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Il Comitato dei parenti delle vittime del Morandi: «Silenzio mediatico a livello nazionale sulle vicende del processo»

Una lettera aperta di Egle Possetti, presidente del comitato: «La nostra sensazione è che la gravità di quanto avvenuto sia largamente sottovalutata». E ancora: «Quello che francamente lascia stupefatti è che molti non diano il dovuto risalto all’evoluzione di questa vicenda che è una delle grandi vergogne nazionali, non vorremmo pensare alle voci di corridoio che sussurrano che questa “scarsa attenzione sia voluta”, non vogliamo crederci come cittadini italiani»

egle possetti

Una oggettiva sovraesposizione del tema nei mesi passati più legata ai risvolti emotivi della questione che a novità concrete sull’inchiesta e la “concorrenza” di temi mediaticamente forti come il Covid con tutti i suoi temi, dalle vaccinazioni ai no vax e no green pass, poi le tensioni internazionali tra Russia e Ucraina, l’aumento del costo di gas ed energia elettrica hanno ridotto lo spazio a cui i familiari delle vittime erano abituati. I meccanismi dell’informazione online sono ormai questi: l’interesse dei lettori si misura in click. Ad esempio, il tema della peste suina, un problema importante per nostra economia, è ormai di interesse minimo, quantomeno in Liguria. Ormai è questo quello che comanda la gerarchia delle notizie. I prossimi grandi spazi nazionali alla “questione”ponte Morandi” saranno, probabilmente, dedicati solo al momento della sentenza. Diversa è certamente la questione che riguarda i media genovesi: la città stessa ha contato parecchi morti, ci sono stati forti disagi per la città e continuano ad esserci sulle autostrade per il recupero della manutenzione non fatta in passato, c’è stata la costruzione del nuovo ponte, ci sarà la costruzione del parco sottostante e del memoriale in ricordo delle persone che hanno perso la vita. Ma sui media nazionali la richiesta di rinvio a giudizio dei pubblici ministeri per 59 persone, a partire dall’ex Ad di Aspi e Atlantia Giovanni Castellucci (che non è il rinvio a giudizio formale: oggi parleranno, ad esempio, gli avvocati degli indagati e solo dopo il giudice deciderà) ha avuto, secondo le famiglie delle persone che hanno perso la vita, poco spazio.

Lo hanno notato i parenti delle vittime che, a firma del presidente del Comitato, hanno scritto una lettera aperta sui social adombrando sospetti sul “silenzio”.

Ieri è finita la requisitoria dei PM al Procedimento per il crollo del Ponte Morandi, noi famigliari attendiamo con ansia che l’iter prosegua, gli elementi gravissimi emersi, documentati in modo eccellente dalldella Procura dovrebbero lasciare sbigottiti tutti i cittadini che per anni hanno rischiato la loro vita passando su queste infrastrutture, ma non solo.
Di tutto quanto sta emergendo in questa fase, a livello mediatico nazionale, pare essere calato il silenzio, ci sono elementi importanti ed incontrovertibili che sono emersi, che ovviamente dovranno passare il vaglio processuale, ma gettano fin d’ora una luce enorme sulla vicenda, questa luce probabilmente viene intercettata prevalentemente dagli organi di informazione locale, la nostra sensazione è che la gravità di quanto avvenuto sia largamente sottovalutata.

Quello che francamente lascia stupefatti è che molti non diano il dovuto risalto all’evoluzione di questa vicenda che è una delle grandi vergogne nazionali, non vorremmo pensare alle voci di corridoio che sussurrano che questa “scarsa attenzione sia voluta”, non vogliamo crederci come cittadini italiani.
Forse abbiamo annoiato noi parenti con le nostre storie tristi ed i media vogliamo dare un po’ di serenità a questa nazione, che già deve subire cotanta tristezza per la pandemia, può essere sia così, ma l’evoluzione della pura vicenda non può essere messa sotto traccia, non può essere nascosta, coloro che dovranno difendersi possono fare tutti gli equilibrismi come l’uomo ragno per cercare di attaccarsi ai vetri, ma la verità è un vulcano e quando uscirà in modo definitivo sarà inarrestabile e travolgerà anche tutti coloro che avranno contribuito a celarla od addomesticarla, per ora sono 59.

Noi siamo fiduciosi che questo allentamento di tensione sulla vicenda sia dovuto solo ad altre emergenze, speriamo però che tutti comprendano molto bene che questa battaglia è anche una lotta di civiltà per tutti, per l’equità, per la giustizia, per il cambiamento, non dimenticatevi.

Egle Possetti
Presidente Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi

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