Bus contro la violenza alle donne. Candia: «Non ci sono i centri antiviolenza». Ma sui mezzi c’è tutto l’elenco

«Mancano gli indirizzi dei centri antiviolenza e il riferimento alle donne» scrive Selena Candia (Lista Sansa) in una nota inviata ai media. Eppure indirizzi, numeri di telefono, email e siti internet ci sono, su cartelli a bordo dei bus. Peraltro sulla bacheca dell’assessore regionale alle pari opportunità Simona Ferro le foto con i cartelli ci sono da sabato scorso

Per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne in programma oggi Regione Liguria ha avviato una campagna, in collaborazione con le aziende di trasporto pubblico locali, per sensibilizzare tutti i viaggiatori dei bus urbani e extraurbani liguri. Un autobus, brandizzato con un bollino di colore rosso sui sedili e con lo slogan “Qui non c’è posto per la violenza” oggi è parcheggiato in ciascuna provincia: in piazza De Ferrari a Genova, in piazza Mentana (davanti al Teatro Civico) alla Spezia, in piazza Mameli a Savona, in largo Nannolo Piana a Imperia. In totale mezzi di trasporto brandizzati, già in circolazione dalla scorsa settimana, sono 10 extraurbani, 10 urbani e uno decorato integralmente a Genova, 6 ad Imperia, 8 a Savona e 6 alla Spezia. Sul posto erano presenti anche i Centri Antiviolenza regionali, che si impegnano quotidianamente per aiutare le donne vittime di violenza: in Liguria sono 10, a cui si rivolgono ogni anno più di 1.000 donne; nel 2020 sono stati 800 i casi presi in carico e per l’87% di questi è stato elaborato un percorso personalizzato. L’iniziativa era stata presentata dall’assessore alle Pari Opportunità Simona Ferro il 20 novembre, sabato scorso. L’assessore Ferro aveva postato le foto sulla propria bacheca Facebook, di facile consultazione anche per la minoranza.

Oggi l’affondo indignato della consigliera della Lista Sansa Selena Candia.

«Apprendiamo con stupore e rammarico che la campagna di comunicazione della Regione sui bus Amt di Genova, per denunciare la violenza sulle donne, si è dimenticata di pubblicizzare la cosa più importante: i riferimenti utili per trovare aiuto e conforto in caso di violenze subite – scrive Candia in una nota -. Sui bus “brandizzati” presentati oggi in piazza De Ferrari viene solo riportato il messaggio “Qui non c’è posto per la violenza”, senza specificare la violenza di genere sulle donne, e soprattutto senza dare i numeri di telefono, le mail e i profili social dei centri antiviolenza attivi sul territorio. L’unico riferimento è il 1522 al posto del numero di linea del bus. Ma questo è solo sul bus parcheggiato in piazza, non sui mezzi in circolazione, e poi non è specificato da nessuna parte che quello è il numero dei centri antiviolenza – denuncia Candia -. Pensiamo ad una ragazza vittima di violenza che utilizza il bus per andare a scuola: le sarà più utile leggere su alcuni sedili “Qui non c’è posto per la violenza” o magari trovare un riferimento Instagram a cui chiedere aiuto?».

I riferimenti, però, invece a bordo ci sono. Nomi dei centri, numero di telefono, indirizzi, mail, siti internet. Divisi – cartello per cartello – per provincia, anche. Quelli sotto sono quelli di Genova e zona circostante, ad esempio. E c’è anche il riferimento alla molestia. Questi cartelli, come si è detto diversificati per provincia, sono presenti in tutti i bus. Certamente tutte le informazioni non potevano essere scritte sulla copertura del bus, che è semplicemente un richiamo alla campagna.

Le foto sono quelle di sabato scorso, in cui la campagna è stata presentata. Il cartello è indicato chiaramente dalla stessa assessore Ferro

«Contrariamente a quanto riportato dalla consigliera della Lista Sansa Selena Candia si precisa che sugli autobus, brandizzati per sensibilizzare i cittadini sul tema della violenza sulle donne, sono presenti, incorniciati, ben visibili, affissi o appesi ai corrimano, i riferimenti dei centri antiviolenza attivi sui territori della provincia di riferimento, in cui si elencano nomi, indirizzi fisici, indirizzi email e sito web dei centri antiviolenza attivi sul territorio, oltre al numero Anti Violenza e Stalking 1522. Nel solo ambito del servizio urbano di Genova sono presenti 200 locandine su altrettanti autobus> recita una nota della Regione. «Spiace che su un tema così delicato si crei una polemica, peraltro falsa – spiega l’assessore alle Pari Opportunità Simona Ferro -, invece di lottare tutti insieme per contrastare un fenomeno sempre più dilagante. Questa giornata era un momento di sensibilizzazione comune senza colori politici ma qualcuno non ha saputo cogliere una grande l’opportunità e fa specie che a farlo sia stata proprio una donna, che evidentemente in questi giorni non è mai salita su un autobus brandizzato per verificare le sue affermazioni. Le donne hanno bisogno di aiuti immediati e non polemiche sterili, strumentali e che non corrispondono alla verità».

Non è nemmeno vero che non sia specificato che si tratti di violenza contro le donne. Infatti sulla skin del bus c’è scritto chiaramente: 25 novembre 2021. “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che compare su tutti i bus che hanno anche la skin laterale. Non tutti la hanno per la diversità dei modelli di bus che si prestano più o meno alla “decorazione”. I cartelli, però, sono su tutti i bus.

Il numero 1522, peraltro, è un servizio pubblico nazionale promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero, gratuito è attivo 24 h su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking. Per avere aiuto o anche solo un consiglio basta chiama il 1522. Il numero è gratuito anche dai cellulari.

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