Confesercenti: «No a nuova grande distribuzione nell’area ex Mira Lanza». Garassino: «Sarà trasferimento»
Il presidente Spigno: «Così si drenano le attività già esistenti senza portare nuova ricchezza al quartiere». L’assessore al Patrimonio: «Abbiamo chiesto alla proprietà di non offrire lo spazio a un nuovo punto vendita, ma di rendersi disponibile a ospitare un trasferimento, senza così aumentare il numero dei supermercati»

«Apprendiamo che anche il progetto per il recupero dell’area dell’ex Mira Lanza, in Valpolcevera, prevede di destinare una parte importante alla grande distribuzione organizzata, come se Genova non ne fosse già satura, e come se ci fossero ancora nuove quote di mercato a cui attingere in una città che, invece, è in costante impoverimento ed inesorabile contrazione demografica», commenta Massimiliano Spigno, presidente di Confesercenti Genova, a proposito del via libera dato dalla giunta comunale al progetto urbanistico operativo per la trasformazione in polo polifunzionale dell’area compresa tra via Teglia e Rivarolo, dismessa da ormai oltre vent’anni.
L’assessore al Patrimonio Stefano Garassino, che ha curato la cessione dell’area abbandonata da decenni, spiega di aver «chiesto alla proprietà di non offrire lo spazio a un nuovo punto vendita, ma di rendersi disponibile a ospitare un trasferimento, senza così aumentare il numero dei supermercati». In sostanza, non ci sarebbe un supermercato in più, ma un punto vendita dovrebbe chiudere in altra zona per aprire lì.
«Amo sempre seguire un percorso sempre molto condiviso – aggiunge Garassino – per questo abbiamo avuto già diverse riunioni con il Municipio, le associazioni di categoria – Confcommercio e Confesercenti – e con i Civ della zona. Proprio per seguire un percorso condiviso, basato sui desiderata del quartiere, sono state prevista le presenze della Asl con il centro vaccinale, non solo Covid e della casa della salute e il trasferimento di licenzia di una media superficie di vendita per arrivare ad avere un sito dove ci sono attività e parte commerciale che abbiano il beneplacito di tutte le parti in causa. Andremo avanti a stretto contatto con le realtà del territorio. Certo, l’area ha una proprietà e non possiamo imporre niente, ma visto che c’è un ottimo rapporto e loro vanno nella direzione di essere graditi al quartiere sono convinto che anche questa richiesta sarà ascoltata»
«Da almeno dieci anni a questa parte – continua Spigno -, e forse anche di più, l’equilibrio tra grande distribuzione organizzata e piccolo commercio nella nostra città è stato completamente stravolto: per accorgersene è sufficiente fare un giro nei vari quartieri, ma sarebbe bello conoscere anche i dati in possesso della pubblica amministrazione, perché è impossibile che non si abbia percezione del fenomeno e si continui ad aprire supermercati da Ponente a Levante. Anche in questo caso, quanto proposto per l’ex Mira Lanza rischia di avere il solo effetto di drenare ulteriori attività dal quartiere, in un gioco a somma zero per il nostro tessuto economico: il potere d’acquisto delle famiglie non è certo cresciuto, anzi, e aprendo l’ennesimo supermercato non si aumentano i consumi, li si sposta solo da un luogo all’altro. Guardiamo cosa è successo, in tempi recenti, a Molassana, o cosa rischia di accadere in Corso Sardegna con il restyling del vecchio mercato ortofrutticolo; per non parlare della desertificazione commerciale provocata, a Sampierdarena, dalla Fiumara, che andrebbe presa ad esempio di riqualificazione urbana da evitare e, invece, sembra essere ancora il modello di riferimento degli amministratori di ogni colore politico».


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