Certificazioni 104 per le iscrizioni a scuola, la Asl mette il turbo: pronti ben prima dei termini di legge

Il problema dei ritardi è nazionale ed è, comprensibilmente, legato ai rallentamenti causati dal Covid. Il direttore generale Asl3 Luigi Carlo Bottaro: «Confrontandoci col Tribunale dei diritti del Malato, abbiamo capito la proporzione del problema che riguarda 30-40 famiglie. Velocizzeremo le pratiche grazie a un elenco che abbiamo chiesto oggi al Comune. In una settimana, massimo dieci giorni, il problema sarà risolto, ma se restassero casi non risolti entro la scadenza del termine delle iscrizioni, fissata nel 28 febbraio, promuoveremo la possibilità per le famiglie di autocertificarsi in attesa della conclusione della pratica». L’assessore Barbara Grosso: «Certi dell’esito positivo e risolutivo della problematica, la soluzione trovata potrà diventare buona pratica per tutti i bambini, alunni e studenti delle scuole cittadine comunali, statali e paritarie e diventare un modello per tutte le realtà territoriali italiane»

Il problema è relativo alle iscrizioni ai servizi educativi comunali 0-6 anni per l’anno scolastico 2022-2023. La normativa nazionale prevede che per tutte le scuole la condizione di persona con disabilità sia certificata dall’organismo sanitario. Le famiglie che devono procurarsi per la prima volta la relativa certificazione, indispensabile all’integrazione scolastica, hanno avuto in queste settimane, in tutta Italia, difficoltà ad effettuare le visite necessarie a seguito dell’emergenza sanitaria che ha rallentato le attività delle Asl e delle commissioni medico legali dell’INPS.

«Abbiamo il problema del Covid e mi dà persino fastidio dirlo – dice Luigi Carlo Bottaro, direttore generale della Asl3 -. È ovvio che abbiamo avuto in passato e tutt’ora abbiamo un quantitativo di personale affetto da patologia, la necessità di dedicarsi in maniera massiva alla risoluzione sia in ambito preventivo sia in ambito terapeutico. Tutti i servizi di tutte le Asl d’Italia hanno fatto quello che stiamo facendo noi. Detto questo, diciamo che la problematica dei tempi d’attesa sul riconoscimento delle invalidità, le “104”, oggettivamente, era piuttosto consistente. Devo dir la verità: mi sono sentito in questi giorni con la coordinatrice del Tribunale per i diritti del malato, Rita Hervatin, che vedrò anche il giorno 26 gennaio sulla problematica specifica delle iscrizioni dei bambini agli asili e ai nido dei pazienti disabili: voglio sempre capire la problematica fino in fondo e cercare di risolverla non solo per una volta, ma definitivamente. Una volta che ho capito il problema, mi sono interessato di capire se abbiamo ancora grossi tempi di attesa. Posso dire di no: non siamo ancora al “gold standard”, perché in queste cose il “gold standard” non c’è mai e c’è sempre un miglioramento continuo, però stiamo trattando tutta una serie di situazioni anche perché il riconoscimento della “104” non è documento tout court. Spesso ci sono anche interazione con famiglie perché possono mancare dei documenti. Nel fatto specifico, però, c’è il rischio che qualche famiglia non possa accedere. A questo punto ho approfondito il discorso. Mi sono messo nelle condizioni di sentire i vari interlocutori quindi il Comune, il Tribunale del Malato, il Difensore civico. Posso dire questo: esiste ancora una problematica di ritardi, ma stiamo parlando di una situazione che sta rientrando ampiamente all’interno di quei parametri che erano precedenti al Covid. Nonostante che siamo in piena quarta ondata, con i numeri che ci sono, siamo messi relativamente bene. Nel caso specifico, mi risulta che le famiglie con questo tipo di problematiche, detto dagli interlocutori con cui ho parlato, sono circa una trentina. Anche se fossero 40 o 50 cambierebbe di poco. Ho chiesto di poter reperire l’elenco delle famiglie che hanno questo tipo di problema in maniera tale da poter estrapolare dalle pratiche che stiamo trattando quelle relativa alle 30 o 40 o 50 famiglie per ulteriormente velocizzare la pratica e, quindi, consentire un’iscrizione a perfetta norma all’interno di quello che sono i tempi. Parlando con l’assessore comunale alla Scuola Barbara Grosso, a maggior tutela è verosimile pensare che nella riunione del 24 di dicembre che avremo col Comune alla quale parteciperemo io o il mio direttore sanitario, i “miei” della neuropsichiatria e della medicina legale, l’idea sarebbe quella, comunque, di poter eventualmente derogare, magari tramite un’autocertificazione o tramite un altro percorso che consenta che laddove situazioni non auspicabili, ma possibili – ho detto possibili, non probabili – il genitore non abbia comunque alcuna difficoltà a inserire il bambino nel percorso scolastico dedicato. Mi sembra che questo tipo di situazione che è stata messa in evidenza vada verso una soluzione certa. Da parte mia, mi sono impegnato insieme ai miei a risolvere il problema dei singoli, perché sulla grande problematica dei tempi d’attesa per il riconoscimento dell’invalidità, grazie all’impegno dei miei e all’enorme sforzo che sta facendo il dipartimento di Prevenzione diretto dalla dottoressa Tiberia Boccardo, all’interno del quale c’è la Medicina legale, stiamo portando a casa degli ottimi risultati».

«Questo problema (che riguarda la certificazione dell’invalidità dei bambini che devono iscriversi all’asilo nido e alla scuola materna n. d. r.) noi siamo in grado di risolverlo in pochissimo tempo – continua il direttore generale di Asl3 -. Le iscrizioni si sono aperte ieri e proseguiranno fino al 28 febbraio. A me se danno l’elenco delle 30-40 famiglie – e lo ho chiesti all’assessore Grosso – il tempo di chiamare ciascuna famiglia a casa e dire quali ulteriori documenti eventualmente mancanti mandare, in una settimana 10 giorni la questione sarà risolta, molto prima del 28 febbraio. Però, a maggior tutela, proporrò – e l’assessore Grosso mi ha già detto che è d’accordo, se per qualche caso ci fosse qualsivoglia problema, dove ci siano situazioni concluse entro i termini del 28, noi lasceremo una porta aperta al cittadino dicendo: fai un’autocertificazione che verrà ritenuta valida fino al completamento della pratica».

«La nostra direzione scuole,  insieme alla Asl, al fine di permettere a questi bambini di godere dei diritti per loro previsti – conferma l’assessore comunale alla scuola Barbara Grosso – ha convocato per i prossimi giorni un tavolo finalizzato a comprendere e a velocizzare le tempistiche nei casi in cui il sanitario di fiducia della famiglia abbia già avviato l’iter per il riconoscimento di persona con disabilità, vale a dire abbia già inoltrato la domanda all’INPS per la visita medico legale e non sia ancora stata formalizzata con un appuntamento. Certi dell’esito positivo e risolutivo della problematica, la soluzione trovata potrà diventare buona pratica per tutti i bambini, alunni e studenti delle scuole cittadine comunali, statali e paritarie e diventare un modello per tutte le realtà territoriali italiane».

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