Maestripieri (Cisl): «Modello Genova permanente, non solo nell’emergenza»

Il presidente della Regione Toti: «È una bella suggestione, ma soprattutto è quello che stiamo cercando di fare da molto tempo: trasformare in un modello di efficienza amministrativa, politica ed economica questa città e questa regione. In questo senso la sfida della Cisl va colta fino in fondo». Il segretario generale ligure, in odor di riconferma, al congresso ai Magazzini del Cotone: «Infrastrutture: l’urgenza è diventata emergenza. E la gronda è sparita dai radar. È a dir poco irresponsabile»

La proposta viene dal segretario generale Luca Maestripieri, che l’ha lanciata oggi al XIII congresso della Cisl della Liguria “Esserci per cambiare”, ai Magazzini del Cotone: «Dobbiamo fare un salto di qualità ed essere altrettanto capaci di scoprire il gusto di dispiegare la stessa unità di intenti e di azione, una sorta di “modello Genova permanente” da spendere anche nelle fasi di crescita e di nuove opportunità e non solo nelle fasi emergenziali». La “ricetta” è quella che ha permesso alla città di ricostruire il ponte dopo il crollo del Morandi e si è concretizzata nelle audizioni in parlamento a Roma, dove era sceso tutto il mondo economico, sociale e sindacale e poi nella gestione di tutte le fasi dell’emergenza: «Tutte le forze sane della città e della regione, le rappresentanze sociali ed economiche hanno dato esempio di unità con le nostre istituzioni e questo ci ha permesso di ottenere risorse e strumenti per una rapida costruzione del nuovo viadotto». Questa, secondo Maestripieri, può e deve diventare la via maestra per la ripartenza.

E, sempre per la ripartenza, bisogna affrontare, finalmente, un tema che è cavallo di battaglia da sempre del sindacato: le infrastrutture. «L’urgenza è diventata emergenza – ha detto Maestripieri, ricordando ancora una volta che la rete autostradale «sta dimostrando ogni giorno la sua inadeguatezza». Da qui, l’argomento-gronda: «Continuare a ritardare l’apertura dei cantieri sulla gronda, sparita di nuovo da tutti i radar, è a dir poco irresponsabile».

Presente al congresso anche il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra che ha parlato del “modello Genova” mettendo in luce quanto il senso di responsabilità, la competenza e la trasparenza che lo hanno contraddistinto siano il faro da seguire «a partire proprio dalla Liguria, che è un concentrato delle potenzialità e delle criticità del Paese: da un lato grandi poli portuali e produttivi, stelle manifatturiere come Fincantieri e Leonardo-Finmeccanica, eccellenze agroalimentari, energetiche dell’artigianato. Dall’altro ritardi infrastrutturali, dissesto idrogeologico, forti dualità tra zone deboli e forti, con migliaia di posti di lavoro andati in fumo da inizio pandemia. Per guadagnare sviluppo serve coesione. Obiettivo che non può fare a meno dell’utilizzo delle risorse del Pnrr».

«L’idea di un modello Genova e di un modello Liguria permanente è una bella suggestione, ma soprattutto è quello che stiamo cercando di fare da molto tempo: trasformare in un modello di efficienza amministrativa, politica ed economica questa città e questa regione. In questo senso la sfida della Cisl va colta fino in fondo» ha commentato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a margine del congresso.

«Il PNRR – ha aggiunto Toti – offre opportunità in un momento in cui le opportunità si sommano l’una all’altra: penso alla nuova programmazione dei fondi europei, alla revisione della sanità e alle grandi opere finanziate dal Governo, all’arrivo dell’alta capacità e dell’alta velocità ferroviaria insieme alla nuova Diga del porto di Genova, oltre appunto al PNRR. Questi però sono solo i prerequisiti: dobbiamo saper cambiare noi stessi, le teste e i cuori e le regole delle nostre dinamiche sociali per dare una spinta e maggiore produttività al Paese, e poter ripagare il debito accumulato durante la pandemia”.
“Siamo in un momento molto simile al grande boom economico che seguì la Seconda Guerra Mondiale. Dobbiamo essere all’altezza dei nostri genitori e dei nostri nonni, cogliere la sfida e saperla trasformare in un successo».

Sono 200 i delegati al congresso regionale della Cisl ligure. Rappresentano 18 federazioni e 119.500 iscritti. Oggi è stato eletto il consiglio generale composto da 80 persone che domani eleggerà a sua volta, oltre al segretario generale Cisl Liguria (Maestripieri sembra sulla via della riconferma), i componenti della segreteria regionale e i responsabili delle province.

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