Genovese ai domiciliari. È uno dei no green pass che hanno assaltato la sede della Cgil a Roma

L’uomo, pregiudicato per reati legati al tifo calcistico, ha collaborato a sfondare il portone della sede sindacale, dopo ha ripreso col cellulare quello che stava accadendo, scrive il gip, «con un senso di compiacimento». Ha partecipato di frequente anche alle manifestazioni che si tengono a Genova ogni sabato

Ha 53 anni, è disoccupato e senza fissa dimora. Ha già avuto guai con la giustizia a causa di reati legati alla tifoseria. Si chiama Andrea Savaia il genovese finito agli arresti domiciliari. La Digos di Genova lo ha riconosciuto nei filmati dei colleghi romani della Scientifica mentre partecipava attivamente agli scontri in piazza Brasile, quindi si accaniva contro il portone della Cgil ed entrava nella poi nell’edificio per filmare quanto accadeva. Infine ha anche presi a calci e pugni le forze dell’ordine accorse a “liberare” la sede del sindacato.
Determinante per il riconoscimento sono stati i tatuaggi che l’uomo ha su un braccio.

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