recuperò questo “superstite” e lo trasferì al Deposito Rotabili Storici di Pistoia dove venne stazionato, in attesa di reperire i fondi, ma ben protetto dal vandalismo.

Nel 2016 l’Arlecchino fu trasferito presso un’industria privata in Toscana dove iniziarono finalmente i lavori di restauro. Inizialmente questi hanno riguardato il ripristino meccanico del mezzo: smontando tutti gli arredi e lasciando solo le nude pareti delle carrozze, si è potuta risanare la struttura portante.

L’intervento non è stato però un semplice ripristino, ma anche un ammodernamento: chi viaggerà sull’Arlecchino troverà aria condizionata, un nuovo impianto di illuminazione, un bar di bordo aggiornato ma coerente con lo stile dell’epoca; anche in materia di sicurezza l’Arlecchino è aggiornato, perché monta il Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT) che consente di viaggiare su tutte le tratte ferroviarie mantenendo velocità elevate e alti standard di sicurezza.

Tutto l’allestimento è stato restaurato nella più totale fedeltà al modello, riproducendo anche quei colori vivaci che hanno reso famoso l’Arlecchino.

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