Oggi la giornata dei gatti neri contro la superstizione: occasione per amare di più i felini e le persone intelligenti

black cat on blue textile

Più abbandonati degli altri, persino più frequentemente soggetti ad eutanasia decisa dal padrone, associati al demonio dal Medioevo a causa del colore del mantello e degli occhi gialli che brillano quando è quasi buio. Negli Usa il “National Black Cat Day” è il 27 ottobre (poco prima Halloween), in Italia il 17 ( il numero della sfortuna nella Smorfia) del mese di novembre, mese di morti. I gatti neri godono ancora nel 2021 di pessima quanto ingiustificata reputazione, ma per gli inglesi, invece, portano fortuna

La “Giornata del gatto nero”, lanciata in Italia dall’associazione animalista Aida&A ormai 15 anni fa, mira a cancellare tutti i falsi miti intorno a questo felino e al contempo a mettere alla berlina le superstizioni.

Sfortuna o fortuna?

I paesi in cui si crede che il gatto nero porti sfortuna sono tra gli altri, gli Stati Uniti, la Spagna e l’Italia, mentre in paesi come la Scozia, il Giappone e l’Inghilterra il gatto nero è simbolo di fortuna e si pensa che averne uno in casa garantisca prosperità. Nei paesi anglosassoni il gatto nero veniva addirittura tenuto sulle imbarcazioni per propiziare protezione in mare (e per mangiare i topi, che a bordo di un veliero non mancavano mai). In Germania se un gatto nero attraversa la strada da destra a sinistra in genere si pensa porti sfortuna; al contrario, da sinistra a destra, porterà fortuna. In Cina in tanti credono che i gatti neri siano portatori di fame e di povertà, mentre in Lettonia la nascita di gattini neri indica che ci sarà un buon raccolto. Tutte superstizioni, insomma, sia a favore sia contro.

Secondo diversi gruppi animalisti, i gatti neri sperimentano tassi più bassi di adozione e tassi più elevati di eutanasia rispetto ad altre razze di gatti.

L’origine della superstizione

Il perché dell’immeritata cattiva fama del gatto nero va ricercato nelle superstizioni che sono nate a partire dal Medioevo, è proprio da lì, che è partita questa sciocca diceria. All’epoca ci si spostava con le carrozze e poteva capitare che nelle strade buie, i cavalli venissero spaventati dagli occhi dei gatti neri o da un loro improvviso attraversamento.
I cavalli, imbizzarrendosi, creavano scompiglio tra i passeggeri, da qui la leggenda che i gatti neri fossero controllati direttamente dal demonio. Ma a ricamare la storia, nel 1200 ci fu anche Papa Gregorio IX che aveva ribattezzato il gatto nero come federe amico delle streghe, dando così il via libera ad una caccia spietata.
In generale, per tutto il Medioevo, il gatto nero viene considerato come un amico del demonio e diversi Papi ordinarono di bruciarli durante le feste popolari.
Ma perché il gatto nero veniva associato al diavolo? L’unica risposta possibile è: per ignoranza. Il colore nero era simbolo di lutto e i suoi occhi gialli e brillanti nella notte incutevano timore.
E ancora, altre leggende narrano che l’arrivo di un gatto nero portava con sé anche quello dei pirati, poiché questi felini viaggiavano spesso sulle navi per cacciare i topi dalla stiva.

Negli Usa, all’inizio del XVII secolo, quando gli europei occuparono la costa orientale del paese, mantennero un rigoroso sospetto di qualsiasi cosa fosse lontanamente legata ai pericoli della stregoneria. Il gatto nero è stato identificato come simbolo dei presunti mali e delle simpatie sataniche delle streghe e, di conseguenza, coloro che si trovavano ad ospitare gatti neri ricevevano dure punizioni: alcuni sarebbero anche stati condannati a morte.

Gli occhi dei gatti neri di solito sono gialli o di un colore molto simile all’ambra a causa dell’alta concentrazione di pigmento di melanina. Come dicevamo, al contrario di ciò che spesso si crede, il gatto nero ha un buon carattere: educato, fedele e soprattutto molto predisposto a socializzare. Tuttavia, la sua indole è quella di uno spirito libero, per cui appena può ama gironzolare da solo e rimanere per ore e ore a contatto con la natura. Secondo alcuni esperti del comportamento felino ci sono delle differenze tra gatto nero femmina e maschio. Le femmine sarebbero più irascibili, mentre i maschi più tranquilli e sornioni. Ma in generale, vengono considerati come dei felini leali e poco propensi all’aggressività verso i propri simili. Insomma, hanno una cattiva reputazione, ma al contrario sono dolci, prudenti e amano essere coccolati.

Gatti neri nella storia

Mentre nel Medioevo i gatti venivano perseguitati e uccisi, nell’antico Egitto, il gatto nero e i felini in generale, venivano adorati. Non a caso, la Dea Bastet viene rappresentata come un bellissimo gatto nero o una donna con una testa di gatto. Questa divinità era un simbolo positivo di armonia e felicità, protettrice della casa, custode delle donne incinte e capace di tenere lontani gli spiriti maligni. Nella mitologia egizia anche la sorella di Bastet, Sekhmet, è raffigurata con sembianze feline. Ma in generale, i gatti erano animali sacri e chi ne uccideva uno, era punito severamente. Simbolo delle forze del bene, grazie ai loro occhi luminosi, il gatto nero veniva preservato in tutto e per tutto. In caso di incendio ad esempio, non si poteva scappare senza aver salvato prima il gatto e se malauguratamente ne moriva uno, la famiglia teneva il lutto. Nell’antica Roma i gatti erano considerati dei portafortuna, per cui dopo la loro morte, era usanza bruciarli e poi spargerne le ceneri per augurarsi un buon raccolto. In tanti altri Paesi, avere un gatto nero a casa è simbolo di prosperità e buon auspicio.

Gatti neri da spettacolo

Nel 2016 Marvel produce il film “Black Panter” di Ryan Coogle. Immediatamente aumenta il numero delle adozioni presso i rifugi per animali.

Per esorcizzare forse la paura legata a una visione negativa del povero gatto nero, nel 1969 Franco Maresca, Armando Soncillo e Framario hanno composto una delle canzoni più famose della storia dello Zecchino d’Oro, cantata dal piccolo Vincenzo Pastorelli: “Volevo un gatto nero”, un simpatico ritornello che ci fa riflettere su quanto ingiustamente sia trattato questo felino.

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