Cronaca 

Detenuto psichiatrico violento aggredisce gli agenti penitenziari. In quattro finiscono al pronto soccorso

Per la Uilpa «L’eccezionale gravità dei fatti accaduti ieri al Piano terra della seconda sezione del Carcere Marassi di Genova , dove a rimetterci sono stati 4 poliziotti penitenziari, aggrediti e rimasti feriti con prognosi tra i 5 e i 7 giorni, quando un detenuto di origini nigeriane classe 1990, tradotto in data 30 ottobre scorso dal carcere di Torino a quello di Marassi per ordine e sicurezza, malato di mente e detenuto violento, ha messo allo scoperto le gravi deficienze organizzative e gestionali che da tempo affliggono la struttura»

«Dobbiamo denunciare l’assoluta assenza dell’Amministrazione penitenziaria che non ha assunto ancora nessuna tangibile e consequenziale misura, neanche preventiva, nessuna comunicazione al personale» A dichiararlo è Fabio Pagani, segretario regionale della Uilpa Penitenziari, che aggiunge: «Da mesi la Uilpa Penitenziari segnaliamo le criticità che investono l’istituto di Marassi e quanto accaduto, a nostro avviso, si sarebbe ben potuto evitare con un briciolo di lungimiranza e con un minimo di capacità di ascolto non solo di quelle che costituiscono rivendicazioni sindacali, ma soprattutto delle grida d’aiuto che provengono dagli operatori. Ancora una volta, invece, ci si è trovati alle prese con un’Amministrazione distante e sorda, quando non assente. E non mi riferisco a distanze geografiche, poiché le più gravi inefficienze amministrative ed operative a nostro avviso sono attribuibili al comandante del carcere ed al direttore che più di tutti si è caratterizzato per la sua inconcludenza rispetto alle problematiche segnalate».

«Riteniamo – aggiunge Pagani- tuttavia che la situazione meriti interventi decisi che riportino la Casa Circondariale di Marassi in sicurezza mettendo gli appartenenti alla Polizia penitenziaria nelle condizioni di operare con ragionevole serenità. Vanno assunte misure che consentano al personale di lavorare in sicurezza, vanno adottate disposizioni di servizio congrue rispetto al modello organizzativo, vanno presi adeguati provvedimenti nei confronti di chi si rende protagonista di infrazioni disciplinari in quanto sembra che all’interno dell’istituto aleggi un preoccupante senso di impunità e soprattutto si registra l’assenza di quelle attività di verifica e di controllo che competono in primis al Provveditore. Noi siamo pronti a dimostrare ulteriormente la nostra vicinanza ai colleghi di Marassi anche sedendoci immediatamente ad un eventuale tavolo di confronto. Ci auguriamo ovviamente che allo stesso modo chi ne ha invece il dovere istituzionale sappia e voglia farlo con altrettanta celerità. In caso contrario, non potremo esimerci dall’intraprendere ulteriori e più incisive iniziative capaci di ridestare l’Amministrazione penitenziaria dalla profonda letargia in cui è caduta».

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