Tradito dal borsone pieno d’oro: sul pullman gioielli per centomila euro sottratti a un’anziana

Il trentanovenne è stato intercettato dalla polizia stradale sull’autostrada A12 mentre cercava di lasciare la Liguria. Nella sacca nascondeva più di due chilogrammi di preziosi, tra anelli, collane, monete e un orologio di grande valore. È stato denunciato per ricettazione
Un borsone con oltre due chilogrammi di oro, pietre preziose e gioielli per un valore complessivo stimato intorno ai centomila euro. È quanto hanno trovato gli agenti della polizia stradale addosso a un uomo di 39 anni, fermato giovedì sera mentre viaggiava su un autobus diretto verso Napoli.
Il mezzo è stato intercettato lungo l’autostrada A12 da due pattuglie della polizia stradale della Spezia, una appartenente alla Sezione del capoluogo e l’altra alla Sottosezione di Brugnato. Gli agenti stavano cercando un uomo segnalato poco prima dalla Squadra mobile di Genova come possibile autore di una truffa compiuta nel primo pomeriggio ai danni di una persona anziana.

Durante il controllo è stata ispezionata una sacca in possesso del passeggero. Al suo interno sono comparsi anelli, bracciali, spille, collane d’oro, monete, pietre preziose e un orologio da uomo di ingente valore. Le caratteristiche degli oggetti sono risultate compatibili con quelle dei beni consegnati poche ore prima dalla vittima del raggiro.
Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato utilizzato il collaudato copione del “finto carabiniere”. La vittima viene contattata e convinta che un familiare sia rimasto coinvolto in un incidente o in un grave problema giudiziario. Chi telefona si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e, facendo leva sulla paura e sulla necessità di agire immediatamente, chiede denaro o gioielli per evitare conseguenze peggiori.
Gli investigatori genovesi, ricostruiti i movimenti successivi alla truffa, hanno ipotizzato che il sospettato avesse scelto l’autobus per allontanarsi rapidamente dalla città e confondersi tra gli altri passeggeri. L’informazione è stata quindi trasmessa alle pattuglie presenti lungo l’autostrada, che sono riuscite a fermare il mezzo prima che lasciasse la Liguria.
Il trentanovenne, un italiano, è stato accompagnato nella caserma della polizia stradale di Brugnato per gli accertamenti. Secondo quanto riferito dagli investigatori, avrebbe ammesso spontaneamente di essere l’esecutore materiale del raggiro per il quale erano scattate le ricerche. È stato denunciato in stato di libertà per ricettazione, mentre tutti i preziosi sono stati sequestrati in attesa della restituzione alla legittima proprietaria. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del procedimento.
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