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Ok dell’Autorità Portuale al trasferimento di Carmagnani e Superba a Ponte Somalia

“No” a maggioranza della Commissione consultiva. Manifestazione davanti a Palazzo San Giorgio di comitati e partiti di opposizione in Comune e in Regione. Il Comitato di gestione (con due astenuti, Città metropolitana e Autorità marittima) ha dato mandato agli uffici dell’Authority di destinare 30 milioni di euro alla ricollocazione dei depositi chimici su Ponte Somalia e definire gli atti demaniali

Il Comitato di Gestione nella riunione odierna ha dato mandato agli uffici di destinare 30 milioni di euro del Programma Straordinario alla ricollocazione dei depositi chimici e di definire gli atti demaniali in accoglimento dell’istanza presentata da Superba S.r.l. per la ricollocazione degli stessi presso Ponte Somalia ribadendo la necessità della tenuta dei livelli occupazionali e dello sviluppo dei traffici.

Fra i componenti del Comitato due si sono astenuti (l’ammiraglio Sergio Liardo, rappresentante dell’Autorità marittima e Giorgio Carozzi, rappresentante della Città Metropolitana) mentre a favore hanno votato Cristoforo “Rino” Canavese (Comune di Savona) e Andrea La Mattina (regione Liguria).

La decisone del Comitato è stata presa a valle del parere sfavorevole espresso dalla Commissione Consultiva [dove 6 sono stati i voti contrari (terminalisti e organizzazioni sindacali), 3 i favorevoli (il presidente dell’AdSP, l’autotrasporto e gli armatori rappresentati da Assarmatori) e 2 gli astenuti (Confindustria e spedizionieri)] in considerazione dell’urgenza e della strategicità dell’intervento e previo respingimento delle due istanze concorrenti proposte da C. Steinweg-GMT e CSM, e da Silomar, Sampierdarena Olii e SAAR Depositi Portuali con la motivazione che la ricollocazione dei depositi chimici costituisce un obiettivo strategico imprescindibile e connotato da un più rilevante interesse pubblico rispetto alle predette soluzioni.

Nel dare mandato al Presidente di formalizzare l’accordo sostitutivo per la ridislocazione su ponte Somalia dei depositi chimici Superba/Carmagnani, il board di AdSP ha sottolineato che il suddetto accordo resta subordinato al via libera all’ATF da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Per quanto riguarda l’avanzamento delle opere del Programma straordinario, il Comitato di Gestione ha approvato l’integrazione alla convenzione sottoscritta il 17 luglio 2019 tra AdSP e Comune di Genova per il progetto di razionalizzazione ed ampliamento dell’area portuale industriale di Genova Sestri Ponente (P.2879). L’addendum recepisce la variazione al quadro finanziario relativo agli interventi per la realizzazione di una nuova calata ad uso cantieristico navale, con contestuale adeguamento idraulico del rio Molinassi, sulla base del maggiore fabbisogno emerso in fase di progettazione.

«Con il voto di ieri sera, il Comitato di Gestione di Autorità di Sistema Portuale assume una decisione incomprensibile, che rischia di pregiudicare lo sviluppo del porto di Genova anche rispetto agli investimenti stanziati per la nuova diga foranea – dicono al Pd di Genova e al gruppo del partito in consiglio comunale -. Una decisione che giunge nonostante la contrarietà espressa dalla Commissione Consultiva di questo pomeriggio, che ha bocciato la proposta con soli due voti favorevoli. Attendiamo di conoscere le ragioni per cui il Comitato ha deciso di disattendere il parere dei lavoratori e degli operatori portuali, su una vicenda così delicata, a seguito di un’istruttoria brevissima, non sostenuta dai precedenti studi di fattibilità e senza alcun confronto con la città. Le perplessità emerse nella Commissione consultiva, e in questi giorni espresse da Enac, dal Ministero delle Infrastrutture e dalla Capitaneria di Porto, pongono seri dubbi sulla fattibilità del trasferimento, e comunque mettono in guardia sul saldo occupazionale negativo che deriverà dall’operazione. Consideriamo politicamente molto significative le astensioni in Comitato di Gestione del componente nominato dal Comune di Genova e della Capitaneria di Porto, su cui incombe l’arduo compito di modificare le norme che regolano la navigazione nel bacino di Sampierdarena. Siamo di fronte ad una scelta che smentisce la pianificazione del porto pregiudicandone lo sviluppo, che rompe la pace sociale nel Porto di Genova, che tradisce gli impegni di Autorità Portuale nel rapporto con la città. Siamo convinti che grazie ai finanziamenti del Decreto Genova e del PNRR si possano trovare soluzioni migliori, da calata oli minerali alla nuova diga, che non interferiscano con le attività portuali esistenti e abbiano minore impatto sulla città. Il sindaco-commissario Maro Bucci e il presidente Paolo Emilio Signorini si assumono una responsabilità storica, e dovranno renderne conto alla città, alla comunità portuale, ai lavoratori e ai cittadini genovesi, a partire dal Consiglio Comunale straordinario di cui abbiamo richiesto l’immediata convocazione».

Il Comitato di Lungomare Canepa e i rappresentanti di alcuni partiti di opposizione, ieri, avevano manifestato davanti a Palazzo San Giorgio per chiedere al Comitato di non approvare il trasferimento.
La presidente del Comitato, Silvia Giardella, aveva lanciato un appello «ai decisori del nostro futuro». Aveva scritto: «A quella riunione parteciperanno padri, madri, figli, zii (e perché no? nonni!)… Nel decidere fate appello alla vostra coscienza… non esiste il rischio zero, lo sappiamo tutti. Non trasformiamo Genova ed il nostro porto in un enorme deposito chimico. Non snaturiamo la nostra Genova… Genova è molto di più… A quella riunione, voi decisori, pensate alle migliaia di persone con il fiato sospeso…alla preoccupazione di padri, madri, figli, zii e nonni!!!Perché inutile nasconderlo…la vostra scelta di oggi cambierà le nostre vite per sempre…non necessariamente in positivo!!!. Abbiate cura di noi!».

Contrari al trasferimento, oltre a Pd e Verdi, il M5S che si è messo a capo della protesta col presidente del municipio Centro Ovest Michele Colnaghi e ha organizzato ricorsi, una manifestazione e una raccolta firme. Esistono diversi ricorsi al Tar della Liguria da parte di altri terminalisti (per legittime questioni di interesse economico) comitati cittadini che si oppongono a questo progetto.

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