L’Archivio Fotografico Leoni al Galata Museo del Mare di Genova

Nell’ambito di un progetto di valorizzazione e fruizione con l’Istituzione Mu.MA, grazie alla Fondazione Paolo Clerici e all’interessamento della Regione Liguria, è stato acquisito un patrimonio di oltre 3 milioni di immagini che raccontano Genova dagli anni ‘30 ai ‘90 del secolo scorso

Questa mattina al Galata Museo del Mare è stato presentato il progetto di valorizzazione e fruizione dell’Archivio Fotografico Leoni, acquisito, studiato e messo a disposizione del pubblico dall’Istituzione Mu.MA. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla Fondazione Paolo Clerici e all’interessamento della Regione Liguria.

Si tratta di una straordinaria risorsa iconografica per la città di Genova e per la Liguria: sia per l’ampiezza dei temi trattati, quali eventi, costume, politica, sia per la tipologia e la consistenza del materiale.

L’archivio, che comprende oltre 3 milioni di immagini che coprono la quasi totalità del XX secolo, andando dal primo dopoguerra alla fine degli anni ’90, è stato trasferito al museo dove sarà collocato in un’area dedicata al secondo piano. L’Archivio Fotografico sarà fruibile al pubblico a partire da domani mercoledì 9 marzo, su prenotazione da effettuarsi scrivendo all’indirizzo e-mail archivioleoni@muma.genova.it

L’Archivio Leoni contiene temi “strategici” per l’Istituzione Mu.MA e i suoi musei: la navigazione, con transatlantici, navi mercantili e passeggeri; l’emigrazione; il porto di Genova, il suo lavoro e gli eventi nel XX secolo. Racconta inoltre l’evoluzione della città nel secolo scorso, con argomenti di grande interesse per il nascente Museo della Storia della Città di Genova, quali la politica, gli anni della guerra e la ricostruzione, il boom economico, gli anni di piombo.

Non mancano inoltre elementi di costume e società, come i grandi personaggi internazionali in visita a Genova e in Liguria: tra questi, celebrità come Frank Sinatra, Ava Gardner, Liz Taylor, Rex Harrison, Totò, Stanlio e Ollio ma anche Aristotele Onassis, Winston Churchill, Ernest Hemingway e molti altri.

Parte fondamentale del progetto la digitalizzazione dell’Archivio: grazie all’acquisizione e l’archiviazione di tutto il repertorio conservato è stato possibile renderlo accessibile anche online: sono infatti previste postazioni di lavoro attrezzate per consultazione e studio, allestite grazie al contributo di Regione Liguria.

Il progetto scientifico di valorizzazione e di fruizione, che prevede la tutela, la conservazione e la consultazione del materiale, è a cura dell’Istituzione Mu.MA in collaborazione con l’Archivio Storico del Comune e il DOCSAI – Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte e l’Immagine di Genova.

Al progetto parteciperanno anche gli Eredi Leoni, che collaboreranno a digitalizzazione e archiviazione del materiale.

L’ARCHIVIO FOTOGRAFICO LEONI

Francesco Leoni (Genova 1925 – 2000) è stato uno dei maggiori esponenti della fotografia giornalistica degli anni ‘50 e ‘60. Ha immortalato la Genova devastata dalla guerra, martoriata dai bombardamenti delle forze alleate ed è stato testimone della difficile ripresa nel dopoguerra. È stato presente a scontri in piazza e a grandi eventi politici. Ha avuto modo di documentare i grandi cambiamenti politici e di costume del boom economico e di fotografare grandi personaggi dell’epoca che al tempo scendevano dai transatlantici di scalo a Genova, testimoniando il passaggio di registi, attori, scrittori e politici.

Il prezioso materiale acquisito è frutto del lavoro del fotoreporter Francesco Leoni e di altri fotografi che con lui collaborarono nel corso degli anni: un multi-archivio, che ha raccolto nel corso del tempo altri quattro archivi fotografici cittadini: Metra, Vivenzio Pagano, Castellò, Raffin.

Foto Archivio Francesco Leoni – Fondazione Paolo Clerici – Istituzione Mu.MA, Genova ©all rights riserved

I NUMERI

Leoni: 200 lastre in vetro, 3.000.000 negativi, 14.400 diapositive, 200 stampe vintage, 200 stampe su carta baritata, 1.500 scansioni, insieme ad agende, rubriche e schedari
Metra: 500.000 negativi dal 1936 al 1953
Vivenzio Pagano: 150.000 negativi dal 1951 al 1953
Castello: 90.000 1963 al 1973
Raffin: 120.000 negativi, anni ‘50/‘60

«Come Regione Liguria, non potevamo permettere che un patrimonio come quello rappresentato dall’archivio storico Leoni non fosse adeguatamente valorizzato, per questo con grande determinazione abbiamo fatto il possibile affinché fosse acquisito e diventasse parte del Mu.MA e del Galata Museo del Mare di Genova – spiega il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – In questo modo, grazie all’opera di digitalizzazione e valorizzazione che verrà portata avanti e alla collaborazione degli eredi, abbiamo ottenuto che una ricchezza non solo genovese ma italiana, potesse essere messa al servizio della città e della regione, per celebrarne il suo passato attraverso immagini uniche come quelle realizzate da Francesco Leoni, un fotografo che ha saputo immortalare il coraggio, la bellezza, l’innovazione, l’avventura e la grandezza della nostra terra, raccontando storie che non verranno perse e che ci forniscono la più ampia testimonianza dei 40 anni che dal dopoguerra arrivano fino al 1990. Quello di oggi è solo il primo passo a cui hanno contribuito le Istituzioni cittadine a cui ne seguiranno altri finalizzati a valorizzare pienamente l’Archivio Leoni per diffondere sempre di più la conoscenza del nostro territorio».

«Le immagini di questa raccolta – dice il sindaco di Genova Marco Bucci -, che raccontano la storia della nostra città, costituiscono uno straordinario patrimonio di arte, cultura e bellezza. Un’eredità da conservare e soprattutto da far conoscere a tutti, dagli addetti ai lavori ai semplici cittadini: oltre tre milioni di “scatti”, preziosa testimonianza dei tempi passati, che sanno essere più chiari ed eloquenti di mille parole. Grazie all’istituzione Mu.MA, alla Fondazione Paolo Clerici, a Regione Liguria e ovviamente alla famiglia Leoni per questo importante progetto di valorizzazione e fruizione dell’archivio fotografico di Francesco Leoni»

«Siamo felici di collaborare anche in questa occasione con l’Istituzione Mu.MA di Genova, continuando il percorso già iniziato con la realizzazione dell’esposizione “Navigare nell’Arte” nella Sala Coeclerici e con il progetto di digitalizzazione del Galata Museo del Mare – commenta Paolo Clerici, Presidente della Fondazione Paolo Clerici – L’Archivio Fotografico Leoni rappresenta un patrimonio prezioso, legato a Genova e alla sua storia, che la nostra Fondazione ha voluto preservare. Il progetto di valorizzazione permetterà di renderlo fruibile al pubblico nelle sale del museo e online, contribuendo alla promozione del valore del territorio».

«Grazie alla disponibilità della Regione Liguria e della Fondazione Paolo Clerici, commenta Nicoletta Viziano Presidente Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, un patrimonio fotografico storico per la città è stato salvato e messo a disposizione dei genovesi e turisti, prima che venisse dismesso per un’operazione commerciale che avrebbe portato l’Archivio Leoni fuori Genova».

«Mio fratello Andrea ed io – commentano Paola e Andrea Leoni, fotografi titolari Foto Studio Leoni e figli di Francesco Leoni – siamo felici di questa opportunità che ci è stata data dalla Fondazione Clerici e dal Mu.MA e con la collaborazione della Regione Liguria, di rendere l’archivio Leoni un bene culturale della città, visitabile e consultabile da chiunque lo desideri. L’Archivio raccoglie la storia di Genova del ‘900, immagini che raccontano la vita della città nei suoi aspetti più diversi. Questo archivio è anche uno strumento di studio per il passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale, un “luogo” in cui assaporare proprio la storia della fotografia e anche il modo di fare comunicazione come si è sviluppato nelle agenzie di stampa, nei grandi giornali e i “rotocalchi ” che hanno caratterizzato il Novecento. Infine, vorrei rivolgere un ringraziamento particolare a Nicolò Caffarena, che da profondo conoscitore dell’Archivio Leoni, ha sempre sostenuto che dovesse rimanere patrimonio della città operandosi generosamente per la sua genovesità».

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