Il giorno più corto: oggi è il solstizio d’inverno. La luce a Genova durerà solo 8 ore e 51 minuti

stonehenge under nimbostratus clouds

Alle 16:58 (ora italiana) comincerà ufficialmente l’inverno nell’emisfero boreale (o settentrionale), il nostro. La buona notizia è che ora, verso il giorno più lungo, il 21 giugno 2022, sarà tutta discesa. Ecco perché oggi è il giorno più corto e le tradizioni legate al solstizio d’inverno

Il fenomeno del solstizio è determinato dall’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano di rivoluzione della Terra. nell’emisfero australe (o meridionale) si verificherà, invece, il solstizio d’estate e si registrerà la giornata più lunga. Non è vero, invece, che il solstizio d’inverno corrisponda al giorno in cui il tramonto e l’alba sono anticipati, oppure in cui il Sole è più vicino alla terra: sono solo credenze popolari oppure fenomeni non collegati al solstizio.

Di norma tutto ciò accade il 21 dicembre, che da calendario è il primo giorno d’inverno, ma a volte – come accaduto nel 2019 – la data può slittare o essere anticipata di un giorno. Nel 2021 tuttavia l’evento avverrà davvero il 21 dicembre, alle 16:58 per la precisione.

Oggi a Genova il sole è sorto alle 7:57 e tramonterà alle 16:48. Nella nostra città avremo più a luce che a Milano (dove è sorto alle 8:00 e tramonterà alle 16:43, per 8:43 minuti totali di luce), ma meno che a Palermo (dove è sorto alle 7:19 e tramonterà alle 16:50, per 9 ore e 31 minuti di luce). A Roma il sole è sorto alle 7:33 e tramonterà alle 16:41 (9 ore e 8 minuti di luce), a Napoli è sorto alle 7:23 e tramonterà alle 16:37 (9 ore e 14 minuti di luce).

CittàIl sole è sorto alleIl sole tramonterà alleOre di lucerispetto a Ge
Genova7:5716:488:51//
Milano8:0016:438:43– 8 minuti
Roma7:3316:419:08+ 17 minuti
Napoli7:2316:379:14+23 minuti
Palermo7:1916:509:31+40 minuti

Le aree più a nord-ovest d’Italia (come la Valle d’Aosta ed il Piemonte nord-occidentale) hanno tramonti più tardivi. Ad Aosta, nel giorno del solstizio d’estate, il sole tramonta alle 21:23, quindi più di un’ora dopo rispetto a Otranto, Crotone e Siracusa. Dal 21 marzo al 23 settembre, quando è l’emisfero nord a essere inclinato verso il Sole, nel corso di una rotazione terrestre un punto compie un tragitto nella metà illuminata tanto più lungo, rispetto a quello nella metà buia, quanto più si trova a nord. Perciò, in quei mesi, la giornata ha durata maggiore nel nord. In inverno quando il sole si porta a sud dell’equatore, nelle località più settentrionali del nostro emisfero, a parità di meridiano, il sole sorge dopo e tramonta prima che nelle località più meridionali. È questo il motivo per cui a Roma il sole sorge 24 minuti prima che a Genova e tramonta solo 7 minuti prima che a Genova.

In tutte le culture antiche il solstizio ha sempre avuto un significato particolare. Normalmente è stato fatto coincidere la nascita delle rispettive divinità, vittoriose sulle tenebre. Tutti conoscono il sito neolitico di Stonehenge dove ancora oggi in questa giornata si riuniscono i moderni druidi e i seguaci della loro religione.

Oltre che Stonehenge (in Gran Bretagna), in questa giornata si tenevano celebrazioni a Newgrange (in Irlanda), a Bohuslan (in Iran) e anche in Val Camonica (Lombardia).

Per gli antichi germani e per i celti, il solstizio corrispondeca alla “festa di Yule”, dedicata agli alberi sempreverdi avevano un significato particolare: la vita che resiste alle avversità della fredda stagione invernale. Anche i neopagani celebrano la festa di Yule (o Juul).

Nella Wicca, Yule è una delle feste minori degli otto Sabbat e viene festeggiata il 21 dicembre. In alcune tradizioni si commemora la morte dello Holly King (“Re Agrifoglio”) che simboleggia l’anno vecchio ed il sole al declino, per mano del suo successore, Oak King (“Re Quercia”), che simboleggia l’anno nuovo ed il sole che inizia la sua ascesa. In altre tradizioni si celebra la nascita del nuovo dio Sole bambino e si ricollega alle tradizioni latine. Il rituale tradizionale è una veglia celebrata dal tramonto all’alba successiva (la notte più lunga dell’anno) per assicurarsi che il sole sorga nuovamente.

Nella tradizione degli antichi romani il solstizio era la giornata del “Sol Invictus”, il Sole invincibile, vittorioso sulle tenebre. Proprio in questi giorni si celebravano i Saturnalia in cui ci si cambiavano regali, si graziavano i condannati e si abbonavano ammende. Collegata al culto di Mitra, quella del “Sol Invictus” era una festa di rinascita. Secondo alcune interpretazioni potrebbe essere l’origine pagana del Natale.

Nell’Antico Egitto si celebrava il dio Horus mentre nel Messico precolombiano per tradizione veniva alla luce il dio inca Inti e gli aztechi Huitzilopochtli e Bacab. In Grecia era il tempo del dio Bacco nonché di Ercole e Adone; i norreni festeggiavano il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya; in Azerbaigian veniva festeggiato Zaratustra; in Oriente il Buddha.

Dal 26 dicembre al 1º gennaio dell’anno successivo, negli Stati Uniti, si festeggia il Kwanzaa per onorare l’eredità africana nella cultura afro-americana. La festa è stata ideata nel 1966 da uno dei leader del movimento per i diritti degli afroamericani, Maulana Karenga.

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