Era un medico in pensione con la demenza senile l’uomo morto stanotte sui binari

tunnel with rails

Una storia di solitudine e di malattia terminata con il decesso dell’ottantenne. Soffriva di una malattia che colpisce molti anziani, addirittura il 20% degli ultraottantenni. Allo stesso modo era morto, qualche settimana fa, il boss Totò Di Gangi, scarcerato proprio a causa del disturbo cognitivo

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Di Gangi era finito nelle Gallerie di Principe perché fatto scendere dal treno che lo stava riportando al sud perché senza covid pass. Necessariamente lo aveva (tutti i detenuti sono vaccinati), ma non ricordava di averlo, forse non lo aveva con sé e non aveva mai saputo di doverlo avere. Le demenze senili cancellano la memoria e le capacità cognitive.

Anche lui in una galleria ferroviaria, anche lui sui binari, questa volta tra Sturla e Quarto, è finito il medico ottantenne residente a Novi Ligure che ha perso la vita questa notte. Secondo le prime informazioni si escludeva che potesse essere stato travolto da un treno, ora, invece, informazioni più precise non escludono che sia stato investito da un convoglio, ma il suo corpo potrebbe anche essere stato colpito dal treno dopo un malore che avrebbe potuto far cadere l’uomo. Delle indagini si sta occupando la Polfer, coordinata dal Pm Fabrizio Givri.

L’anziano medico, a Novi Ligure, viveva da solo. Nessuno si è accorto della sua scomparsa da casa. Come sarebbe arrivato fino a Genova non si sa. Si dice che lo si vedesse vagare da qualche giorno nel levante genovese. Di certo assumeva farmaci contro la demenza senile che, tra le sue forme, vede anche l’Alzheimer.

La demenza senile è una malattia neurodegenerativa dell’encefalo, che colpisce le persone anziane e determina una riduzione graduale e irreversibile delle facoltà cognitive. Si stima che tra il 4 e il 6% delle persone con più di sessantacinque anni sia affetto da demenza. I casi riscontrati nelle persone più giovani sono estremamente rari. Nelle persone con più di ottant’anni di età, si ammala circa un soggetto su cinque. In Italia, le persone affette da demenza sono circa 1milione. Si stima che negli anni a venire, con l’aumento della popolazione anziana, il numero dei malati sia destinato a crescere.

Inizialmente la demenza senile provoca occasionali problemi di personalità, lievi problemi di memoria, linguaggio e ragionamento. Con l’evolversi della patologia si ha un peggioramento dei problemi di memoria e l’inizio del declino di una parte delle facoltà cognitive. Infine, allo stadio avanzato, si registra una perdita pressoché totale delle capacità cognitive, difficoltà di deglutizione, incapacità di riconoscere le persone care. Se una persona è sola rischia rischia di finire come il medico che stanotte ha finito la sua vita su un binario a 66 km da casa sua.

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